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Sanzio Negri, 89 anni, elettricista in pensione, padre. Soffoca la moglie con un sacchetto di plastica e tenta il suicidio. Dopo un mese ai domiciliari, è libero in attesa del processo

Castiraga Vidardo (Lodi), 26 Luglio 2025


Titoli & Articoli

Luisa Trabucchi, la donna uccisa dal marito con un sacchetto: l’omicidio (Milano Today – 27 luglio 2025)
Dopo il femminicidio della moglie, una donna disabile, l’uomo ha tentato il suicidio
Ha ucciso la moglie, Luisa Trabucchi, soffocandola con un sacchetto e poi ha cercato di suicidarsi. Il femminicidio è accaduto a Castiraga Vidardo (Lodi), nella giornata di sabato.  L’uomo, un ottantanovenne, ora si trova piantonato in ospedale ma non pare essere in gravi condizioni. Sull’omicidio indagano i carabinieri di Lodi e titolare delle indagini per la Procura di Lodi è il pm Roberto Fedelini.
Secondo quanto emerso, la donna, ottantenne, viveva da anni in sedia a rotelle e venti giorni fa il marito, disperato per la situazione che aveva in casa, era andato in Municipio per chiedere come potesse fare a modificare l’abitazione per cercare di aiutare la consorte a muoversi e vivere meglio.
L’uomo aveva chiesto una mano in comune. L’uomo aveva chiesto del tecnico comunale che, però, in quel momento, era assente per ferie. L’aveva, quindi, accolto la sindaco Emma Perfetti alla quale era parso disperato e stanco ma, dice ora la prima cittadina: “Non aveva chiesto aiuto. Voleva solo sapere come poter sistemare la loro abitazione”.

 

Tragedia di Vidardo: chi è l’83enne che ha ucciso la moglie in carrozzina. Casa sotto sequestro, proseguono le indagini (il Cittadino – 27 luglio 2025)
Si chiama Sanzio Negri e ha 83 anni l’uomo, elettricista in pensione, che ieri ha ucciso la moglie in carrozzina per poi cercare di togliersi la vita. Il fatto è successo in una villetta a schiera di via Giovanni Bassi, periferia di Castiraga Vidardo, dove Negri e la moglie Luisa Trabucchi, 80 anni, risiedevano. Non è ancora chiaro cosa abbia portato l’uomo a compiere un simile gesto, forse una situazione familiare legata alle condizioni di salute della moglie diventata, per lui, insostenibile. Dopo quanto avvenuto ieri la casa è stata posta sotto sequestro dai carabinieri. Chi conosceva marito e moglie racconta di una coppia riservata ma inserita all’interno della comunità, anche in ambito dell’oratorio, dove qualche volta andavano a giocare a carte.

 

Castiraga Vidardo, l’83enne Enzo Negri Sanzio uccide la moglie disabile Luisa Trabucchi e chiama le pompe funebri. Il sindaco: «Un dramma della solitudine» (Corriere della Sera – 27 luglio 2025)
L’uomo ha soffocato la donna, inferma da tempo, e ha cercato di togliersi la vita senza riuscirci. Poi ha chiamato le pompe funebri, che hanno dato l’allarme. Il sindaco: «Aveva chiesto aiuto in Comune per abbattere barriere architettoniche, mi aveva colpito quanto fosse sopraffatto dalla fatica»
Si chiama Enzo Sanzio Negri, 83 anni, l’uomo fermato con l’accusa di aver ucciso la moglie, Luisa Trabucchi, 79 anni, invalida da tempo e costretta su una sedia a rotelle. L’omicidio è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato in una villetta di via Bassi a Castiraga Vidardo, nel Lodigiano. Una tragedia della disperazione che si sarebbe consumata in pochi istanti e che ha profondamente scosso l’intera comunità. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe soffocato la moglie con un sacchetto, poi avrebbe tentato di togliersi la vita, senza però riuscirci.
A dare l’allarme non è stato lui, ma alcune persone intervenute per soccorrerlo nella tarda mattinata di sabato dopo il tentativo fallito di suicidio. In paese si parla anche di una segnalazione dell’agenzia funebre, contattata proprio dall’uomo, che avrebbe notato qualcosa di anomalo sul cadavere della donna, decidendo di allertare le forze dell’ordine. Questa ricostruzione però è stata smentita dai carabinieri. Resta ancora da chiarire il movente che avrebbe spinto l’anziano al gesto estremo.
Nelle prossime ore sarà ascoltato dal sostituto procuratore Roberto Fedelini.
 L’83enne, ora piantonato in ospedale, avrebbe dichiarato che era stata proprio la moglie a chiedergli di porre fine alle sue sofferenze, una versione che gli inquirenti stanno ora cercando di verificare. Dietro a questo dramma si intravede una quotidianità segnata dalla solitudine e dalla fatica. Una coppia anziana, fragile, con l’unica figlia residente a Milano, che affrontava ogni giorno difficoltà crescenti.
«Ricordo che dieci giorni fa il marito mi aveva contattata personalmente – racconta il sindaco Emma Perfetti -. Si era rivolto al Comune perché molto preoccupato per la moglie. Cercava una soluzione per agevolare i suoi spostamenti in casa ed era in attesa di un incontro con il tecnico comunale per valutare l’abbattimento delle barriere architettoniche. Purtroppo, il tempo non ha giocato a loro favore. Sicuramente non è il classico femminicidio, ma un gesto disperato. Mi rimane il rammarico di non essere intervenuti prima, quando si era presentato in municipio per chiedere aiuto». Il dolore e la fatica, racconta ancora il sindaco, erano evidenti. «Era un uomo visibilmente provato dalla sofferenza della moglie – spiega il primo cittadino lodigiano -. Mi colpì quanto fosse stanco, quasi sopraffatto, ma al tempo stesso determinato a fare qualcosa per lei. È una situazione che ci interroga tutti: quando la solitudine si unisce alla fragilità, il rischio è che la vita diventi davvero insostenibile». Nel frattempo, la polizia scientifica ha passato al setaccio l’abitazione della coppia per raccogliere tutti gli elementi utili a ricostruire con esattezza la dinamica della vicenda. (di Carlo D’Elia)

Vidardo, liberato dai domiciliari l’83enne accusato di aver ucciso la moglie malata (il Cittadino – 26 novembre 2025)
A FINE LUGLIO Il gravissimo episodio scosse il Lodigiano, una perizia sulle condizioni dell’uomo, rischia il processo in Corte d’assise
L’83enne che a fine luglio aveva ucciso la moglie Luisa Trabucchi, 79 anni, gravemente malata, cercando poi di togliersi la vita, è tornato libero: sono stati revocati gli arresti domiciliari cui era sottoposto da agosto, con obbligo di residenza a casa della figlia a Milano. Il delitto nella notte tra il 25 e il 26 luglio, per la magistratura lodigiana non sussistono ormai le esigenze cautelari di pericolo di fuga o reiterazione del reato e le prove sono state tutte acquisite. Residua per questi giorni un incidente probatorio per valutare le condizioni dell’uomo in relazione ai suoi comportamenti e valutarne l’imputabilità, che, se confermata, potrebbe aprire per l’83enne le porte di un processo a Milano, in Corte d’assise, per omicidio del coniuge, aggravante che esclude la possibilità di riti alternativi. A meno che la difesa non riesca a provare che fu “omicidio del consenziente”, reato considerato meno grave. (di Andrea Bagatta)


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