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Jessica Novaro, 29 anni, cassiera. Uccisa con un colpo di pistola dall’ex compagno della madre

Vellego di Casanova Lerrone (Savona), 7 Dicembre 2020

 


Titoli & Articoli

Jessica Novaro: cerca di difendere la mamma dal compagno e viene uccisa (Today – 7 dicembre 2020)
L’uomo poi si è suicidato. È successo in località Vellego, nel comune di Casanova Lerrone in provincia di Savona
Un uomo di 56 anni ha ucciso a colpi di pistola la figlia della compagna, nel tardo pomeriggio di ieri. Secondo una prima ricostruzione Jessica Novaro, 29 anni, era intervenuta durante una lite tra la madre e il compagno. Corrado Testa ha poi rivolto l’arma contro se stesso e si è tolto la vita. È successo in località Vellego, nel comune di Casanova Lerrone in provincia di Savona. Sull’episodio indagano i carabinieri. Durante la lite Jessica Novaro sarebbe intervenuta a difesa della madre e a questo punto Testa ha sparato usando una pistola calibro 9.
Jessica Novaro è fuggita fuori casa, dove è caduta ferita a morte. L’uomo le è corso dietro e quando l’ha vista a terra immobile si è puntato la pistola alla testa e ha sparato. Corrado Testa, vedovo da nove anni, quando perse la moglie in un incidente agricolo, è morto poco dopo l’arrivo dei soccorritori. Jessica Novaro lavorava come commessa di supermercato fra Borghetto Santo Spirito e Toirano. Potrebbe essere affidata già in mattinata la perizia autoptica sul corpo della ragazza.

Casanova Lerrone, le lacrime del fidanzato di Jessica: “L’aveva già minacciata puntandole la pistola” (Il Secolo XIX – 7 dicembre 2020)
«Eravamo appena rientrati a casa, a Vellego, dopo la serata in un locale. Jessica aveva sentito Corrado urlare contro la madre. Era entrata nella loro casa e si era messa in mezzo. Lui le aveva puntato la pistola al petto e le aveva detto: “La vuoi provare?”. E dopo un attimo di silenzio aveva aggiunto: “Non sono mica matto, è scarica”». È sotto shock Felice Scodellaro, 42 anni, artigiano edile, di Vezzi Portio, fidanzato di Jessica Novaro, 30 anni appena compiuti, quando racconta le minacce che la ragazza aveva subito da Corrado Testa, circa un mese e mezzo fa.
Il racconto, dopo la tragedia di domenica sera, acquista un’ombra atroce e inquietante, che tormenta il fidanzato. Nemmeno quell’episodio, lo scorso ottobre, era il primo caso di minacce a Jessica da quello che diventerà il suo assassino. Felice non si dà pace. Piange disperato, continuando a ripetere che Jessica, ciclicamente, lo allontanava dalla sua vita per proteggerlo.
«Sei una brava persona: è meglio tu mi stia lontano, perché stare con me è troppo difficile, troppo complicato». Così Jessica ripeteva a Felice, per proteggerlo. Era accaduto anche sabato mattina, la vigilia della tragedia.
