Cristina Biagi, 38 anni, barista, mamma. Uccisa a colpi di pistola dall’ex marito, già denunciato più volte anche per le minacce di ammazzare le figlie
Marina di Massa (Massa Carrara), 28 Luglio 2013
Titoli & Articoli
Massa, Marco Loiola era geloso: “Cristina Biagi lo aveva denunciato per minacce” (Blitz Quotidiano – 28 luglio 2013)
Marco Loiolaera geloso e in preda alla furia irrazionale del suo sentimento potrebbe aver agito domenica, quando ha ucciso la sua ex moglie, Cristina Biagi, dopo aver sparato al compagno di lei, Salvatore Gambiero, ora in fin di vita. “Lei lo aveva denunciato spesso, viveva con i suoi genitori e lui veniva sotto casa a minacciarla”, racconta Maria, una vicina di casa dei genitori di Cristina. La donna aveva chiesto la separazione ed era tornata a vivere con i suoi insieme ai suoi due figli.
Marco Loiola, di origine campana ma residente a Massa, domenica mattina, all’ora di pranzo era andato a cercare l’amico della ex moglie, in un locale di Marina di Massa, dove di solito si intratteneva con gli amici, entrando con la pistola in mano e chiedendo ad alta voce di lui. Non avendolo trovato era uscito in strada e si era diretto verso il mare. Poco dopo lo ha incrociato in bicicletta: lo ha visto svoltare in via Fosdinovo e lo ha rincorso iniziando a sparare da lontano, colpendo auto parcheggiate, e il muro del terrazzo di una palazzina dove stava pranzando una famiglia. L’ultimo colpo lo ha sparato in fondo alla strada prima di fuggire verso il ristorante dove lavorava l’ex moglie. Gambiero ora lotta tra la vita e la morte all’ospedale di Carrara. Cristina invece è morta, Loiola l’ha raggiunta sul posto di lavoro e l’ha uccisa, a pochi passi dalla spiaggia affollatissima di Marina di Massa.
Un altro testimone, Andrea Pollastri, racconta un altro episodio avvenuto nel ristorante dove è stata uccisa la donna: “Qualche giorno fa l’ex di Cristina era venuto qua per parlare con lei ed hanno litigato, tanto che il padre di Cristina era intervenuto per cercare di mettere un po’ di calma fra i due”.
All’uscita dal locale, domenica, prima di spararsi e togliersi la vita, ha affidato le sue ultime parole ad una donna che ha tentato invano di fermarlo: “Salutami tanto i miei, saluta tanto la mia mamma”. “Era pallido, sudato, tremava – racconta Nicoletta Bertini, proprietaria del bagno Maria Pia, accanto al luogo della tragedia – Ho provato a fermarlo, gli ho detto ‘Ti prego,non farlo, anch’io sono una mamma’ “.
Di delitto passionale si è trattato, lo lasciano intuire le testimonianze, oltre che la scelta mirata delle sue vittime. Loiola, in passato, è stato in cura presso i servizi psichiatrici del Comune. All’origine del gesto, probabilmente, c’è il rifiuto dell’uomo a concedere il divorzio e rendere definitiva la separazione.
Link
In memoria di
Uccise la moglie e si suicidò: l’Inps chiede 120mila euro alle figlie (Today – 8 dicembre 2019)
Se la richiesta alle eredi di Marco Loiola e Cristina Biagi non sarà esaudita l’Inps potrà passare al recupero coattivo. L’avvocato: “Rischiano di perdere la casa dei genitori”.
Il 28 luglio del 2013 Cristina Biagi venne uccisa dal marito Marco Loiola che poi si uccise, non prima di ferire un uomo napoletano che credeva erroneamente rivale in amore. Ora l’Inps batte cassa e chiede alle due figlie, eredi della coppia, la restituzione di 124mila euro. La richiesta dell’Inps – avanzata con due lettere datate ottobre 2019 – per “le spese di indennità di malattia e per l’assegno di invalidità” erogato all’uomo sopravvisuto che oggi 54enne, vive con i segni delle sei pallottole sparate da Marco Loiola in quel momento di furia cieca.
