Maria Rosaria Sessa, 27 anni, giornalista. Uccisa con 5 coltellate dall’ex fidanzato

Clipboard01Statale 107 Palommella (Cosenza),  10 dicembre 2002
Lei lo aveva lasciato, lui non si rassegnava e la uccide con 5 coltellate mentre lei tenta disperatamente di fuggire

 

Corrado Bafaro, 37 anni, odontotecnico o rappresentante di prodotti odontotecnici. Un uomo violento e ossessivo con precedenti per lesioni. Suicida

 

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Repubblica
Il corpo trovato nell’auto del suo ex fidanzato- Probabile il movente passionale, la polizia cerca l’uomo
Cinque coltellate hanno ucciso una giovane donna di Cosenza, Maria Rosaria Sessa, 27 anni, giornalista. Il suo corpo è stato trovato ieri sera in località Palommella, vicino Paola.
La donna era riversa sul sedile anteriore di un’auto, una Vectra, ferma sul ciglio della strada dopo un incidente.
Maria Roasari Sessa viveva a Rosarno e lavorara in una tv locale di Cosenza, “Metrosat”. Da poco era stata iscritta all’Ordine dei giornalisti. Nella sua vita sembra non vi fosse nulla di strano. Unico appiglio per gli investigatori, una relazione con un uomo, Corrado Bafaro, diventata troppo oppressiva e di cui Maria Rosaria era ormai stanca.
Le prime indagini sembrerebbero infatti prendere la direzione dell’omicidio passionale. La vettura sulla quale è stata trovata Maria Rosaria non era infatti la sua. Apparteneva a Corrado Bafaro, suo ex fidanzato e rappresentate di prodotti odontotecnici. Alla guida, secondo gli inquirenti, c’era un uomo. Forse proprio Bafaro, che la polizia sta cercando, per ora senza successo.
L’omicidio potrebbe essere stato l’epilogo dell’ennesima lite. Corrado Bafaro, quella sera, aveva comprato dei fiori per la donna. Lo stesso mazzo che la polizia avrebbe trovato a bordo dell’auto. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori i due si sarebbero incontrati ieri pomeriggio a Cosenza per recarsi da un dentista, un amico dell’uomo. Conclusa la visita, Bafaro e la giornalista sarebbero andati a cena in un ristorante vicino Paola. E a tavola Bafaro avrebbe parlato a lungo con la donna, supplicandola a tornare con lui. Forse Marisa Sessa ha tentato, ancora una volta di convincerlo che ormai la loro storia era finita. E forse, nel rifiuto di Marisa Sessa, avrebbe influito anche il carattere piuttosto violento di Bafara, che già aveva, nel suo curriculum, un precedente per lesioni.
Una discussione continuata in auto, degenerata in una colluttazione e sfociata alla fine nell’omicidio. Si spiegherebbe così l’incidente. L’omicida ha ucciso con un coltello da cucina. Cinque coltellate, di cui una, alla carotide, mortale. Marisa Sessa avrebbe lottato a lungo prima di morire e avrebbe anche tentato la fuga. Corrado Bafaro, per ora è introvabile e gli investigatori, non escludono che l’uomo, dopo aver colpito, si sia allontanato a piedi per poi togliersi la vita.

