Elisabetta, 56 anni. Uccisa con un colpo di pistola dal padre
Marigliano (Napoli), 25 Luglio 2022
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Uccide la figlia malata di Alzheimer e poi si suicida (Consiglio regionale della Campania – 25 luglio 2022)
È una tragedia inaspettata, scatenata verosimilmente dal profondo dolore suscitato nell’uomo dinanzi alle sofferenze della persona alla quale dedicava tutto sé stesso, quella che si è consumata ieri mattina in un piccolo appartamento di via Vittorio Veneto a Marigliano. Quando i carabinieri, avvisati dai vicini che avevano avvertito distintamente due colpi di pistola, sono entrati all’interno dell’abitazione, Elisabetta Esposito, 56 anni, affetta da una forma precoce di Alzheimer, era già priva di vita.
Il padre, Giuseppe Esposito, vedovo di 89 anni, era invece ancora vivo, con un’ambulanza, è stato condotto d’urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, dove i sanitari hanno tentato disperatamente di salvarlo, ma invano.
Le indagini si sono chiuse rapidamente: Esposito ha impugnato la pistola calibro 6.35 che deteneva legalmente e ha esploso un primo colpo, uccidendola. Poi ha puntato l’arma contro di sé e ha sparato per la seconda volta.
Un dramma che ha colpito l’intera comunità mariglianese, dove gli Esposito erano conosciuti e stimati da tutti e nulla faceva presagire quanto accaduto ieri mattina.
Giuseppe accudiva con amore Elisabetta con l’aiuto costante dell’altro figlio, degli altri familiari e con l’assistenza dei servizi sanitari locali. Il suo unico passatempo era la cura di un piccolo orto vicino alla casa. Racconta il nipote, Geremia Esposito, dottore commercialista: “Mio zio era un uomo attivissimo, che andava in bicicletta, guidava la macchina ed è stato sempre molto lucido. Sia lui, sia mia cugina sono stati sempre affiancati da mio cugino e dall’Asl. Elisabetta era costantemente seguita dai medici allo scopo di assicurarle, compatibilmente con le sue condizioni di salute, la migliore qualità della vita possibile”.
Vicini e conoscenti descrivono Giuseppe Esposito come una persona che “sembrava forte nonostante i problemi della figlia. Era sempre solare, allegro, niente faceva pensare che fosse esausto al punto da farla finita. Quando non era con Elisabetta si occupava dell’orticello, e per un uomo della sua età non era piccola cosa, non sembrava sopraffatto, anzi, davvero una tragedia inaspettata, adorava la figlia, faceva di tutto per lei”.
Il sindaco di Marigliano, Giuseppe Jossa, avvocato eletto due anni fa con il Pd, argomenta: ” Conosco benissimo questa famiglia. Sono persone perbene, lui era un uomo attivo e dinamico. Alle spalle di questa tragedia non c’è una situazione di disagio né di abbandono, al contrario. Per le sue condizioni di salute, la figlia era seguita dall’Asl. Ed entrambi potevano contare su una rete familiare sana, che non li ha mai lasciati soli “.
Sulle cause del gesto dunque ora ci si interroga, ben sapendo che sarà molto difficile trovare una risposta: “Devo pensare – ragiona il sindaco Jossa che sia crollato per la sofferenza. E tutti, a Marigliano, siamo addolorati e rammaricati per questo gesto di disperazione “.
Il nipote di Giuseppe, Geremia, non si dà pace. ” Fino all’ultimo giorno – dice – mio zio si era confrontato con il figlio sulla documentazione da trasmettere all’Asl per mia cugina. Noi, come familiari, non riusciamo a trovare una spiegazione, né un motivo per spiegare ciò che è scattato nella sua mente”.