“La richiesta dell’Inps è una richiesta legale anche se umanamente resta difficile comprenderla” spiega l’avvocato Francesca Galloni, legale di fiducia della famiglia Biagi a La Nazione. “Questa vicenda mette il dito su un aspetto dei femminicidi che ancora non emerge con la rilevanza necessaria. Vittime di violenza non sono solo le donne che vengono uccise ma anche i familiari che restano e in questo caso due figlie”. Se la richiesta dell’Inps non sarà esaudita l’istituto di previdenza potrà passare al recupero coattivo: per le due orfane il rischio è perdere la casa dei genitori.
Tridico: “Da Inps nessuna azione per il recupero coattivo”. ”Sto seguendo da vicino la vicenda ed intendo assicurare alla famiglia Biagi che troveremo una soluzione riguardo al recupero delle somme cui l’Inps è tenuto ai sensi della normativa in vigore”. Lo assicura il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. “Dall’inizio della vicenda l’Inps ha supportato la famiglia per ogni prestazione dovuta e non ha attivato alcuna azione per il recupero coattivo, nelle more dell’individuazione di una via d’uscita legale che tenga conto della particolare situazione delle due eredi minorenni”. “In settimana – annuncia Tridico – vedrò le ministre del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, e per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, per trovare una soluzione condivisa e definitiva, ma già domani si terrà una riunione tecnica presso il Ministero del Lavoro. Intanto nei prossimi giorni la dirigenza e l’avvocatura locale prenderanno contatto con l’avvocato della famiglia.”
L’appello di Alessio Biagi a Mattarella Alessio Biagi, zio delle ragazzine, si rivolge da Facebook anche al Capo dello Stato Sergio Mattarella.”L’Inps chiede alla sue nipoti minorenni di pagare colpe non loro, di risarcire i costi sostenuti per una vittima sopravvissuta a un progetto criminale che alcune ore dopo ha strappato loro la madre”. Nel post, firmato anche dai nonni materni delle due ragazzine, Alessio Biagi spiega: “Questa è la nostra battaglia. Spesso, ricordando l’orrore delle vittime di femminicidio, chiedendo maggiore impegno affinché le istituzioni tutelino e prevengano gli atti d’una violenza oramai incontrollata, dimentichiamo ciò che queste tragedie lasciano indietro: figli, in molti casi minorenni, affidati alle cure dei nonni, degli zii, che hanno il difficile compito di crescere, educare, arginare con tutto l’amore possibile un vuoto ed un dolore comunque impossibile da colmare. Nel nostro caso specifico dopo il complesso e lungo percorso familiare tra psicologi e assistenti sociali, Tribunale dei Minori, problemi legali di varia natura, si è aggiunta una richiesta di risarcimento. Questa è la vicenda della famiglia Biagi, invitata a pagare una cifra mostruosa per evitare un procedimento giudiziario, che rendiamo pubblica per sensibilizzare l’Italia“. ”
Orfane di femminicidio: interviene il Colle, l’Inps si ferma (l’Avvenire – 9 dicembre 2019)
Alle due giovani chiesto risarcimento per un uomo ferito dal loro padre omicida. Il presidente Inps Tridico rivela: mia sorella uccisa dal marito. E la ministra del Lavoro: soldi presi dal Fondo
L’Inps non darà seguito alla richiesta di risarcimento avanzata nei confronti delle figlie minorenni di Cristina Biagi, uccisa a 38 anni, il 28 luglio 2013 a Marina di Massa (Massa Carrara), da Marco Loiola, 40 anni, suo ex marito e padre delle bambine, poi suicidatosi. Lo ha annunciato il presidente dell’Istituto di previdenza, Pasquale Tridico, dando rassicurazioni alla famiglia delle due ragazzine oggi 12 e 14 anni. La lettera con cui l’Inps chiedeva il pagamento di 124.000 euro, tra indennità malattia e assegno di invalidità per l’uomo che il loro padre ferì prima di portare a compimento la tragedia, era “un atto dovuto”, imposto dalla legge, “ma non ci sarà alcun atto esecutivo” ha spiegato.
