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Fulvio Baule, 40 anni, muratore, padre separato. Uccide a colpi d’ascia gli ex suoceri e ferisce gravemente l’ex moglie, poi scappa lasciando in strada i figli di un anno che hanno assistito al massacro. Ergastolo in primo grado, presentato ricorso in Appello

Porto Torres (Sassari), 26 Febbraio 2022


Titoli & Articoli

Tragedia a Porto Torres: Baule è stato arrestato per omicidio aggravato (l’Unione Sarda – 27 febbraio 2022)
Si è accanito prima contro il suocero, uccidendolo, poi sulla suocera e anche sulla moglie
È stato arrestato per omicidio aggravato e duplice attentato Fulvio Baule, il muratore di 40 anni originario di Ploaghe che ieri sera, in via Principessa Giovanna a Porto Torres, ha massacrato con un’accetta il suocero, Basilio Saladdino, poliziotto in congedo di 74 anni, e ferito gravemente la suocera e la moglie. Le due donne, madre e figlia, Caterina Mancusa di 70 anni e Ilaria Saladdino di 40, si trovano in condizioni disperate all’ospedale civile del Santissima Annunziata di Sassari. In coma farmacologico sono tenute sotto controllo dai medici rianimatori. La più grave, la moglie della vittima, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico nella notte. Una tragedia che ha colpito la comunità e ha lasciato atterriti i vicini di casa che hanno assistito alla scena drammatica.
L’omicida, intorno alle 20, va in via Principessa Giovanna per parlare con la moglie Ilaria. I due si sono separati da qualche mese e le liti sono continue, in particolare sull’affidamento dei figli che il giudice aveva assegnato alla madre. Si incontrano nel piazzale della palazzina, poco distante dal lungomare. La discussione si accende, fino a degenerare. Fulvio Baule si scaglia contro la donna, la colpisce più volte con calci e pugni. Il suocero accorre dal secondo piano per difendere la figlia.
Dopo una colluttazione fisica tra i due, il 40enne in preda alla rabbia si dirige verso la sua auto, parcheggiata vicino, fruga all’interno della macchina, impugna un’ascia e inizia a distribuire colpi, accanendosi sul suocero, raggiunto più volte alla testa. Poi si scaglia contro la figlia e la suocera. Ferite gravemente, vengono trasportate all’ospedale in codice rosso. L’aggressore scappa, e dopo alcuni minuti si costituisce, confessando il delitto. Le indagini vengono svolte dai carabinieri della compagnia di Porto Torres con la collaborazione del comando provinciale di Sassari. Titolare dell’inchiesta il magistrato Enrica Angioni.  (di Mariangela Pala)

Le incomprensioni con il suocero, il lavoro e i figli: chi è l’omicida di Porto Torres (Sassari Oggi – 27 febbraio 2022)
“Era un bravo ragazzo, dedito al lavoro e ai figli”. Una testimonianza che stride con quanto avvenuto ieri sera, a Porto Torres, quando Fulvio Baule, 40enne di Ploaghe, ha ucciso l’ex suocero, Dino Saladino e massacrato a sprangate sia l’ex compagna, Ilaria Saladino, che l’ex suocera, Caterina Mancusa. L’uomo, che lavorava come muratore, era incensurato. Mai nessun problema con la giustizia, ancor meno con i conoscenti.0
Era un bravissimo ragazzo – commenta una vicina di casa di Baule -. Amava i suoi due figli e non era capace di far male ad una mosca. Non capiamo cosa sia potuto accadere”. Negli ultimi mesi i rapporti con la ex compagna, ma soprattutto con l’ex suocero, non erano dei migliori. Più volte Baule aveva raccontato di incomprensioni con Saladino. Legami al limite, che avevano suggerito alla coppia una separazione.
Avviate le pratiche di separazione, congiuntamente si era deciso di restare nella casa di Ploaghe. Tuttavia, per motivi di lavoro, Ilaria Saladino si fermava a Porto Torres, nell’abitazione dei genitori. Ragion per cui a Baule era stato concesso di vedere i figli, due gemelli, un maschietto e una femminuccia, il martedì e il giovedì.
Il lavoro da muratore, tuttavia, spesso porta le persone a restare fuori in orari proibitivi rispetto a quelli concessi dal giudice per vedere i propri figli. Per questo le visite si erano limitate a soltanto due volte al mese. Fastidi covati probabilmente a lungo, che ieri hanno scatenato la follia omicida.
Nel frattempo le donne restano ricoverate in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile Santissima Annunziata. Costrette al coma farmacologico, saranno cruciali le prossime 48 ore. Ore di attesa e speranza ridotta al lume.
Nei prossimi giorni, invece, è prevista l’udienza di convalida. Ancora non è stata decisa una data, ma è probabile che si possa tenere mercoledì. Al momento l’imputazione è quella di omicidio e lesioni plurime aggravate. Per l’uomo, difeso dall’avvocato Nicola Lucchi, che lo ha raggiunto nella notte in caserma, verrà richiesta una perizia psichiatrica.
Sull’interrogatorio viene tenuto il massimo riserbo. Certo è che l’uomo, messo alle strette, si è detto collaborativo e ha confessato. Da una sommaria ricostruzione, parrebbe che l’uomo fosse arrivato a Porto Torres per consegnare i bambini alla madre. Lì sarebbe nato l’ennesimo alterco che, udito dal padre della Saladino, sarebbe sceso, in pigiama e pantofole, per difendere la figlia. Poi il raptus di follia e la presa di una spranga che ha posto fine alla vita dell’ex suocero e ferito gravemente sia l’ex compagna che l’ex suocera.

