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Miracle Francis, 26 anni, mamma. Uccisa con una coltellata alla gola dal marito

Mineo (Catania), 1 Gennaio 2018



Titoli & Articoli

Cara Mineo, sgozzata donna all’interno della struttura L’assassino arrestato a una fermata del bus a Catania (MeridioNews – 2 gennaio 2018) 
Una donna nigeriana, Francis Miracle, è stata uccisa la notte scorsa all’interno del centro d’accoglienza per richiedenti asilo di Mineo. L’omicida, secondo le prime indiscrezioni raccolte da MeridioNews, avrebbe agito impugnando un coltello, utilizzato per colpire la sua vittima all’altezza della gola.  La donna, che avrebbe un’età compresa tra 25 e 30 anni, era madre di due bambini, arrivata in Sicilia a dicembre 2016. A trovarla, a quanto pare già senza vita, sono stati alcuni volontari della Croce rossa che lavorano all’interno del centro. L’autore del delitto, che non è un ospite del Cara, è un uomo proveniente dal Mali, arrivato nell’Isola dal Nord Italia. Dopo avere commesso il delitto, a quanto pare davanti gli occhi dei figli della vittima, l’uomo si è allontanato da Mineo cercando di fuggire, ma è stato arrestato dopo alcune ore a una fermata degli autobus a Catania. Adesso gli inquirenti, con il caso affidato dalla procura di Caltagirone alla polizia, sono a lavoro per cercare di mettere insieme i pezzi di questo rebus per capirne principalmente il movente. L’ipotesi più accreditata è quella del delitto al culmine di una lite.

 

Nigeriana uccisa in Cara, fermato marito (Ansa – 3 gennaio 2018)
Lui nega presenza, ma per i due figlioletti e testi era in casa. Una lite tra marito e moglie finita in tragedia.
E’ un femminicidio il movente privilegiato nelle indagini dell’omicidio della nigeriana Miracle Francis, di 26 anni, uccisa con una coltellata alla gola nel suo alloggio nel Cara di Mineo. A sferrarlo, usando un coltello con una lama da 13 centimetri, sarebbe stato il marito, Bill Francis, di 30 anni, originario del Mali. L’uomo è stato fermato dalla squadra mobile della Questura di Catania mentre in un Internet-point cercava, usando i documenti di un connazionale, di farsi inviare dei soldi per fuggire, secondo l’accusa, con destinazione prima il nord dell’Italia, dove viveva abitualmente, e poi per andare all’estero. A dare l’allarme era stata la loro figlia più grande, di 8 anni, che verso le 22 del 1 gennaio ha trovato la madre per terra, in una pozza di sangue. Con la ragazzina era presente un assistente del Cara. E’ intervenuto personale medico presente nella struttura, ma la donna era già deceduta.


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