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Gianluigi Pigani, 38 anni (strage di Alice Castello). Ucciso a colpi di pistola dall’ex della compagna (strage di Alice Castello)

Alice Castello (Vercelli), 2 Aprile 2003


Titoli & Articoli

Uccide la moglie, il convivente della donna, la suocera e poi scappa col bambino di quattro anni (la Repubblica – 3 aprile 2003)
I carabinieri lo arrestano in un centro del Torinese, dopo una fuga disperata durata diverse ore.
L’uomo, Antonio Facini, 37 anni, di Settimo Torinese (Torino), ha ucciso con la pistola di ordinanza l’ex moglie Maria Pia Coschignano,
35 anni. Ha poi freddato l’attuale convivente della donna, Gianluigi Pigani, 38 anni, di Santhià (Vercelli) e la madre di lei, Pasqualina
Ciottolo Coschignano, di 54 anni. Nell’abitazione durante la sparatoria c’era anche il fratello dell’ex moglie. E’ stato proprio lui, ancora  sotto choc, a dare l’allarme.Il triplice omicidio è avvenuto in una casa alla periferia di Alice Castello, un paese ad una
trentina di chilometri da Vercelli. L’abitazione, teatro della tragedia, si trova sulla strada per il lago di Viverone.Facini, un carabiniere in servizio al nucleo radiomobile di Menaggio (Como) e ora in congedo per motivi di salute, era stato colpito da un forte esaurimento nervoso. Secondo le testimonianze dei conoscenti non si era mai rassegnato alla separazione.
Dopo essere entrato in casa, l’uomo ha affrontato l’ex moglie da cui si era separato poco meno di tre anni fa. La scarica di proiettili ha colpito in successione i membri della famigliola che stavano guardando la televisione. Il carabiniere ha risparmiato il figlio, al centro di tante contese, ma in un primo momento non si è accorto che all’interno della casa c’era ancora l’ex cognato, Daniele.Solo negli attimi della fuga ha notato della presenza del fratello dell’ex moglie e ha sparato alcuni colpi che però non sono andati a segno. Faccini aveva già tentato di irrompere nell’alloggio della moglie quasi un anno fa, il 24 aprile 2002, ma venne bloccato dai colleghi, che gli sequestrarono la pistola, una Magnum 357. Il gip emise un’ordinanza che vietava a Faccini (che è indagato a piede libero per porto d’arma abusivo e
minacce) di andare ad Alice Castello, ma il provvedimento, a tempo, era scaduto a gennaio. All’uomo era stato concesso, però, di vedere il
figlio, ma quando si presentava – così racconta adesso, nessuno gli rispondeva. Così, alla fine, aveva deciso di andarvi ieri sera e il destino ha voluto come trovasse la porta aperta perché un trascloco in corso. La caccia a Faccini è, comunque, scattata immediatamente. Polizia e carabinieri hanno dato l’allarme in tutto il Piemonte ed alla fine l’uomo è stato trovato in provincia di Torino. Si era
rifugiato nella casa del cognato ad Almese. E’ stato proprio il parente ad avvisare i carabinieri della stazione di Aviglia che il
bambino scomparso era con lui. I militari sono accorsi e si sono trovati davanti anche Fucini che si è fatto arrestare senza opporre
resistenza. L’uomo è stato poi portato nella stazione di Almese, dove è stato sottoposto a un primo lungo interrogatorio dai colleghi della
Compagnia di Rivoli. In seguito è stato anche ascoltato dai magistrati titolari dell’inchiesta. Il carabiniere si era sposato cinque anni fa. Il rapporto, felice all’inizio, si era via via incrinato, tanto che la moglie era tornata a vivere dalla madre, portando con sé il figlioletto. Il gesto aveva gettato nella disperazione l’uomo, che non si era mai rassegnato alla perdita.
L’ uomo, ora trasferito nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere, ha confermato di avere maturato la strage in seguito ai “pessimi rapporti” con la ex moglie dopo la separazione avvenuta circa 2 anni e mezzo fa e da lui mai accettata.Il pubblico ministero ha chiesto a suo carico la convalida del fermo e l’ emissione di un ordine di custodia cautelare per omicidio plurimo premeditato e tentato omicidio. Alcuni mesi fa, aveva patteggiato una condanna nei limiti della condizionale per detenzione illegale di armi, che teneva in casa. Inoltre, dopo la separazione, la ex moglie, che durante il matrimonio lavorava come infermiera all’ospedale di Menaggio, lo aveva denunciato per minacce. ”Quella donna mi aveva rovinato”, ha avuto solo la forza di dire quando lo hanno arrestato.

 

 

Carabiniere stermina famiglia:preso (TgCom24 – 4 aprile 2003)
Vercelli:rapisce figlio,era psicolabile
La separazione dalla moglie era stata un duro colpo per Antonio Facini, carabiniere 37enne del Vercellese, che mercoledì sera ha ucciso con la pistola d’ordinanza la ex compagna, il suo convivente e la madre di lei. Convalescente in seguito a problemi psichici, l’uomo è fuggito con il figlio di 4 anni. A dare l’allarme, il fratello della donna, scampato fortunosamente alla furia omicida. Le forze dell’ordine hanno catturato Facini nel Torinese. La strage è avvenuta in una casa alla periferia di Alice Castello, in via Lago 13, a circa una trentina di chilometri da Vercelli, sulla strada che porta al lago di Viverone. Con una scusa, Antonio Fucini si è fatto aprire la porta dell’abitazione dove viveva la ex moglie, sorprendendo i tre davanti alla televisione.
Dopo aver detto frasi scomposte, l’uomo ha aperto il fuoco, colpendo in successione la donna, Maria Pia Coschignano, 35 anni, la madre di lei, Pasqualina Ciottolo Coschignano, di 54, e il nuovo compagno di Maria Pia Coschignano, Gianluigi Pigani, di 38, di Santhia’ (Vercelli). Le tre persone sono morte sul colpo. Solo il piccolo figlio, che si trovava in camera da letto, è stato risparmiato dal carabiniere.
Nella casa era però presente anche il fratello dell’ex moglie, Daniele Coschignano, notato dal Fucini solo in un secondo tempo, mentre già stava fuggendo con il bambino. Il carabiniere ha esploso due colpi a vuoto, poi è scappato e Coschignano ha dato l’allarme. La caccia all’uomo è scattata da parte di polizia e carabinieri che l’hanno cercato in tutto il Piemonte.
Alla fine l’uomo è stato trovato in provincia di Torino. Ad arrestarlo, nella casa del cognato ad Almese (Torino), è stato il maresciallo della stazione di Avigliana, avvertito dal parente dell’uomo che il bambino scomparso era da lui. Al suo arrivo c’era però anche Antonio Facini, ancora in possesso della pistola con cui aveva compiuto la strage ad Alice Castello, che non ha opposto resistenza e si è fatto catturare. Il bimbo è stato portato in salvo. In preda ad un esaurimento nervoso, l’uomo era ora in convalescenza e doveva riprendere servizio in un altro posto, alla Compagnia di Vimercate, ma non lo ha mai fatto. “Quella donna mi aveva rovinato” ha avuto solo la forza di dire quando lo hanno arrestato.


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