Ploaghe sotto choc: “Fulvio ha sempre condotto una vita esemplare” (l’Unione Sarda – 27 febbraio 2022)
Gli amici increduli: nessuno ricorda uno sgarbo o un comportamento scorretto da parte del muratore 40enne che ieri ha ucciso il suocero a colpi di ascia e ferito gravemente la suocera e la moglie
Non solo Porto Torres, sotto choc anche Ploaghe, il paese dove abitava ed era nato Fulvio Baule, 40 anni, muratore, l’assassino di Basilio Saladino (suo suocero), nonché il feritore della suocera (in fin di vita) e della moglie Ilaria, da cui era separato qualche mese.
Preso da un raptus omicida, al termine di una lite familiare, ieri sera a Porto Torres, verso le 20 e 45 in via Principessa Giovanna, ha infierito sui tre con un’ascia. Eppure i compaesani non ricordano mai un suo sgarbo o un comportamento scorretto. “Usciva poco e conduceva una vita riservata, direi esemplare”, dice un suo amico. “Non era certo un frequentatore dei bar. Viveva col suo lavoro di muratore, che affrontava con molto impegno“, precisa un altro conoscente. Un’amica aggiunge: “Si era costruito anche una bella casa dopo il rifornitore, dove viveva con la moglie”. Poi qualcosa tra i due coniugi pare non abbia funzionato e lei da qualche mese se n’era tornata a Porto Torres. Qualcuno parla di liti e tensioni per l’affidamento dei figli. Ma queste al momento sono congetture. Che però non possono giustificare un bagno di sangue come quello di ieri. (di Argentino Tellini)

 

Omicidio a Porto Torres: il massacro con un’ascia di 80 centimetri (l’Unione Sarda – 2 marzo 2022)
Fulvio Baule diceva di tenerla in auto perché gli sarebbe servita per tagliare la legna
Ha usato un’ascia lunga 80 centimetri con una lama di 11 per uccidere il suocero, Basilio Saladdino, poliziotto in congedo di 74 anni, e per ridurre in fin di vita la moglie e la suocera. Diceva di tenerla in auto perché gli sarebbe servita per tagliare la legna e riscaldare la casa del padre.
Si arricchisce di nuovi particolari la tragedia che ha sconvolto la città di Porto Torres. Fulvio Baule si trova rinchiuso nel carcere di Bancali con l’accusa di omicidio e duplice tentato omicidio per aver ucciso il suocero Basilio Saladdino e aver aggredito con disumana ferocia la suocera Caterina Mancusa, 66 anni, e la moglie Ilaria Saladdino, 39 anni. Il giudice per le indagini preliminari, del Tribunale di Sassari, Sergio De Luca dopo l’interrogatorio del reo confesso alla presenza del suo legale Nicola Luchi ha convalidato l’arresto con la motivazione che il terribile omicidio, commesso da Baule sia “di indicibile gravità” e caratterizzato da una “brutale ferocia”.
Un reato aggravato dal fatto che Baule, dopo aver accompagnato i gemellini di un anno dalla moglie, dalla quale si stava separando, non ha esitato alla presenza dei due minori ad impugnare l’ascia che aveva portato con sé e ad uccidere senza pietà con tale arma l’anziano suocero, accanendosi poi con inumana crudeltà sulla moglie e sulla suocera. Le ha colpite al capo diverse volte senza pietà,
tanto che ancora si trovano ricoverate in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Sassari. Nonostante Baule fosse incensurato, il giudice ritiene vi sia un concreto pericolo che egli possa commettere altri reati simili. (di Mariangela Pala)

