Fahd Bouichou, 27 anni. Sgozza l’ex compagna e la figlia di 2 anni, poi fugge in Slovenia. Catturato, confessa. Ergastolo
Castagnole di Paese (Treviso), 24 Febbraio 2009
Titoli & Articoli
Veneto; Treviso, Polizia alla ricerca compagno donna sgozzata (la Provincia di Varese – 26 febbraio 2009)
E’ ricercato in tutt’Italia il giovane marocchino, ex compagno di Elisabetta Leder, la donna di 36 anni, infermiera in una casa di riposo, sgozzata insieme alla figlioletta di 18 mesi, la piccola Arianna, nella loro abitazione a Castagnole di Paese in provincia di Treviso. A dare l’allarme a polizia e carabinieri, ieri sera, è stato il fratello della donna, Alessandro di 27 anni, che è stato chiamato dalla madre perché non vedeva arrivare a cena Elisabetta e la piccola Arianna attese per le 19.40.
Il giovane ha aspettato inutilmente la sorella per un po’ sotto casa, pensando che fosse uscita per una commissione. Non vedendola arrivare ha avvertito le forze dell’ordine. Quando è entrato nell’appartamento, intorno alle 22.00, ha trovato la casa completamente a soqquadro con tracce di sangue.
Il cadavere di Elisabetta Leder e della piccola Arianna erano nella camera da letto, a entrambe era stata recisa la gola. Sotto il cadavere di Elisabetta sono stati rinvenuti due coltelli, con uno potrebbe essere stata uccisa. L’esame scientifico evidenzierà tracce ed eventuali impronte digitali. Da quanto si è appreso da fonti investigative, la relazione tra Elisabetta e il giovane extracomunitario era comunque finita. La 36enne lavorava come infermiera in una casa di riposo e conduceva una vita tranquilla.
Proprio ieri mattina, però, il giovane marocchino era stato visto nell’appartamento di Elisabetta a far visita alla figlioletta Arianna che aveva legalmente riconosciuto. Negli ultimi dieci giorni, da quando era arrivato a Treviso dalla Francia, il giovane aveva visto spesso la figlioletta.
Il marocchino, che gode di un permesso per motivi familiari, veniva a Treviso per brevi periodi proprio per trovare la piccola Arianna; il resto del tempo lo passava in Francia a casa di parenti. I sospetti, però, si concentrano sull’ex-compagno di Elisabetta Leder. Dal garage della donna, dopo il duplice omicidio, è sparita l’auto e del nordafricano a tutt’ora non si hanno notizie. Aspetto che aggrava la sua situazione anche se non è ancora stato iscritto nel registro degli indagati.
Lo stesso procuratore capo di Treviso, Antonio Fojadelli ha spiegato che il delitto potrebbe essere stato compiuto come “conseguenza di una lite: ci sono alcuni indizi – ha sottolineato – che lo fanno ritenere come plausibile”. Nessun iscritto nel registro degli indagati anche se ha proseguito il magistrato è “inutile dire che vi siano dei sospettati, uno in particolare”.
Un testimone, un vicino di casa sembra abbia visto il nordafricano entrare nel condominio di Castagnole di Paese proprio una manciata di minuti prima che si consumasse il delitto. Sarebbe, quindi, solo questione di poco tempo, l’assassino di Elisabetta e della piccola Arianna avrebbe le ore contate. All’appello mancano ancora gli elementi che potrebbero emergere dall’esame delle lame rinvenute nella casa della mattanza, dalle impronte insanguinate di scarpe trovate nell’androne e davanti al tappeto di casa, o dal corpo delle vittime: Elisabetta, trovata senza vita semi svestita in camera da letto, è evidente che prima di soccombere ha lottato strenuamente.
Sarà l’esame sulle lame dei due coltelli rivenuti sotto il corpo di Elisabetta Leder a far luce sulla dinamica del duplice delitto che ha sconvolto Castagnole di Paese in provincia di Treviso. Eventuali impronte digitali potrebbero rivelare chiari indizi.
Corriere della Sera – 27 febbraio 2009
FAHD: “ELISABETTA DICEVA CHE ERO STUPIDO” (Oggi Treviso – 16 ottobre 2009)
Il legale di Fahd, dichiarato capace di intendere e volere, chiederà il rito abbreviato. La famiglia Leder vuole per lui l’ergastolo
Non sopportava di essere apostrofato come stupido, Fahd Bouichou, il 27enne marocchino che lo scorso febbraio ha brutalmente assassinato l’ex compagna Elisabetta Leder e la figlioletta Arianna di soli due anni. L’uomo, ieri davanti al giudice Gianluigi Zulian, ha detto di averle ammazzate dopo che Elisabetta gli aveva detto che era «stupido» e che «non capiva iente». L’uomo ha anche ammesso di provare rabbia, per il fatto che la compagna, pur avendoglielo promesso, alla fine non era mai voluta andare a viver con lui in Marocco.
Ieri è anche stata presentata la perizia psichiatrica sul nord africano da cui si evince che al momento del duplice omicidio era in grado di intendere e di volere, pur essendo stato ritenuto una personalità borderline e con un deficit intellettivo. Proprio per questi motivi la difesa, rappresentata dall’avvocato Sabrina Dei Rossi, sta pensando di chiedere il rito abbreviato, non essendo, secondo, il legale, questo un caso da portare in dibattimento.
Secondo il perito della difesa, lo psichiatra trevigiano Tiziano Meneghel il fatto che il marocchino abbia frequentato la scuola fino alla seconda elementare e che sia stato ripetutamente bocciato è segno che Bouichou «è palesemente deficitario per capacità di comprensione ed espressione». Lo psichiatra ha scritto anche nella sua perizia che «Fahd appare dipendente affettivamente. In pratica l’uomo, conclude lo psichiatra «fuori dal Marocco Bouichou è un pesce fuor d’acqua, un signor nessuno che rappresentavano tutta la sua vita. Al marocchino non è stata contestata la premeditazione, ciò nonostante rischia una pena molto alta. La famiglia Leder chiede il massimo, ovvero l’ergastolo.
Link
In memoria di
Massacrò la compagna e la figlia, killer condannato all’ergastolo (Treviso Today – 18 giugno 2014)
La soddisfazione del Governatore del Veneto Luca Zaia: “Giustizia ha fatto il suo corso, trascorrerà il resto dei suoi giorni in carcere”
“Su questa dolorosa vicenda la Cassazione ha messo la parola fine, la giustizia ha fatto il suo corso e chi si è reso protagonista di una strage così ignobile e crudele dovrà giustamente trascorrere il resto dei suoi giorni in carcere”. Esprime soddisfazione il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, per la decisione dei giudici della Suprema Corte di confermare la condanna all’ergastolo a Fahd Bouichou, il marocchino che nel febbraio del 2009 a Castagnole di Paese massacrò la propria compagna e la figlioletta di 22 mesi. “Giustizia è fatta, lo si doveva alle vittime e ai loro familiari – conclude Zaia – ai quali auguro, pur nell’incancellabile dolore per la tragedia che li ha colpiti cinque anni fa, di trovare, con la chiusura di questo percorso giudiziario e con la sentenza definitiva che conferma la giusta pena a chi si è reso protagonista un crimine così efferato, un po’ di pace e di voglia di guardare avanti”.




