Loading
Osservatorio sulla comunicazione del femminicidio
Search for
  • IQD
    • Come e perché nasce iqd
    • Cosa facciamo
      • Lettere, segnalazioni e petizioni
    • Collaborazioni
    • Eventi e partecipazioni
    • Dicono e Scrivono di/da IQD
    • Pubblicazioni
    • Contatti
    • Note legali
  • OSSERVATORIO
    • La comunicazione del femminicidio
    • Le immagini del femminicidio
    • La normativa
    • Cosa deve cambiare
    • Esempi positivi
    • Istituzioni e associazioni
    • Link utili
  • LE STORIE
    • Donne uccise In Quanto Donne
    • Uomini che hanno ucciso
    • Figli uccisi per vendetta o in ambito di femminicidio
    • Vittime Collaterali
    • Familicidi
    • Padri che hanno ucciso i propri figli
  • I DATI
    • Femminicidi
    • Rassegna Stampa
  • News
Search for
Osservatorio sulla comunicazione del femminicidio
Osservatorio sulla comunicazione del femminicidio
  • IQD
    • Come e perché nasce iqd
    • Cosa facciamo
      • Lettere, segnalazioni e petizioni
    • Collaborazioni
    • Eventi e partecipazioni
    • Dicono e Scrivono di/da IQD
    • Pubblicazioni
    • Contatti
    • Note legali
  • OSSERVATORIO
    • La comunicazione del femminicidio
    • Le immagini del femminicidio
    • La normativa
    • Cosa deve cambiare
    • Esempi positivi
    • Istituzioni e associazioni
    • Link utili
  • LE STORIE
    • Donne uccise In Quanto Donne
    • Uomini che hanno ucciso
    • Figli uccisi per vendetta o in ambito di femminicidio
    • Vittime Collaterali
    • Familicidi
    • Padri che hanno ucciso i propri figli
  • I DATI
    • Femminicidi
    • Rassegna Stampa
  • News

Anna Maria Tarantino, 44 anni, impiegata, scrittrice e collaboratrice de Il Tempo. Uccisa a calci e pugni, soffocata e abbandonata in un campo da un pretendente rifiutato

Riano (Roma), 4 Luglio 2010


Titoli & Articoli

Mistero a Riano, uccisa una donna (Corriere della Sera – 8 luglio 2010)
Trovata morta in una fondo agricolo. Dall’autopsia risulta che la vittima aveva tra i 30 e i 40 anni
È stata eseguita l’autopsia sul corpo di una donna, rinvenuto nella serata del 5 luglio scorso a Riano, in località «Pian dell’Olmo», all’interno di un fondo agricolo non recintato. Si tratta di una giovane, non ancora identificata, dall’età apparente di circa 30/40 anni, alta 1 metro e 70, con capelli lunghi, mossi, di color biondo/rame. La stessa indossava pantaloni «a pinocchietto» blu con risvolto fucsia all’altezza del sottoginocchio, una maglietta smanicata rosa e scarpe aperte di velluto blu, con due fiocchi del medesimo colore. Gli accertamenti autoptici hanno evidenziato i segni di una morte violenta e non naturale, sulla quale sono in corso indagini a cura dei Carabinieri di Bracciano e del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia, coordinate dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Tivoli.

 