Uccide i suoceri a colpi d’ascia, la spiegazione: «Non l’ho fatto con cattiveria, volevo intimorirli» (Leggo – 14 novembre 2023)
Fulvio Baule, il 41enne che ha ucciso i suoceri a colpi d’ascia i suoceri, ha spiegato le ragioni del suo gesto durante il processo che si sta tenendo a Sassari.
«L’ultima immagine che ho di quella sera è il corpo di mia suocera riverso per terra e io insanguinato con l’ascia in mano. Non ricordo cosa sia successo prima», ha detto l’uomo, che ha aggiunto: «Ricordo che ho riportato i bambini a mia moglie in ritardo, mi sono scusato. Lei mi ha deriso, abbiamo avuto un breve diverbio e poi ricordo il padre di lei che mi veniva incontro urlando: ‘Pensa a fare il padre’. Ho aperto il portabagagli per prendere l’ascia, volevo solo intimorirlo. Non ho fatto in tempo a girarmi che lui mi è saltato addosso. Da lì in poi non ricordo nulla».
L’episodio risale al febbraio del 2022. Baule ha ucciso i suoceri, Basilio Saladdino e Liliana Mancusa e ridotto in fin di vita la moglie, Ilaria Saladdino, dal quale si era appena separato. Dopo il buio, descritto questa mattina in aula, la luce nella mente di Fulvio Baule si sarebbe riaccesa solo dopo avere colpito la suocera, morta in ospedale dopo un mese di agonia.
«Ho visto il suo corpo, avevo l’ascia in mano e l’ho gettata per terra. Ho sentito urla provenire dal palazzo, dalle finestre, e sono scappato», ha raccontato l’imputato con una fredda calma. «Poi sono andato a costituirmi. I carabinieri mi hanno chiesto: ‘Cosa hai fatto?’ Ho risposto non lo so. Un omicidio». «L’ascia – ha spiegato rispondendo alle domande della pm – l’avevo messa in auto il giorno prima perché dovevo andare con mio padre a tagliare della legna. Non ho mai avuto intenzione di uccidere miei suoceri. Non li vedevo da più di tre mesi. Quello che ho fatto, non l’ho fatto con cattiveria».
In aula sono state sentite anche le deposizioni dei genitori e della sorella di Baule, e tre amici della coppia. Tutti hanno descritto i rapporti tesissimi tra le famiglie dell’imputato e della moglie, e il furibondo litigio avvenuto fra i consuoceri nell’agosto 2021, durante la festa per il battesimo dei due gemellini figli dei due coniugi. Contrasti insanabili che hanno incrinato irreparabilmente il rapporto della coppia, fino alla separazione e alla tragedia.

Delitto Saladdino, Fulvio Baule condannato all’ergastolo (la Nuova Sardegna – 11 giugno 2024)
L’uomo aveva ucciso i suoceri e ridotto in fin di vita la moglie a Porto Torres nel febbraio del 2022
Sassari Fulvio Baule è stato condannato alla pena dell’ergastolo per il duplice omicidio dei suoceri Basilio Saladdino e Liliana Mancusa, avvenuto a Porto Torres il 26 febbraio del 2022 in strada al termine di una lite nel corso della quale il 42enne di Ploaghe, che era difeso dall’avvocato Nicola Lucchi, aveva anche ridotto in fin di vita l’ex moglie Ilaria Saladdino, miracolosamente scampata alla morte nei giorni successivi. La corte d’assise presieduta da Massimo Zaniboni (a latere Valentina Nuvoli) ha pronunciato la sentenza poco dopo le 13 di oggi, martedì 11 giugno.

