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Biagio Cazzetta, 34 anni, camionista. Narcotizza la moglie e poi la soffoca con un cuscino mentre dorme. Condannato a 16 anni in primo grado, pena ridotta a 14 anni e 8 mesi in appello che diventano 11 grazie all’indulto, dopo 5 anni è fuori

Salvarano di Quattro Castella (Reggio Emilia), 30 Agosto 2005


Titoli & Articoli

Il marito è ora in carcere accusato di omicidio premeditato
Delitto nel Reggiano: l’uomo era inquieto perché temeva di perdere il lavoro. La donna è stata prima narcotizzata
REGGIO EMILIA – Ha ucciso la moglie soffocandola a letto con un cuscino, poi si è costituito ai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia. È accaduto la scorsa notte a Salvarano di Quattro Castella, nel reggiano. L’uomo, un 34enne reggiano ora in stato di fermo per omicidio volontario, si è presentato alle 4 alla caserma Carmana in corso Cairoli e ha confessato di aver ucciso la consorte, di un anno più giovane e originaria di Taranto.
L’INTERROGATRIO – I militari si sono immediatamente recati nell’abitazione della coppia, trovando il corpo della donna. Gli operatori del 118, allertati dai militari, hanno potuto solo constatare il decesso. L’uomo è stato interrogato all’alba dal pm Isabella Chiesi, che si è poi recata nell’abitazione di Salvarano, per un sopralluogo con i carabinieri. La vittima, a quanto si è appreso, lavorava come bidella in un istituto scolastico privato del Reggiano, mentre il marito, che non ha precedenti penali, è autista in un’azienda.
IL MOVENTE – Il movente dell’uxoricidio – secondo quanto avrebbe dichiarato l’uomo, Biagio Cazzetta – andrebbe ricercato nel suo timore di perdere il lavoro. Una preoccupazione che si sarebbe trasformata in vera e propria angoscia, rafforzata dall’incapacità di parlare di questo problema con la consorte. Ma secondo ambienti dell’azienda, la Tecnocilindri di Reggio, che produce cilindri oleodinamici, questo pericolo era infondato. Proprio questa mattina Cazzetta avrebbe dovuto fare un viaggio di lavoro per trasportare un carico a Milano. Anche chi lo conosceva ha detto di non aver notato nulla di strano, ultimamente, nel suo comportamento.
OMICIDIO PREMEDITATO – L’omicidio della donna, Angela De Biasi, avrebbe avuto il carattere della premeditazione: Cazzetta avrebbe riferito agli investigatori di aver somministrato sedativi alla moglie, a sua insaputa, e di averla poi soffocata nel sonno con il cuscino. La morte, secondo i primi accertamenti medico-legali, è avvenuta probabilmente fra mezzanotte e le 3, ma la certezza sull’orario arriverà dall’esame autoptico, così come la conferma se la donna aveva effettivamente ingerito medicinali. Secondo la ricostruzione fatta dall’uomo, e attualmente al vaglio dei carabinieri e del pm Isabella Chiesi, il delitto si sarebbe consumato dopo una serata passata tranquillamente a casa: i due avrebbero cenato, poi il marito sarebbe uscito per acquistare del gelato. Non è escluso che i sedativi possano essere stati versati proprio nel gelato che la donna ha poi mangiato.
TENTATO SUICIDIO – A quanto si è appreso, l’uomo avrebbe riferito di aver cercato di togliersi la vita dopo aver ucciso la moglie, infilando la testa in una busta di plastica. Ma non è riuscito nell’intento, e a quel punto è uscito da casa e si è presentato ai carabinieri per confessare l’omicidio. L’uomo, nella tarda mattinata, era ancora trattenuto nei locali del Comando provinciale di Reggio Emilia. Durante il sopralluogo nell’abitazione della coppia, i carabinieri hanno trovato i medicinali utilizzati da Cazzetta per narcotizzare la moglie. L’uomo li ha prelevati a casa della madre, poi ha versato il sedativo nel gelato. Quando ha infierito su di lei, soffocandola con il cuscino, la donna non era nelle condizioni di reagire, come hanno confermato gli accertamenti dei militari.
I FAMIGLIARI – I familiari di Angela De Biasi erano già stati colpiti da una tragedia nel giugno dell’84, quando l’altro figlio, Giuseppe, allora sedicenne, fu travolto e ucciso in bici da un mezzo pesante nella città emiliana. La salma della vittima è stata trasferita alla Medicina legale di Modena, a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre Cazzetta – che ancora stamani è apparso frastornato ma non disperato agli inquirenti – è stato portato nel carcere reggiano, con l’accusa di omicidio volontario premeditato. Sposata da circa sei anni, la coppia aveva abitato fino all’estate 2004 a Reggio Emilia, poi si era trasferita a Salvarano, una frazione di 600 abitanti, mantenendo però il lavoro e gli interessi affettivi nel capoluogo, dove abitano i genitori di entrambi. «Non li conoscevo – ha detto il parroco, don Riccardo Camellini – Brave persone, ma con pochi rapporti con la gente del posto».
Uccise la moglie, penaridotta a 14 anni e 8 mesi (Gazzetta di Reggio – 14 febbraio 2008)
E’ stata ridotta a 14 anni e otto mesi di reclusione – che diventeranno 11 e otto mesi grazie all’indulto – la pena inflitta al 37enne Biagio Cazzetta che la notte tra il 30 e il 31 agosto 2005 narcotizzò e uccise la moglie Angela De Biasi di 33 anni. In primo grado, il camionista di Salvarano era stato condannato a 16 anni e ieri è arrivata la sentenza della Corte d’appello bolognese che ridimensiona ulteriormente quella condanna giudicata già troppo mite dalla procura reggiana. Un anno fa, il pm inquirente Isabella Chiesi aveva infatti chiesto una pena di trent’anni.
Il giudice di primo grado non riconobbe però l’aggravante della premeditazione
e questo giustificò i 16 anni della sentenza. In appello è caduta anche un’altra delle aggravanti contestate all’imputato: quella dell’utilizzo di mezzi insidiosi, nello specifico il sonnifero che il 37enne confessò di avere sciolto nel gelato che offrì alla moglie la sera del delitto. Stordita da quella sostanza, acquistata dal camionista durante la mattinata, la giovane bidella non riuscì a reagire quando il marito le premette sul volto un cuscino e la strangolò. L’aggravante è caduta grazie all’accordo avvenuto tra l’avvocato difensore Piero Fornaciari e il pubblico ministero bolognese Alberto Candi. Accordo recepito dalla Corte d’appello e che ha riguardato anche la prevalenza delle attenuanti generiche – Biagio Cazzetta era incensurato e si era costituito ai carabinieri confessando il delitto – sull’aggravante costituita dall’uxoricidio.