Bella e impegnata, i misteri di Anna Maria (la Repubblica – 10 luglio 2010)
La donna uccisa, funzionaria di banca e giornalista. Si indaga sulla sua vita. La Tarantino innamorata del suo lavoro ma spesso oppressa da un velo di tristezza
Bella, single, innamorata del suo lavoro ma spesso oppressa da un velo impalpabile di tristezza. E’ un ritratto controverso e poliedrico quello di Anna Maria Tarantino, 44 anni, la donna strangolata a Riano e scomparsa lunedì mattina poco dopo aver realizzato il sogno della sua vita: quello di pubblicare, con la San Giorgio Edirice, “Soffio di vita”, il libro dedicato alla madre, che lunedì doveva essere presentato nell’aula magna di via Benaco. La copertina era stata realizzata da Antonella Cappuccio, la mamma di Gabriele e Silvio Muccino.
Ai genitori, morti entrambi per un male incurabile, Anna Maria era stata legatissima, soprattutto alla madre, protagonista del libro a cui la donna aveva lavorato anni. Dopo la loro scomparsa, Anna Maria Tarantino aveva ereditato due appartamenti: quello di via Luigi Antonelli, all’Eur e un altro che affittava. Il benessere economico non aveva minimamente influito sul suo attivismo quasi frenetico. Un lavoro impegnativo a cui si dedicava con passione, quello all’ufficio aste della banca Unicredit e la passione per il giornalismo. Collaboratrice fissa del quotidiano “Il Tempo” Annamaria aveva scritto numerosi articoli di cultura, costume e attualità anche su altri giornali e aveva collaborato anche con la diffusissima e prestigiosa rivista mensile dell’Arma, “Il Carabiniere”.
Con le forze dell’ordine, Anna Maria Tarantino coltivava rapporti di simpatia e, a volte, professionali. Una frequentazione che aveva influito anche su alcune vicende sentimentali. La donna aveva avuto una lunga relazione con un ex maresciallo del Ros dei carabinieri, Donato Pastore, che era rimasto un suo amico devoto ed è stato un testimone prezioso per gli investigatori. Negli ultimi tempi, Anna Maria aveva avuto anche una relazione con un militare della Guardia di Finanza, interrogato fino a tarda sera dagli investigatori.
Giornalisti, funzionari di banca, uomini in divisa: questo l’ambiente che i colonnelli Giuseppe La Gala e Salvatore Cagnazzo hanno dovuto scandagliare alla ricerca di una traccia che portasse al colpevole. Chi la conosceva ricorda una donna elegante, snella, dal passo scattante e che si portava sempre dietro una grossa borsa plastificata e pesantissima, piena di libri e di riviste. Quella borsa che sabato mattina la donna aveva affidato all’ex compagno Donato Pastore quando i due si erano incontrati per un giro di compere in centro. La sera, alle 19 la donna era andata via in autobus. La sera di domenica l’ultima telefonata: “Mi accompagni con la macchina lunedì prossimo”. Pastore aveva risposto di sì ma la mattina di lunedì 5 Anna Maria è scomparsa. Da allora, silenzio completo fino al ritrovamento del cadavere, lunedì pomeriggio.  Qualche giorno fa, qualcuno, tra l’altro, aveva bucato una gomma della “Lancia Ypsilon” di Anna Maria, appena comprata. Un gesto di vandalismo che assume una dimensione inquietante dopo l’omicidio della donna ma che, secondo i carabinieri, è legato probabilmente ad alcuni dissapori condominiali. (di Massimo Lugli)