 

Uccise i suoceri con l’ascia, c’è il ricorso contro l’ergastolo (Ansa – 24 ottobre 2024)
Sassari, la difesa ha depositato oggi la richiesta in appello
Fulvio Baule, il 42enne di Ploaghe condannato all’ergastolo per aver ucciso a colpi d’ascia i suoceri, Basilio Saladdino e Liliana Mancusa, il 26 febbraio 2022 a Porto Torres, riducendo in fin di vita la moglie, Ilaria Saladdino, dalla quale si era appena separato, ha presentato ricorso alla Corte d’assise d’appello contro la sentenza della Corte d’assise di Sassari.
L’avvocato difensore, Nicola Lucchi, ha depositato oggi la richiesta sollecitando il riconoscimento delle attenuanti generiche per Baule e quindi una rideterminazione della pena inflittagli. Secondo la difesa, all’imputato deve essere riconosciuta come attenuante la sua fragilità psicologica, acutizzata all’epoca dei fatti dalla separazione dalla moglie, dalla paura di non rivedere i figli e dallo stress accumulato nei mesi precedenti proprio per le incomprensioni con la consorte e le liti fra le famiglie di origine dei due coniugi.
Nel processo di primo grado la Corte d’assise di Sassari, in base a una perizia psichiatrica disposta dalla stessa Corte, aveva stabilito che Baule al momento dei fatti e allo stato attuale è capace di intendere e volere. Lo ha quindi condannato all’ergastolo, con isolamento diurno per un anno, interdizione perpetua dai pubblici uffici, decadenza dalla responsabilità genitoriale, e anche il pagamento delle provvisionali ai familiari delle vittime che si erano costituiti parti civili.
Il duplice omicidio avvenne il 26 febbraio 2022: Baule dopo avere litigato per strada con la moglie Ilaria, davanti al palazzo dove lei abitava con i genitori a Porto Torres, prese un’ascia dal portabagagli della sua auto e colpì alla testa prima il suocero Basilio, uccidendolo sul colpo, poi la moglie e infine la suocera, Liliana Mancusa, che morì in ospedale dopo un mese di coma. La moglie restò gravemente ferita. Baule scappò abbandonando per strada i due figli gemelli di 1 anno che avevano assistito alla strage, per poi costituirsi poco dopo ai carabinieri di Porto Torres.


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In memoria di

Strage a Porto Torres: i nonni Baule non potranno vedere i nipotini (l’Unione Sarda – 15 luglio 2023)
I figli di Ilaria Saladdino sono affidati alla custodia di Giusy, amministratrice di sostegno della sorella
Per il collegio presieduto dal giudice del Tribunale dei minori di Sassari, Guido Vecchione, i genitori del pluriomicida di Ploaghe, Fulvio Baule, non potranno frequentare i nipoti affidati alla custodia di Giusy Saladdino: è l’affidataria e tutore dei minori di appena due anni, nonché amministratore di sostegno della sorella Ilaria Saladdino, aggredita e ridotta in fin di vita dall’ex marito Fulvio Baule che, il 26 febbraio dello scorso anno, uccise a Porto Torres i suoceri, Basilio Saladdino e Caterina Mancusa.
Secondo i giudici, i quali hanno rigettato in via definitiva il ricorso presentato dai genitori del 40enne di Ploaghe, «risulta difficile e traumatica la immediata ritessitura di un rapporto tra la famiglia Baule e la famiglia Saladdino», si legge nella sentenza. Inoltre secondo la relazione presentata dal Pubblico ministero minorile, redatta dalla dirigente del Dipartimento di salute mentale, «i due minori meritano di essere protetti da esperienze ulteriormente traumatiche come il tentativo della difficile mediazione familiare tra dolori incrociati e antiche conflittualità».
Per gli avvocati di parte civile, Gian Mario Solinas e Gabriele Satta, sarebbe infondato il ricorso presentato da Antonio Maria Baule e Stefanina Pais, i genitori dell’omicida, i quali avevano espresso la volontà di poter frequentare i due nipotini. Allo stato attuale risulta impraticabile «una armoniosa cooperazione» tra i nonni paterni e la titolare della responsabilità genitoriale sui minori. A prevalere è l’interesse superiore dei piccoli, che non può essere sacrificato in nome di un ipotetico pregiudizio nella loro crescita dovuto alla assenza dei nonni. Il diritto degli ascendenti, secondo i giudici, non si pone come incondizionato, ma può essere riconosciuto soltanto quando la loro presenza non risulta in contrasto con le esigenze primarie di crescita del minore.