Corriere della Sera
Il procuratore: è stato un delitto passionale, caso risolto dopo quattro mesi – Suicida l’ assassino della cronista – trovato il cadavere dell’ uomo che uccise Maria Rosaria Sessa
Il giallo dell’ omicidio della giornalista Maria Rosaria Sessa si è risolto con la scoperta del cadavere di Corrado Bafaro. L’ uomo, che la sera del 10 dicembre scorso, ha ucciso, in preda a una crisi di gelosia, la conduttrice di «Metrosat», una televisione privata di Cosenza, è stato trovato cadavere.
Si è suicidato, probabilmente poche ore dopo aver massacrato a coltellate la compagna. Il suo corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato scoperto ieri intorno alle 13, all’ interno di una villetta, a Fiumefreddo Bruzio, una località balneare della costa tirrenica.
In una tasca dei pantaloni i carabinieri hanno ritrovato la ricevuta di pagamento del ristorante di Rende dove, la sera del delitto, Bafaro e Maria Rosaria avevano cenato. A scoprire il cadavere del 37enne odontotecnico di Cosenza sono stati i carabinieri della stazione di Fiumefreddo.
Alcuni abitanti della zona, da giorni, avvertivano un odore ributtante provenire da una villetta, che si trova dietro un ristorante, a pochi metri dalla statale 18. I carabinieri sono intervenuti e si sono subito insospettiti per la presenza di una bicicletta.
Queste villette, di proprietà di turisti campani e cosentini, sono infatti abitate solo nel periodo estivo. I militari hanno ispezionato l’ abitazione e hanno notato che una delle finestre era stata forzata.
Una volta all’ interno, la scoperta: il cadavere penzolava da una trave. La vicinanza tra il luogo del ritrovamento e quello dove è avvenuto l’ assassinio di Maria Rosaria Sessa ha fatto subito pensare che i resti di quel corpo potessero appartenere a Corrado Bafaro.
L’ uomo, in compagnia di Maria Rosaria, la sera del 10 dicembre scorso aveva raggiunto, con la sua Opel, la statale 107 che da Cosenza conduce a Paola. I due hanno iniziato a litigare, perché Maria Rosaria voleva chiudere quel rapporto a tutti i costi. Corrado Bafaro è andato quindi su tutte le furie, tanto da provocare un incidente. L’ Opel è andata a sbattere contro il guard-rail.
La giornalista ha cercato di scappare, ma lui l’ ha ripetutamente colpita con un coltello. Poi è fuggito raggiungendo a piedi la costa tirrenica. Sotto le sue scarpe, il medico legale ha trovato tracce di terra e sabbia. Durante la fuga l’ uomo ha rubato una bicicletta, in sella alla quale ha raggiunto la villetta dove si è suicidato.
Ieri pomeriggio la polizia ha telefonato ai genitori dell’ odontotecnico per informarli. Luciano Bafaro e Ida De Bonis non hanno voluto rilasciare nessuna dichiarazione. Il loro dolore non è diverso da quello dei genitori di Maria Rosaria Sessa, una ragazza solare e intraprendente, considerata una promessa del giornalismo.
«Il ritrovamento del cadavere di Corrado Bafaro, 37 anni, salvo definitivi accertamenti medico legali, dovrebbe porre la parola fine al caso – ha detto il procuratore di Paola, Luciano D’ Emmanuele – Il fatto, come era chiaro fin dal primo momento, è riconducibile a motivi passionali e ad una storia di coppia conclusa nel modo peggiore».
di Carlo Macrì

Castrum Cropalatum
In ricordo di Maria Rosaria Sessa
Nella parrocchia di San Giuseppe allo Scalo di Rossano, è stata celebrata una Santa Messa per ricordare la giornalista Maria Rosaria Sessa a dieci anni dalla sua tragica scomparsa.
Alla celebrazione eucaristica, in una chiesa affollata in ogni ordine di posto, hanno preso parte i familiari, numerosi giornalisti, ma anche tanti cittadini che, per l’occasione, hanno voluto partecipare alla cerimonia religiosa per non dimenticare Maria Rosaria e, allo stesso tempo, per stringersi al dolore del papà Santo, della Mamma Luigina e dei fratelli: Giuseppe e Nazzareno.
Ancora oggi, nonostante sia trascorso un decennio dal tragico evento, in molti ricordano la verve e la solarità di Maria Rosaria, la quale era proiettata ad una brillante carriera giornalistica interrotta purtroppo e per sempre, in una fredda serata d’inverno del 2002, dalla gelosia del suo compagno che, ossessionato di essere abbandonato dalla brava e splendida reporter televisiva, ha messo in atto un gesto inammissibile infierendo, con un coltello da cucina, sul corpo della giovane e promettente giornalista rossanese.
Questa, a causa delle numerose ferite riportate nella colluttazione per difendersi dalla violenza di Bafaro (quest’ultimo è stato trovato successivamente impiccato in una villetta del litorale tirrenico cosentino) e dopo l’ennesimo rifiuto di riavvicinamento tra i due, cessò di vivere all’interno della stessa auto dell’omicida sulla Strada Statale 107 che collega Cosenza a Paola.
Una pagina triste che sconvolse, dieci anni fa, l’intera comunità calabrese, cosentina e rossanese per un delitto che, forse, si poteva evitare se Maria Rosaria avesse manifestato alla famiglia ed ai colleghi di essere perseguitata dal suo ex compagno. In questi ultimi dieci anni il suo sorriso e la sua straordinaria solarità è mancata ai parenti, ai colleghi dell’emittente televisiva “Metrosat” dove lavorava, ma anche a tanti amici. A Maria Rosaria Sessa, dopo la tragica morte, il comune di Rossano ha intitolato una via della città. Tanti, poi, i riconoscimenti assegnati da diverse associazioni regionali e nazionali consegnati ai familiari nel corso di questi anni. Al termine della celebrazione eucaristica, tra lacrime e commozione, in tanti si sono avvicinati alla famiglia Sessa per porgere loro un forte abbraccio.
di Antonio Le Fosse

 

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