Arrestato l’assassino della Tarantino, l’ha massacrata dopo un rifiuto (Corriere della Sera – 10 luglio 2010)
Leopoldo Ferrucci, 42 anni ha confessato: «Ho perso la testa per lei». Il corpo della donna, collaboratrice de Il Tempo, era stato trovato lunedì in un campo a Riano
Risolto il «giallo» dell’omicidio di Anna Maria Tarantino, l’mpiegata di banca e collaboratrice del quotidiano Il Tempo di 44 anni scomparsa domenica 4 luglio e rinvenuta cadavere il giorno successivo nelle campagne di Riano. Nel corso della notte i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e quelli del Nucleo investigativo di Ostia hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, Leopoldo Ferrucci, un uomo di 42 anni, ritenuto responsabile del delitto. Gli accertamenti dell’autopsia avevano evidenziato i segni di una morte violenta e non naturale: di fronte all’evidenza delle indagini svolte dai militari, l’uomo ha confessato le proprie responsabilità nella caserma di via in Selci davanti al pubblico ministero della procura della Repubblica di Tivoli.
L’ASSASSINO – «L’ho uccisa perchè mi ha rifiutato. Ho perso la testa per lei». È quanto ha confessato agli investigatori Leopoldo Ferrucci. Lui e la sua vittima domenica scorsa, giorno del delitto, si sono incontrati, perchè lei aveva chiesto di essere accompagnata da Ikea per fare degli acquisti. Non ci sono mai arrivati: mentre erano in auto l’uomo ha fatto delle avances ad Anna Maria Tarantino che lei ha respinto. A questo punto Ferrucci preso da uno scatto di rabbia ha colpito la donna con calci e pugni, prima in auto e poi fuori. Per poi strangolarla ed abbandonarla in campagna. Si attendono comunque anche le analisi ad opera del Ris per chiarire più a fondo quanto accaduto. L’uomo, un autotrasportatore che aveva un precedente per furto, aveva conosciuto la Tarantino qualche mese fa per un trasloco. Domenica scorsa Ferrucci, un uomo robusto e non molto alto, si era offerto di accompagnarla con la sua Fiat Doblò all’Ikea per caricare alcuni mobili, visto che l’auto di lei non funzionava. Una volta in macchina, lui ha tentato un approccio ma è stato rifiutato. Non una relazione finita male, dunque, bensì un rifiuto, un no alle avances dell’uomo, culminato in una lite che avrebbe scatenato l’ira del respinto, che ha picchiato selvaggiamente la donna. L’uomo sostiene di non aver voluto uccidere Anna Maria.
LA RICOSTRUZIONE – La donna nei giorni scorsi, aveva chiesto a Leopoldo F. di accompagnarla all’Ikea. L’uomo, che gli agenti decrivono come una persona semplice, deve aver frainteso le intenzioni della Tarantino. I due, che si erano conosciuti qualche mese fa perché l’uomo lavora come autotrasportatore e la donna aveva bisogno d’aiuto per un’operazione di trasloco, si sono rivisti domenica scorsa. Dopo il rifiuto delle avances da parte di lei, lui l’ha aggredita. Pugni, calci e poi lo strangolamento. La donna, infatti, è morta per soffocamento. Dopo un lungo interrogatorio cominciato con delle resistenze da parte di Leopoldo F. che assicurava ripetutamente «non l’ho uccisa io», l’uomo è crollato e ha confessato. L’ha picchiata selvaggiamente e prima di abbandonarla le ha portato via la borsa il telefono, tutti gli oggetti personali. Gli inquirenti sono risaliti all’identità della donna anche attraverso una scarpa nuova, ancora con l’etichetta, che la Tarantino indossava al momento dell’aggressione, e che si è scoperto essere stata acquistata il giorno stesso in un negozio nel quale il titolare ricordava la donna vestita con una camicetta rosa e un pinocchietto blu. Da chiarire, la provenienza di alcuni quadri ritrovati in casa di Leopoldo F., che potrebbero essere di proprietà della Tarantino. Intanto, l’uomo è stato fermato per gravi indizi di omicidio volontario.
IL LIBRO – Anna Maria Tarantino era impiegata all’ufficio aste dell’Unicredit di via del Corso, a Roma, e ad tempo collaborava al quotidiano «Il Tempo». Nei prossimi giorni avrebbe dovuto presentare il suo primo libro Un soffio dei vita, dedicato alla madre scomparsa dopo un tumore. Libro che oggi gli amici giornalisti rileggono alla luce della tragedia: «Si nasce per guadagnare affannosamente, e poi, perdere tutto inesorabilmente», si legge all’inizio. E così si chiude: «Il destino ha recitato la mia vita lasciandomi prigioniera del dolore».
GLI AMICI – La soluzione all’indagine è arrivata anche grazie all’impegno degli amici della donna. Uno di loro, un ex fidanzato, non avendo più notizia di Anna Maria da domenica si era recato nella sede de Il Tempo per chiedere alla redazione di sollecitare notizie sulla donna scomparsa. Dopo poche esce un’agenzia di stampa che parla di una donna ritrovata morta a Riano , e quella successiva dell’autopsia da cui risulta che è stata picchiata e strangolata. La redazione ha contattato i carabinieri. E’ toccato all’ex fidanzato il compito di riconoscere l’amica.