Uccise la moglie In cella solo cinque anni (il Resto del Carlino – 14 febbraio 2008)
Si è svolto in Corte di Assise di Bologna, il processo di appello per Biagio Cazzetta, il 35enne che nella notte fra il 30 ed il 31 agosto del 2005 aveva ucciso la moglie Angela De Biasi. Per lui c’è stato un ulteriore sconto di pena, da 16 anni della sentenza di primo grado a quella concordata ieri in 14 anni ed 8 mesi, ai quali vanno sottratti poi i tre anni dell’indulto.
Con il procedimento previsto dal codice di procedura penale, del “concordato sui motivi dell’appello”, i difensori dell’omicida gli avvocati Piero e Luigi Fornaciari hanno concordato la pena con il procuratore generale della Corte di Appello. In pratica si sono messi d’accordo su alcuni aspetti del procedimento: la procura generale ha rinunciato a chiedere “l’aggravante”, cioè di avere somministrato del sonnifero e dunque di aver impedito alla donna la difesa, ed in cambio la difesa ha rinunciato a chiedere il parziale vizio di mente per l’operaio di Salvarano di Quattro Castella. Anche se va detto che questa seminfermità era già stata esclusa dal perito nominato dal Tribunale.
In aula ieri era presente anche Biagio Cazzetta, dietro di lui a pochi metri c’era il padre di Angela, Francesco De Biasi, che assieme alla moglie Maria si era costituito parte civile. Per loro un’altra amarezza dopo quella subita dalla sentenza di primo grado: 16 anni per la morte di una figlia, per loro è stata davvero dura da mandar giù. Quella ferita per i genitori non si rimarginerà mai e ogni sconto di pena per l’assassino di Angela vuol dire per loro un colpo al cuore.
Tutto in pratica è girato attorno alle aggravanti cadute dopo che i difensori di Cazzetta hanno sostenuto con successo la tesi che, dal momento che il delitto è avvenuto mentre la vittima dormiva, questa non avrebbe potuto comunque difendersi e pertanto l’uso del sonnifero non sarebbe stato determinante per commettere l’omicidio.

La sentenza di 14 anni e 8 mesi, comunque diventerà definitiva, in quanto gli avvocati difensori rinunceranno all’ultimo appello. In primo grado la parte civile aveva ottenuto un risarcimento di un milione di euro.

La tragedia si era verificata alla fine di agosto di due anni fa nella villetta di via Kennedy a Salvarano di Quattro Castella. Angela De Biasi, era stata soffocata con un cuscino mentre dormiva dal marito, che poi si era costituito ai carabinieri di Reggio. La coppia in quel momento stava vivendo un periodo di crisi, ma quella sera dell’omicidio il marito voleva riconciliarsi con una cenetta romantica. Ma dopo qualcosa in lui è scattato, che lo ha poi portato a compiere quel delitto che rimarrà per sempre inspiegabile.


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