«L’ultima volta che l’ho vista era venerdì scorso – dice con la voce spezzata dal pianto – Ero passato a salutarla sul lavoro, al Conad, dove faceva la cassiera. Era nervosa. La mattina di sabato, poi, mi aveva scritto un messaggio dicendomi che non voleva farmi soffrire. Di lasciarla, di allontanarmi dalla sua vita. Io mi ero arrabbiato e l’avevo chiamata. Le avevo detto quanto l’amavo e che doveva accettare la felicità e il mio amore. Ma, nella sua vita, Jessica era stata felice poche volte. Anche suo padre era un violento e picchiava la madre, Maria. Dopo la sua morte, purtroppo, la mamma di Jessica era finita tra le braccia di un altro violento, Corrado. Jessica sapeva tutto e aveva tanta paura».
Tre volte, Felice, nell’arco dei due anni di fidanzamento, aveva assistito alle minacce dirette alla sua fidanzata dal compagno della madre, ubriaco. «La prima volta – racconta – risale a poco più di un anno fa. Eravamo nei giorni delle vacanze natalizie, io mi ero fermato a dormire da lei. Alle tre di notte circa, Corrado si era infilato in casa nostra, in camera: aveva acceso le luci e si era messo a urlare contro di lei.
La insultava e le attribuiva dei titoli volgari: succedeva spesso, era lei stessa a raccontarlo. Un’altra volta, tornavamo da una serata in pizzeria, avevamo portato anche la mamma di Jessica. Quando siamo entrati in casa, lui è impazzito e ha iniziato a insultare la mia ragazza. Voleva che cucinasse, poi che gli servisse una birra, ma, una volta avuta in mano la bottiglia, l’aveva scagliata a terra. L’ultima volta, lo scorso ottobre, il momento peggiore, con la pistola puntata contro il petto. Io ero rimasto in casa nostra: l’avevo vista uscire gridando e dicendo che tutto il paese sapeva, ma che nessuno l’aiutava. Non era, però, facile intervenire, perché né lei né la madre lo permettevano, Avevo detto a Jessica che, se fosse accaduto ancora qualcosa, sarei intervenuto io direttamente».
Dopo quell’ultimo episodio, però, Jessica non aveva più permesso a Felice di dormire da loro. «Con la scusa che la mamma era tornata in casa, non mi aveva più lasciato andare a dormire là, anche se c’era uno sgabuzzino che avrei volentieri allestito a camera. Preferiva venire da me, ogni tanto. Ma era sempre spaventata: quando dormivamo insieme, voleva che la tenessi stretta, stretta tutta la notte. Lo scorso San Valentino aveva cercato di allontanarmi, voleva interrompere la relazione. Ma l’avevo riconquistata portandole un anello in negozio».
Da quel momento le cose, tra i due, erano sempre andate bene. «Sua mamma era contenta della nostra relazione – dice Felice – Ma era una donna silenziosa, molto chiusa, mai felice. L’unica volta che l’ho vista sorridente è quando le avevo presentato i miei genitori. E Jessica, spesso, aveva la stessa tristezza, la stessa chiusura».
Negli ultimi dieci giorni la ragazza era nervosa, preoccupata. «Non mi aveva più raccontato nulla – dice- Ma persino nel sonno, quando dormivano insieme, la sentivo lamentarsi, inquieta». (di Silvia Campese)

