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Michelina Eva Wojcicka, 17 anni. Uccisa con un colpo di pistola dal fidanzato

Cerignola (Foggia), 17 Giugno 2010


Titoli & Articoli

Uccide la ragazza (polacca di 17anni) poi si toglie la vita (La Gazzetta del Mezzogiorno – 18 giugno 2010)
«Dai, salta su, che stamattina di porto al mare…». La bella e giovane Michelina Eva Wojcicka, polacca diciassettenne non avrebbe mai immaginato che la sua gita sarebbe stata quella di andare incontro alla morte col suo fidanzato geloso, Vito Calefato, 33 anni e un passato burrascoso. L’ha portata in un box, un seminterrato di viale Usa, l’ha uccisa, poi si è puntato la pistola alla tempia e si è tolto anche lui la vita. Omicidio suicidio, forse per amore, per gelosia ieri mattina a Cerignola.
E’ questa la principale pista alla quale lavorano gli agenti della polizia di stato, coordinati dal Pm Enrico Infante, per far luce sul ritrovamenti dei due cadaveri all’interno di un box di un palazzo al civico 39 di viale Usa, a Cerignola. Lui Vito Calefato, 33 anni, con numerosi precedenti penali per droga e reati contro il patrimonio, ed una minorenne di origine polacca, Michelina Eva Wojcicka residente con i genitori a San Ferdinando di Puglia.
Pare che il giovane facesse uso di sostanze stupefacenti ed avrebbe trascorso una notte agitatissima. I due ragazzi stavano assieme da circa due mesi, sebbene i genitori della minorenne non vedessero di buon occhio quella relazione. Lei stessa di recente aveva manifestato l’intenzione di andare a lavorare come operaia stagionale in una azienda conserviera del centro ofantino, ma il ragazzo aveva manifestato la sua contrarietà. E secondo alcune indiscrezioni ciò avrebbe già provocato dei dissidi. Una complicazione in più, per un giovane che aveva già avuto diverse disavventure giudiziarie ed il cui comportamento era spesso condizionato dagli effetti della coca o dalla astinenza. Nel corso della perquisizione domiciliare, pur non avendo rinvenuto droga, gli inquirenti hanno infatti ritrovato tracce di questa devastante dipendenza. Un epilogo che pare il giovane avesse già minacciato ad un’altra ragazza con cui in precedenza aveva avuto un legame.
Non è il primo caso del genere avvenuto nella provincia di Foggia.
L’omicidio di ieri della giovane, 17 anni a novembre, è infatti il terzo di una serie che tra il 1° giugno 2007 e ieri ha visto tre ragazzine non ancora diciassettenni, una ucraina, una albanese ed una polacca, morire sotto i colpi di arma da fuoco o da taglio. La notte tra il 31 maggio ed il 1° giugno, in via Scipione, Giulia, giovane ucraina di 17 anni, era caduta sotto i colpi di fucile sparati alle spalle da un ignoto killer. Assieme alla giovane era stato ucciso anche Michele Perchinunno, 68 anni, noleggiatore di auto per cerimonie. Dapprima il killer sparò due colpi di fucile all’indirizzo dell’uomo, poi rincorse Giulia che aveva tentato un fuga disperata a piedi e la freddò con due colpi che la raggiunsero alle spalle. Pare che i due, nonostante l’abissale differenza di età, avessero una storia che poteva aver scatenato la gelosia di qualcuno. Erano appena scesi dalla Fiat Bravo dell’uomo per entrare nella casa dell’anziano nei cui pressi li stava attendendoli il killer. Un duplice omicidio rimasto senza colpevoli.
La scena di sposta alla vicina via Giannone, una parallela di via Scipione in cui abitano diversi stranieri. E’ la tarda mattinata dell’11 marzo dello scorso anno, quando un giovane polacco fa rientro a casa e trova la giovane convivente albanese sgozzata. La giovane lo aveva seguito in Italia poco più di due mesi prima. Un solo colpo di coltello, alla gola, probabilmente sferrato alle spalle e la ragazza si era accasciata in un lago di sangue. Per quell’efferato omicidio, per il quale fu ipotizzato il movente della gelosia, furono sospettati alcuni rumeni, ma l’inchiesta è poi finita in un vicolo cieco ed anche questo delitto è rimasto impunito.
Meno misterioso pare invece l’omicidio avvenuto ieri, ed anch’esso motivato, pare, dalla gelosia che sembra attanagliasse l’omicida – suicida. E che secondo indiscrezioni aveva già condizionato negativamente almeno un precedente rapporto con una ragazza che abita nello stesso quartiere.


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