 

E’ morta così come troppe altre (Il Tempo – 13 luglio 2010)
Anna Maria Tarantino senza più vita, gettata tra i cespugli della campagna di Riano. E’ una foto difficile da guardare ma va pubblicata perché la nostra cronaca quotidiana è piena di storie di donne che vengono offese e spezzate.
Cari lettori de Il Tempo, guardate questa immagine, fissatela bene. È il corpo di Anna Maria Tarantino senza più vita, gettato tra i cespugli della campagna di Riano. Una donna piena di entusiasmo, 44 anni e ancora tante primavere da contemplare. La mano di un uomo le ha tolto il respiro, chiuso gli occhi per sempre. Con violenza cieca, bruta, assassina, infinita. Lo so, è una foto difficile da guardare, ma non ho il minimo dubbio: va pubblicata. Va data in prima pagina perché la nostra cronaca quotidiana è piena di storie di donne che vengono offese e spezzate e questa istantanea è la metafora di quello che tutti i giorni raccontiamo in cronache che ci stanno dando assuefazione. Poi un’amica ti manda un messaggio: «Ho visto una scena terribile, un uomo ha sparato alla fidanzata e poi s’è ucciso».

Gelosia. Qualche giorno fa a Venezia, lei sedici anni, lui trenta, un paio di bossoli per terra e due vite finite nel nulla. Bisogna risvegliare le coscienze, ricordare che il pianeta delle donne è gentilezza, amore, continuazione della nostra piccola vita su questa terra. Anna Maria Tarantino non immaginava di finire i suoi giorni così. Non poteva neppure pensare che le mani di un uomo potessero infliggerle quel dolore e toglierle il respiro. Era una donna che si fidava del prossimo. Forse troppo ingenua, forse il dono delicato ed estremo della gentilezza le è stato fatale, forse la spensieratezza dell’eterna bambina le ha fatto compiere un passo falso, ma non si muore per questo, non si lascia questa terra perché pensi che il prossimo sia come te. Non si finisce una storia mentre se ne comincia un’altra raccontando nero su bianco quella della mamma, di una famiglia. Ci sono terribili concatenazioni letterarie nella storia di Anna Maria. Voleva scrivere. E so bene quanto sia impossibile disciplinare e dare una razionalità all’impulso di raccontare. La incontrai una sola volta, ero capo della redazione romana de Il Giornale, me la presentò il capo della cronaca, Claudio Pompei.
Una donna elegante, gentile, con una passione dominante: scrivere. Il giornalismo ha le sue dure regole, comanda la notizia e Anna Maria non era il segugio che serve in una redazione di giornale. Lei amava semplicemente gettare i suoi pensieri sul foglio. E il giornalismo è lontano anni luce da quel modello.
Tanti anni dopo, il suo nome riappare in una riunione di redazione a Il Tempo in una doppia veste: quella di scrittrice e quella di protagonista di un fatto di cronaca nera. Quando Sarina Biraghi mi ha raccontato la storia ho capito subito di trovarmi di fronte a un incredibile incrocio del destino che si diverte a giocare a dadi con le nostre vite: una donna che trova, finalmente, la sua via per esprimere quello che ha dentro – il libro sulla madre – e contemporaneamente, senza un perché, una ragione, un senso logico, la caduta di un angelo all’apice del suo volo. Abbattuto dalla mano ciclopica di un uomo che conosce solo la lingua infuocata della forza e della violenza. In questo dannato mestiere spesso devi dare retta all’istinto, e quando Anna Fiorino mi ha parlato di una donna trovata morta a Riano, nelle stesse ore della scomparsa della Tarantino, ho collegato i due fatti immediatamente. È partita così la nostra indagine parallela a quella dei carabinieri – eccezionali – che ci ha condotto dove non avremmo mai voluto arrivare. Quel corpo tra i cespugli era di Anna Maria Tarantino. Quelle scarpe blu erano le sue. Quel fiore sfigurato era quello di una nostra collaboratrice, che in redazione in tanti conoscevano. Quando il caso è stato risolto con l’arresto dell’operaio di Capena, una frase di un investigatore mi ha colpito: «Aveva le mani grandi come un badile».
Da quel momento non ho cessato di pensare un attimo al significato lancinante della violenza sulle donne, alla durissima battaglia di civiltà che tutti insieme dobbiamo affrontare. Il ministro Mara Carfagna è in prima linea su questo tema che fa la differenza tra una società civile e la barbarie. Ma non basta. Finché noi uomini non ci rendiamo conto di quale assurdo destino può spezzare le vite delle nostre amiche, delle nostre fidanzate, delle nostre compagne di una vita, non faremo un passo avanti. Ora, processate e condannate quell’uomo. Ma fate un favore a tutti quelli che ancora credono nella giustizia: buttate la chiave della cella. (di Mario Sechi)