 

Savona, Jessica Novaro ha chiesto aiuto ai passanti prima di morire: “Non respiro, aiuto” (Fan Page – 7 dicembre 2020)
“Non respiro, aiuto!”, i passanti hanno pensato a un malore da Covid19 quando hanno visto apparire in piazza, a Casanova Lerrone, Jessica Novaro, 29 anni, attinta da un colpo di pistola al petto sparato dal compagno della madre. La ragazza è morta in piazza prima dell’arrivo dei soccorsi. Dopo aver fatto fuoco contro di lei, il patrigno, Corrado Testa si è ucciso con la stessa pistola. La vittima aveva tentato di difendere la madre durante un litigio.
“Non riesco a respirare, aiuto!”. Ferita dal un proiettile al petto, Jessica Novaro, 29 anni, è riuscita a camminare diversi metri fuori da casa per chiedere aiuto ai vicini, ma non ce l’ha fatta, è spirata nella piazza del paese. La ragazza, vittima della violenza del patrigno, ha provato a sfuggire al suo assassino, Corrado Testa, compagno 56enne della madre. I passanti, non potendo immaginare che fosse stata attinta da un proiettile, hanno ipotizzato un malore da Covid19 e hanno immediatamente chiamato l’ambulanza, purtroppo inutilmente. Mentre prestavano soccorso alla giovane è sopraggiunto il suo aguzzino, il Testa che, alla vista della scena, avendo compreso di averla uccisa, ha urlato: “Cosa ho fatto!”.
La lite con la compagna
Corrado Testa si è sparato alla testa con la stessa pistola calibro nove usata contro la ragazza, morendo poco dopo l’arrivo dei soccorritori. Unica ‘colpa’ della vittima era stata quella di intromettersi in una lite tra il patrigno e sua madre, Maria Donzella, per difendere quest’ultima. L’ennesimo femminicidio- suicidio è avvenuto a Casanova Lerrone  (Savona). Ancora sotto choc, Maria Donzella, vittima collaterale. È stata proprio lei, dopo aver chiamato i soccorsi, a riferire la dinamica dei fatti ai carabinieri di Alassio, intervenuti nell’abitazione, in località Vallego.
Il colpo diretto a Jessica
A uccidere Jessica Notaro – come riporta Ansa – è stato un solo colpo sparato da una calibro nove semiautomatica. Il colpo di pistola sparato da Corrado Testa, era diretto proprio alla giovane donna e non si è trattato, come ipotizzato in prima battuta, di un colpo partito per sbaglio o destinato alla madre Maria Donzella e ‘intercettato’ dal corpo della figlia.
Vedovo dal 2011: la moglie schiacciata da un trattore
Vedovo dal 2011, Testa aveva perso la moglie, Danila Giordani, in un incidente agricolo. La donna era rimasta schiacciata da un trattore. Dopo il lutto aveva intrapreso una nuova relazione con Maria Donzella, anche lei vedova, qualche anno dopo. La coppia conviveva da tempo. Con loro la figlia di Maria, Jessica Novaro, 29 anni, commessa in un supermercato di Toirano. Tra Testa e la compagna ci sarebbero stati da tempo dei problemi, tanto che la donna stava pensando di interrompere la relazione.  Vanno avanti, intanto, le indagini condotte dai carabinieri di Alassio, su incarico della procura di Savona, per identificare la semiautomatica usata per sparare. Tra poche ore sarò affidata la perizia autoptica sui corpi di Jessica, 29 anni e di Corrado Testa, 57, il suo aguzzino. (di Angela Marino)

 

Dagospia – 8 dicembre 2020


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In memoria di

Casanova, sola e disperata la mamma di Jessica Novaro ha tentato il suicidio (Il Secolo XIX – 15 dicembre 2020)
La scia di dolore legata alla tragedia di dieci giorni fa
Non ha retto al dolore, alla disperazione, all’idea di essere rimasta sola senza la sua Jessica ed ha deciso di farla finita. Approfittando di un momento in cui si trovava da sola in casa, Maria Donzella ha ingerito una massiccia dose di medicinali. Ed è svenuta in casa. Per fortuna i famigliari si sono accorti che qualcosa non andava ed hanno provato a farsi aprire la porta. Inutilmente.
Soccorsa dai militi della pubblica assistenza, la donna è stata trasportata all’ospedale santa Corona di Pietra Ligure dove è stata ricoverata. Maria non sarebbe in pericolo di vita, ma le sue condizioni psichiche avrebbero consigliato i medici e lo stesso pm Maddalena Sala, al ricovero.
L’uccisione di Jessica Novaro, l’unica figlia di 29 anni, per mano dell’ex compagno Corrado Testa, le ha letteralmente sconvolto la vita. Già sabato il funerale svolto nella chiesa di Bastia, la donna aveva accusato un malore ed era stata sorretta dal figlio dell’omicida Danny, amico di Jessica fin dai tempi della scuola.
In più occasioni i carabinieri del tenente colonnello Massimo Ferrari, della compagnia di Alassio, avevano provato a sentirla nelle ultime ore per farsi chiarire tutti gli aspetti di un rapporto ostile tra la figlia Jessica e Corrado Testa che fino a settembre era stato il suo compagno di vita.
Uomo che, come ha raccontato il fidanzato della ragazza, aveva già usato quella pistola clandestina (la M24 Beretta calibro 9) per spaventare Jessica nei mesi scorsi al culmine di una lite a cui aveva assistito la donna stessa. Episodio che Maria Donzella aveva raccontato agli inquirenti evitando di rendere noti alcuni particolari e che ora, a mente fredda, forse sono tornati a turbare la mente della donna, già segnata da un lutto terribile.
Toccherà ora a tutti – amici e parenti – cercare di stare vicino a mamma Maria per farle superare questo terribile momento e farle tornare la voglia di vivere. (di Giovanni Ciolina)