Un caso che si chiude, almeno per le due figlie di Cristina, dopo l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A lui si era appellato lo zio delle piccole, Alessio Biagi, chiedendo aiuto per una “vicenda legale umanamente orribile”. E domenica il Capo dello Stato ha telefonato al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo che con la collega Elena Bonetti stava seguendo già da sabato la vicenda: insieme al ministro Roberto Gualtieri previsto anche un incontro con il presidente dell’Inps nei prossimi giorni per trovare una soluzione. “Per noi Mattarella è un faro e ci commuove apprendere che una figura del suo spessore abbia deciso di aiutarci. Grazie”, il commento di Biagi che ha aggiunto: “Il fatto che il Presidente della Repubblica si sia interessato alle mie nipoti mi rassicura, finalmente, su una vicenda che non ci ha fatto dormire da molto tempo”.
La famiglia Biagi aveva ricevuto dall’Inps una prima lettera nel 2017, la seconda a ottobre scorso: entrambe, ha spiegato l’Istituto, erano finalizzate a interrompere la prescrizione per un recupero somme imposto dalla legge per il denaro erogato all’altra vittima di Marco Loiola, ovvero l’uomo che credeva erroneamente essere il suo rivale in amore e che aveva ferito con sei colpi di pistola prima di andare a uccidere la sua ex moglie e togliersi la vita. Lettere a cui non è seguita alcuna azione giudiziale per il recupero coattivo, ha spiegato l’Inps: il caso delle due figlie di Cristina Biagi, chiamate in causa in quanto eredi di Loiola, era conosciuto dagli uffici di Massa che “hanno altresì supportato la famiglia per ogni prestazione dovuta”. “Forse, consigliati meglio, avremmo potuto rinunciare all’eredità ma nessuno pensò a questo aspetto. Abbiamo avuto ben altri problemi” la riflessione di Alessio Biagi che in ogni caso ora spera che la loro “storia diventi un precedente per altri casi di orfani di femminicidio a cui lo Stato deve garantire un futuro e di cui ci si deve prendere cura”.
Un emendamento che disciplini l’aspetto delle rivendicazioni dell’Inps nei casi come quello della famiglia Biagi, da inserire nella Legge di stabilità o che che agisca sul fondo per gli orfani di femminicidi, è stato intanto annunciato come “già scritto e pronto” dalla deputata del Pd Martina Nardi. “Permetterà di intervenire su tanti altri casi simili, per dare la possibilità allo Stato di pensare davvero al futuro degli orfani di femminicidio”, ha aggiunto la parlamentare che è concittadina delle figlie di Cristina Biagi. Nardi ha poi ringraziato “la ministra Bonetti, lo staff del ministro Gualtieri e la ministra Catalfo” per essersi subito adoperati per trovare una soluzione” e ha spiegato che l’11 dicembre a Roma ci sarà “un tavolo tecnico con l’Inps, per certificare la sospensione del pagamento alla famiglia Biagi”.
“Io lo so bene che cosa si prova nella loro situazione. Avevano la nostra massima comprensione” perché “mia sorella è stata uccisa da suo marito”: lo ha rivelato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in un’intervista al Corriere della Sera, l’edizione di lunedì. È successo “quando io ero ancora ragazzo, e quando omicidi così orribili non si chiamavano ancora femminicidi, non esisteva il termine”, ha spiegato Tridico. La richiesta di indennizzo, ha assicurato Tridico, “era un atto dovuto. Quelle ragazze non avrebbero mai pagato quella cifra”.
In serata è arrivata la conferma della ministra del lavoro Nunzia Catalfo che il problema era stato risolto: “Avevo promesso di trovare una soluzione per la vicenda che ha coinvolto le due ragazze di Massa Carrara e così è stato. Dopo una proficua collaborazione fra me, la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti e il Ministero dell’Interno rappresentato dal viceministro Vito Crimi e dal Commissario Straordinario Raffaele Cannizzaro, questo pomeriggio al Senato è stata depositata la norma che, in casi come questo e in altri analoghi, tutela da ogni forma risarcitoria diretta gli orfani di femminicidio. Le spese saranno coperte dal Fondo di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, intenzionali violenti e dei crimini domestici“.
