Antonella Alfano, 34 anni, commessa, mamma. Strangolata dal compagno che ha poi simulato un incidente infilandole una castagna in gola e dando fuoco all’auto in cui aveva posizionato il cadavere

Agrigento, 5 febbraio 2011
Un terribile schianto contro un albero della provinciale, l’auto che si incendia e lei che muore carbonizzata. All’inizio era questa la fine della giovane e bella Antonella, che aveva appena finito un giro di shopping. Ma l’autopsia rivela una castagna nella gola della donna e qualche testimone afferma di aver visto il compagno della donna allontanarsi dal luogo dell’incidente. Che non è un incidente.
Lui, Salvatore, l’ha prima strangolata e poi ha deciso di carbonizzare il corpo ma, per giustificare l’assenza di fumo nei polmoni della ragazza, ha anche pensato di infilarle una castagna in gola, mentre lei era già morta e lui la posizionava nell’auto che poi ha fatto schiantare contro un albero e finire in una scarpata.

 

Salvatore Rotolo, 39 anni, carabiniere. Condannato a 18 anni ricorre in appello.

 

Figli: 1 bimbo di 10 mesi

 

 

 

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Agrigento, Antonella Alfano muore carbonizzata nella sua auto
C’è dolore per la morte di Antonella Alfano, 34 anni, commessa in un negozio di abbigliamento all’interno del centro commerciale “Le Vigne”, morta nella tarda mattinata di oggi nel terribile schianto contro un albero sulla strada provinciale 80, l’ex via Nuova Favara, che collega il centro abitato con la statale 640. La donna lascia uno splendido compagno e un bellissimo bambino di appena 10 mesi. Una tragedia che toglie il fiato. Antonella aveva da poco terminato di fare acquisti nel centro cittadino, e stava rientrando a casa nel quartiere commerciale del Villaggio Mosè. Ma il destino era in agguato. Il cadavere carbonizzato della donna è stato ritrovato intorno alle 12,30, all’interno di un’autovettura, Fiat 600, completamente bruciata. I vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento, subito intervenuti sul posto hanno spento l’incendio, poi si sono accorti, che dentro la vettura c’era il corpo della donna, reso irriconoscibile dalle fiamme. Sul luogo ad uno a uno sono arrivati, il capitano Giuseppe Asti, il tenente Roberto Di Nunzio. Secondo gli accertamenti dei militari l’incidente sarebbe stato causato da una disattenzione, da qualcosa che ha fatto perdere il controllo della Fiat 600 alla donna. L’utilitaria ha sbandato all’improvviso tagliando trasversalmente la carreggiata, finendo la sua corsa sottostante il manto stradale. Poi il mezzo ha preso fuoco. La donna ha lottato, ha cercato di uscire, ma travolta dalle fiamme si è arresa. 


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Agrigento, svolta sull’incidente che ha causato la morte di Antonella Alfano: indagato il compagno Salvatore Rotolo …Il suo compagno, nonché padre della bimba di 10 mesi, Salvatore Rotolo è stato iscritto nel registro degli indagati per omissione di soccorso.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal sostituto procuratore Giacomo Forte e dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, l’uomo, con il quale la donna aveva un rapporto tempestoso, era presente al momento dell’incidente. Circostanza che lo stesso militare dell’Arma avrebbe anche ammesso. Poi nell’interrogatorio, assistito dal suo legale, si è avvalso della facoltà di non rispondere in attesa dell’esito dell’autopsia che si svolgerà nelle prossime ore nell’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Antonella Alfano, commessa con la passione per ma moda, è morta sabato pomeriggio carbonizzata nella sua auto dopo essere caduta in una scarpata. Una dinamica che però non ha convinto la Procura che ha aperto un’inchiesta. L’incidente e’ avvenuto lungo la strada provinciale 80. La donna conviveva con il carabiniere che un testimone ha notato sul luogo dell’incidente. Era a bordo di un motorino che è stato sequestrato e che verrà sottoposto ad esami scientifici. L’uomo, come affermano i familiari della vittima, da qualche tempo viveva con la compagna una relazione alquanto turbolenta. Litigi su litigi, gli ultimi dei quali la sera prima e lo stesso giorno della morte di Antonella. Al carabiniere sono stati sequestrati computer, cellulare, moto, indumenti ed altro materiale ritenuto utile per le indagini in attesa di avere riscontri certi. I luoghi di sua pertinenza sottoposti a perquisizione. I familiari della vittima hanno presentato un esposto-denuncia proprio alla Squadra Mobile …
Repubblica
… la donna carbonizzata fu soffocata prima dell’incidenteL’autopsia svela che Antonella Alfano, la giovane commessa e indossatrice morta sabato ad Agrigento è stata soffocata. L’ex compagno, un carabiniere, è indagato per omicidio volontario
Quando la sua macchina ha preso fuoco Antonella Alfano probabilmente era già morta, forse soffocata da una grossa castagna che il medico legale che ieri pomeriggio ha compiuto l’autopsia avrebbe trovato nel suo esofago. E soprattutto sembra che non ci fossero nei suoi polmoni segni di fumo che la giovane commessa e indossatrice avrebbe dovuto inalare se fosse rimasta imprigionata ancora viva nel rogo della sua macchina in fondo alla scarpata della strada provinciale di Agrigento.
Di più: sembra che sui poveri resti della giovane donna sia stata trovata anche traccia di un liquido infiammabile, tutti indizi che – a questo punto – rendono possibile l’ipotesi che Antonella sia stata prima soffocata e poi fatta precipitare in fondo alla scarpata con la macchina alla quale qualcuno aveva dato fuoco. L’unico indiziato è il compagno della donna, il carabiniere Salvatore Rotolo, già iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio volontario, la cui posizione adesso si fa ben più pesante. L’uomo è già stato sospeso dal servizio. L’inchiesta promette nuovi imminenti sviluppi.
di Alessandra Ziniti

