Franco Giorgi, 74 anni, antiquario, padre. Uccide la moglie a coltellate e si ammazza
Firenze, 30 Novembre 2025
Titoli & Articoli
Duplice omicidio a Firenze, chi erano il noto antiquario Franco Giorgi e la moglie Gianna Di Nardo (La Stampa – 30 novembre 2025)
Dal 1976 alla guida della Ditta Giorgi, fondata dal trisavolo. Sua la mediazione per la vendita allo Stato dello Stemma Martelli, scolpito da Donatello
Franco Giorgi, 74 anni e sua moglie Gianna Di Nardo, 68 anni, da anni vivevano insieme in un appartamento in via Orsini, a due passi dal quartiere di Gavivana. Nel primo pomeriggio di oggi sono stati trovati senza vita nella loro casa, brutalmente assassinati e con diverse ferite da arma da taglio. Famiglia benestante, apprezzata e conosciuta. Lui noto antiquario, lei dipendente pubblica in pensione. Rapporti cordiali con tutti, la casa al mare e «persone disponibili anche ad aiutare quando c’era bisogno» sottolinenano alcuni residenti ai giornalisti sul posto. Giorgi portava avanti l’attività di famiglia: la “Ditta Giorgi”, fondata dal suo trisavolo Tommaso nel 1853. Ne aveva preso le redini quasi cinquant’anni fa, nel 1976. «La scomparsa del padre Giorgio, portò Franco a ritrovarsi con le redini in mano e il peso d’una lunga eredità – scrive Marco Riccòmini sulla rivista di settore Gazzetta Antiquaria – . La scelta, allora, assecondando la sua natura, fu quella di preferire al commercio quotidiano e alla vetrina il lavoro di ricerca, concentrandosi sulle stime e le valutazioni di oggetti d’arte o intere collezioni, costruendosi poco per volta una carriera di consulente tecnico, come collaboratore del tribunale, e anche di tante società assicurative e privati».
La coppia aveva un figlio ed è stato lui nel primo pomeriggio a dare l’allarme e chiamare i soccorritori, che nulla hanno potuto fare nulla per salvarli. Giorgi negli anni si era sempre più dedicato alla valutazione e alla stima di opere d’arte. Come racconta Gazzetta Antiquaria «l’operazione che gli rimane più nel cuore fu l’acquisizione dell’eredità Martelli per conto di Monsignor Fabrizio Porcinai, a quel tempo rettore del Seminario Maggiore, che la scomparsa contessa Martelli aveva nominato come erede». Con la vendita allo Stato dello Stemma Martelli, scolpito da Donatello, riuscì a sbloccare il cosiddetto “nodo Bardini”, vale a dire la favolosa eredità del figlio del celebre antiquario Stefano Bardini. «E, per quanto la mia parte in quella complessa operazione, rimase, com’era giusto che fosse un po’ nell’ombra – – commentò nel 2022 Giorgi sulla Gazzetta – ne vado molto orgoglioso, perché sia la mia città che l’intero Paese ne trassero un grande guadagno».


L’ipotesi della depressione dietro la morte di Franco e Gianna a Firenze: “L’ha uccisa e poi si è tolto la vita” (Fan Page – 2 dicembre 2025)
Franco Giorgi e la moglie Gianna sono trovati morti nel loro appartamento: la crisi depressiva del 74enne antiquario potrebbe essere alla base di quello che per gli inquirenti ha tutta l’aria di un omicidio-suicidio.
La morte di Franco Giorgi e Gianna Di Nardo, trovati senza vita domenica nel loro appartamento di via Giampaolo Orsini, è il punto di partenza di una vicenda che ancora oggi appare difficile da incasellare. A ben vedere, con il passare delle ore il quadro che gli inquirenti stanno mettendo insieme sembra convergere verso l’ipotesi di un omicidio-suicidio, un esito che nessuno nel quartiere avrebbe mai immaginato. Una possibilità sembrava impensabile, nonostante alcuni vicini abbiano raccontato che Giorgi da qualche tempo soffriva di depressione, un dettaglio che ora torna a farsi strada tra le ipotesi al vaglio.
Gli inquirenti non hanno ancora archiviato del tutto la possibilità dell’ingresso di un estraneo, ma — lo dicono con prudenza — ogni elemento raccolto finora indica altro. Mancano segni di effrazione, il coltello è stato trovato a terra accanto ai corpi, e le telecamere della zona, già acquisite, serviranno solo a confermare ciò che appare sempre più probabile.
Il lavoro più delicato è ora nelle mani del medico legale. Sarà l’autopsia ad avvicinare la verità sugli ultimi istanti di vita di Franco Giorgi, 74 anni, antiquario stimato, e di sua moglie Gianna, 68 anni, già dipendente comunale in pensione. Il loro figlio, Tommaso, li ha trovati domenica, dopo ore di telefonate senza risposta: oltre la porta, la scena che nessuno vorrebbe vedere. La mamma per prima, poi il papà, entrambi vestiti. Macchie di sangue rinvenute in più stanze, come se Gianna avesse tentato un’estrema fuga.
Secondo una prima ricognizione, sarebbe stato l’uomo a colpirla all’addome, prima di rivolgere la lama contro di sé con un taglio profondo alla gola. Una ricostruzione comunque ancora provvisoria, che potrà cambiare con gli esami autoptici, fondamentali per capire se la donna abbia cercato di fermarlo, o se tutto sia avvenuto in una manciata di secondi.
La domanda che si pongono gli inquirenti, oltre che i familiari e tutto il quartiere, è una sola: cosa ha scatenato la violenza? È qui che entra in gioco un dettaglio riportato questa mattina da La Nazione: alcuni testimoni avrebbero riferito che Giorgi, da qualche tempo, soffriva di depressione. Una sofferenza rimasta chiusa tra le pareti della vita privata, condivisa solo con amici stretti e con i medici che lo seguivano. Nulla, a detta di chi lo conosceva, lasciava presagire un epilogo simile — ma l’ipotesi del crollo psicologico, pur ancora embrionale, è ora valutata con estrema attenzione.
Nel quartiere di San Niccolò il silenzio si fa pesante. Giorgi era un volto noto, un uomo attivo nella Casa del Popolo, di cui era stato anche presidente. Venerdì sera, appena due giorni prima della tragedia, lui, Gianna e il figlio erano stati visti a cena in una trattoria della zona. Una serata qualunque, che oggi pesa come un enigma. Gli investigatori stanno intanto analizzando telefonate, chat, file e soprattutto impronte sul coltello. Non c’erano problemi economici noti, né sono stati lasciati biglietti d’addio. Solo un equilibrio che, forse, si era incrinato lentamente — e che nessuno aveva immaginato potesse spezzarsi in questo modo tanto drammatico.
In attesa delle autopsie, rimane dunque questa fragile ipotesi: che il gesto di Giorgi sia nato dalla depressione sfuggita di mano, una sofferenza invisibile che la coppia ha continuato a vivere dentro la routine dei giorni, finché quella finta normalità, domenica mattina, non si è rotta per sempre. (di Biagio Chiariello)