Link

  • Leopoldo Ferrucci

In memoria di

Addio ad Anna Maria scrittrice triste e gentile (Il Tempo – 28 luglio 2010)
Il 5 luglio uccisa e abbandonata nelle campagne di Riano. Che la terra ti sia lieve Anna Maria, quella terra che hai respirato negli ultimi attimi di vita in uno spiazzo desolato della provincia romana, abbandonata tra i cespugli, senza le tue scarpette blu. Era fissa negli occhi e nella mente, durante la celebrazione del funerale, a me ma sono certa a tutti gli amici e i familiari presenti a San Lorenzo al Verano, l’immagine di Anna Maria Tarantino abbandonata in quella radura di Riano, con il volto massacrato di pugni e schiaffi, strangolata dalla mano di un uomo al quale aveva detto «no».
A tre settimane da quell’episodio di violenza, proprio nel giorno di Sant’Anna, l’ultimo addio a una donna gentile, sola, che si fidava del prossimo e in quel prossimo, che chiamava indifferentemente «tesoro mio», cercava amicizia, affetto perché provata dal dolore della perdita dei genitori, perché la sua indipendenza era sinonimo di solitudine, una donna libera ma che non ha avuto la libertà di dire «no». E come ieri lunedì, tre settimane fa doveva essere il gran giorno del sogno che avrebbe dato una svolta ad un cammino non facile: la presentazione del suo primo libro, «Soffio di vita» dedicato alla madre adorata.
Scrivere era la sua passione, il lavoro in banca la sua professione, e scrivere la storia del suo amore sconfinato e straordinario per la mamma che un tumore le aveva portato via lasciandola nella disperazione più totale, nella solitudine più straziante era stato il suo desiderio per riscattarsi dal dolore, ma per far capire anche agli altri che la vita è ricca di valori, ma che la vita molto ci sorride, spesso ci illude, talora ci inganna. Come ha ricordato ieri il sacerdote durante la celebrazione del rito funebre, durante il quale non è stato mai fatto cenno alla mano assassina che ha tolto il respiro ad Anna Maria, «nessuno nasce e muore per se stesso», la «morte non è l’ultima parola» e «chi crede in Dio non morirà in eterno». Queste parole saranno la consolazione per i famigliari in gramaglie, per le colleghe e le amiche in lacrime, per gli amici e i colleghi che non riuscivano a nascondere il nodo in gola e gli occhi lucidi, per una morte arrivata proprio quando la vita per la scrittrice Anna Maria Tarantino avrebbe sorriso di soddisfazione. Nessuno ha più rivisto Anna Maria da domenica 4 luglio. Ora riposa nel cimitero Laurentino, ma il suo «Soffio di vita» resterà con chi l’ha amata. Che la terra ti sia lieve, Anna Maria.

2010, avances, botte, campo, furto, ikea, occultamento, pretendente, rifiuto, trasportatore

Maria Anastasi, 40 anni, mamma e incinta al nono mese del quarto figlio. Dopo anni di violenze, viene massacrata a colpi di vanga, cosparsa di benzina, bruciata e abbandonata nei campi dal marito e dall’amante di lui

Previous

Gianluca Molinaro, 52 anni, operatore socio sanitario, padre separato. Pluripregiudicato e già denunciato per violenze dalla prima moglie, uccide a colpi di fucile la madre del suo secondo figlio. Ergastolo

Next

Maria Anastasi, 40 anni, mamma e incinta al nono mese del quarto figlio. Dopo anni di violenze, viene massacrata a colpi di vanga, cosparsa di benzina, bruciata e abbandonata nei campi dal marito e dall’amante di lui

Previous

Gianluca Molinaro, 52 anni, operatore socio sanitario, padre separato. Pluripregiudicato e già denunciato per violenze dalla prima moglie, uccide a colpi di fucile la madre del suo secondo figlio. Ergastolo

Next
  • Home
  • IQD
  • OSSERVATORIO
  • LE STORIE
  • I DATI
IQD - Osservatorio sulla comunicazione del femminicidio
www.inquantodonna.it - 2021