 

Donna 10
Un apparente comune incidente stradale si è trasformato in un nuovo giallo da investigare. L’incidente d’auto che portò alla morte la trentanovenne Antonella Alfano non fu un vero incidente. Lo rivela la procura. Antonella è stata uccisa e sembrerebbe certa anche l’identità del killer: il compagno carabiniere Salvatore Rotolo, uomo considerato schivo ed eccessivamente geloso. Le indagini sul corpo della donna avrebbero stabilito, infatti, come ella fosse già morta al momento dell’incendio della sua auto, una Fiat 600. Antonella sarebbe morta per strangolamento. E’ stato messo in atto, perciò, un abile depistaggio al fine di inscenare un evento accidentale. L’assassino, in questo caso presumibilmente il compagno, appunto, avrebbe prima strangolato Antonella e l’avrebbe poi posizionata sul sedile del conducente della sua auto, inserendo nella sua gola (particolare non poco inquietante) una castagna. Perché, direte voi? Per giustificare il fatto che nei polmoni della donna non ci fossero tracce del fumo causato dall’incendio! Chi ha effettuato il depistaggio conosceva bene perciò le dinamiche investigative ed il fatto che il compagno fosse un carabiniere di certo non ripone a suo favore al riguardo.

Corriere del Mezzogiorno
la madre di lei: «mia figlia uccisa tre volte» – Uccise la sua compagna e simulò incidente,carabiniere condannato a 18 anni
Pena ridotta rispetto all’ergastolo chiesto dai pm per Salvatore Rotolo, che il 5 febbraio scorso tolse la vita alla fidanzata Antonella Alfano …
Uccise la sua compagna e poi tentò di depistare le indagini: il carabiniere Salvatore Rotolo è stato condannato dal gup di Agrigento a 18 anni di reclusione. Per l’uomo, ritenuto responsabile dell’omicidio e della distruzione di cadavere della madre di sua figlia, Antonella Alfano, la commessa agrigentina con il sogno della moda, il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto Giacomo Forte avevano chiesto la condanna all’ergastolo.
LA MADRE DI LEI: «UCCISA TRE VOLTE»
– La sentenza del gup, Valerio D’Andria, prevede anche il pagamento di un milione 250 mila euro, di cui 500 mila alla figlia, come risarcimento danni. «Mia figlia è stata uccisa tre volte», ha detto, fra le lacrime e le urla, dopo la lettura della sentenza, la madre di Antonella Alfano, Giovanna Saieva, che ha sempre chiesto «verità e giustizia». Dopo il ritrovamento dell’utilitaria della vittima, in fondo ad una scarpata, ancora completamente avvolta dalle fiamme, il 5 febbraio del 2011, venne ipotizzato un incidente stradale. Rotolo, pochi giorni dopo, venne iscritto nel registro degli indagati per omissione di soccorso. Più testimoni, infatti, lo avevano visto sul posto nei minuti successivi alla tragedia. Successivamente venne accusato di omicidio volontario e a metà giugno è stato arrestato. Fu una castagna ritrovata incastrata nella gola della donna a portare i periti su una strada diversa da quella dell’incidente: il frutto sarebbe stato sistemato lì per simulare uno strangolamento da ostruzione meccanica e giustificare l’assenza di tracce di fumo nei polmoni di Antonella, che altrimenti avrebbero svelato che la donna era già morta quando il cadavere era stato dato alle fiamme.
STRANGOLATA
– Secondo la Procura, il carabiniere avrebbe ucciso la modella in seguito ad una violenta discussione. La donna sarebbe stata strangolata. Rotolo fu accusato anche – in concorso con una persona ancora ignota – per garantirsi l’impunità e cancellare le tracce del delitto, della distruzione del cadavere della convivente. Il gip Alberto Davico, nel firmare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il 16 giugno, derubricò l’accusa in omicidio preterintenzionale, ma l’imputato è stato poi condannato per omicidio volontario.


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Agrigento, omicidio Antonella Alfano: Salvatore Rotolo condannato a 18 anni
Hanno urlato e pianto, esprimendo tutta la loro rabbia la mamma e la sorella di Antonella Alfano, dopo la lettura della sentenza di condanna a 18 anni di carcere per l’ex compagno della donna, il carabiniere Salvatore Rotolo. Il militare è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario dal Giudice per l’Udienza Preliminare del tribunale di Agrigento,Valerio D’Andria, ma ha evitato l’ergastolo, come chiedevano la Procura e i familiari della vittima. Escluse tutte le aggravanti, così si spiega la pena inflitta dal giudice, che ha evitato al militare il carcere a vita. Il giudice ha disposto, inoltre, il pagamento di un risarcimento danni pari a 1 milione 250 mila euro: 500 mila euro per la figlia Elide e 250 mila euro per ogni familiare della vittima. La madre Giovanna Saieva, che, ha inveito contro il carabiniere, affermando che Antonella è stata uccisa tre volte, al momento della lettura della sentenza e prima ancora che si aprissero le porte, ha urlato più volte “assassino, assassino”. La difesa dell’imputato, gli avvocati Sergio Monaco e Gioacchino Genchi, che ieri avevano tentato l’ultima carta, cercando di smontare la tesi dell’accusa, sono sicuri dell’innocenza del carabiniere. Il corpo senza vita di Antonella Alfano, la giovane commessa agrigentina con la passione per le sfilate, venne trovato la mattina del 5 febbraio scorso sotto ad una scarpata di via Papa Luciani, a poche centinaia di metri dal centro urbano di Agrigento.

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