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Snejana Bunaclea, 43 anni, badante, mamma. Annegata nella vasca da bagno dal figlio dell’anziana che accudiva

Altavilla Silentina (Salerno), 5 Marzo 2020


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Altavilla Silentina, la badante lo rifiuta e lui la uccide annegandola nella vasca da bagno (Occhio Notizie – 8 dicembre 2020)
Altavilla Silentina, badante uccisa per gelosia: il benzinaio Gerardo Cappetta è stato incastrato dai dettagli. La vittima è Snejana Bunaclea
Altavilla Silentina, badante uccisa per gelosia: il benzinaio Gerardo Cappetta è stato incastrato dai dettagli. La vittima dell’ennesimo femminicidio è Snejana Bunaclea, 43enne moldava rinvenuta lo scorso 5 marzo priva di vita all’interno di una vasca da bagno nell’abitazione dove, solo pochi mesi prima, aveva trovato alloggio ed impiego per prendersi cura di un’anziana (madre del killer). La vittima e il killer vivevano insieme: lui, single, 51 anni, condivideva l’ abitazione, una villetta ad Altavilla Silentina, con l’anziana madre. La badante si occupava di tutto il resto. I militari dell’Arma non escludono tra i due potrebbe anche esserci stato anche qualche approccio di tipo sentimentale.  I carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale, infatti, ritengono che alla base dell’omicidio ci sia stato proprio un movente di tipo passionale.
Le indagini. I primi ad intervenire sul posto, a marzo scorso, furono i carabinieri della compagnia di Eboli i quali, sulla scena del delitto, trovarono da subito elementi di contraddizione. A partire dalla porta del bagno che era aperta.  Anche la scena del crimine era stata manomessa: qualcuno aveva messo disordine tra alcuni oggetti così da indurre a pensare che la vittima potesse aver avuto un malore. Ma alcune macchie di sangue ritrovate in posti che, secondo gli esperti, sarebbero stati incompatibili con una eventuale caduta della donna per un malore.
L’autopsia. Un ruolo fondamentale lo giocò dall’autopsia che scongiurò l’ipotesi del malore. La 43enne sarebbe morta per soffocamento ed alcuni segni sul corpo evidenziavano la violenza usata da qualcuno per fare abbassare la testa nell’acqua ed impedirle, di fatto, di respirare.
Il movente. L’uomo, nel corso della convivenza sotto lo stesso tetto con la badante moldava, si sia invaghito della donna e non accettava che la stessa avesse iniziato a frequentare un altro suo conoscente. Un appuntamento a cena con quest’ultimo potrebbe essere stata la causa scatenante del litigio che, nell’ipotesi degli inquirenti, sarebbe presto degenerato e avrebbe portato all’omicidio della donna, avvenuto nel bagno del primo piano della villetta dove entrambi vivevano.


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In memoria di

PER NON DIMENTICARE SNEJANA, UCCISA DAL FIGLIO DELL’ANZIANA DI CUI SI PRENDEVA CURA (il coraggio delle donne)
Snejana Bunacalea, moldava di 43 anni, è stata trovata morta nella casa in cui viveva, in provincia di Salerno. I fatti risalgono a giovedì 5 marzo 2020.
La donna lavorava come badante e da pochi mesi si era traferita nell’abitazione di una signora anziana che assisteva. All’inizio sembrava si trattasse di un incidente domestico, uno scivolone sul bagnato che le avrebbe fatto battere la testa, ma nel corso delle indagini si è sempre di più avvalorata l’ipotesi di omicidio. Secondo i rilievi degli investigatori e il risultato dell’esame autoptico, la vittima sarebbe stata sorpresa mentre si trovava in bagno e, nel mentre della colluttazione, sarebbe stata affogata con la testa nella vasca da bagno piena. Ciò sarebbe avvenuto qualche ora prima l’arrivo dei soccorsi.
L’autore del delitto sarebbe Gerardo Cappetta, figlio cinquantunenne della signora assistita, anche lui convivente nell’abitazione. Dalla ricostruzione pare che l’uomo si fosse invaghito di Snejana la quale, però, non solo non lo ricambiava, ma usciva con un’altra persona, conoscente del Cappetta. Pare che proprio in seguito a un litigio avvento a causa di quest’uomo si sia scatenata la lite degenerata poi in aggressione. Oltretutto, secondo l’accusa, il Cappetta avrebbe depistato le indagini e alterato la scena del crimine per allontanare da sé i sospetti, ma le tracce sui capelli e sotto le unghie della vittima riconducono a lui. L’uomo viene arrestato e portato in carcere nonostante si proclami innocente. Per non dimenticare Snejana Bunacalea.
(Articolo a cura di Elisa Stefania Tropea)