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Francesco Semerano, 56 anni, imprenditore, padre. Mostra la pistola agli amici e uccide la moglie davanti ai figli

Ostuni (Bari), 9 Gennaio 2020


Titoli & Articoli

“Ho sparato per errore”. Femminicidio nella notte a Ostuni (Rai News TgR Puglia – 10 gennaio 2020)
Fermato il marito. Sembra che in casa della coppia in quel momento ci fosse altra gente
Una donna di 46 anni, Giovanna De Pasquale, è stata uccisa in casa la notte scorsa a Ostuni da un colpo di pistola che l’ha prima ferita a un braccio e poi colpita al torace. Il marito, Francesco Semerano, 56 anni, è in stato di fermo: ha raccontato alla Polizia di averle sparato per errore ma non è chiaro in quali circostanze. Sembra che in casa della coppia in quel momento ci fosse altra gente, una decina di amici, e fosse in corso una cena. Sembra anche che la pistola non fosse detenuta illegalmente, come si era appreso in un primo momento, ma regolarmente denunciata. I fatti si sono verificati in una villetta di contrada Malandrino, alla periferia della città, intorno alle 23. Sul posto sono intervenuti la Squadra mobile della questura di Brindisi e i poliziotti del commissariato che stanno compiendo verifiche sul racconto fatto dall’uomo.

Ostuni, uccide la moglie e si ferisce pulendo la pistola: “Ho sparato per errore”. Arrestato (La Repubblica – 10 gennaio 2020)
La donna colpita al braccio e al torace. L’uomo ha detto di aver sparato per errore, mentre puliva l’arma. Giornalista aggredito finisce in ospedale. La solidarietà di Ordine e Assostampa
Una donna di 46 anni è stata uccisa in casa a Ostuni da un colpo di pistola che l’ha prima ferita a un braccio e poi colpita al torace. Il marito, Francesco Semerano, imprenditore di 56 anni, è in stato di fermo: ha raccontato alla Polizia di averle sparato per errore mentre puliva l’arma e di essersi ferito a una mano.
I fatti si sono verificati in una villa di contrada Malandrino, alla periferia della Città bianca, attorno alle 23. Sul posto sono intervenuti la Squadra mobile della questura di Brindisi e i poliziotti del commissariato. Il medico legale incaricato dalla procura ha eseguito una prima ispezione esterna. I rilievi sono in corso. I poliziotti stanno compiendo verifiche sul racconto fatto dall’uomo.
La  vittima si chiamava Giovanna De Pasquale. L’uomo, Francesco Semeraro è accusato di omicidio colposo. Agli investigatori ha raccontato di aver ferito la moglie mentre maneggiava la pistola per pulirla, ma la dinamica dell’accaduto è ancora da accertare. Sul corpo della vittima il pm di turno Giovanni Marino ha disposto l’autopsia. L’arma è risultata legalmente detenuta, a differenza di quanto ipotizzato in un primo momento dalla polizia. Nella villa c’erano altre persone al momento dell’accaduto.
Attorno all’abitazione ci sono stati momenti di nervosismo quando sono arrivati i giornalisti, uno dei quali, Marcello Orlandini, è stato aggredito e condotto in ospedale. “Ho sporto denuncia in Commissariato per quanto è accaduto, anche perchè l’opinione pubblica e la politica devono capire a quali rischi andiamo incontro facendo questo mestiere” ha detto.
L’Ordine dei giornalisti della Puglia – in una nota – ha espresso “solidarietà e vicinanza al collega colpevole soltanto di aver fatto fino in fondo il suo lavoro, andando di persona sul posto per raccogliere tutti gli elementi che servono a un giornalista per informare in modo completo i cittadini. L’episodio, pur in un contesto delicato com’è il luogo dove si è consumato un delitto, rivela il clima d’odio che sempre più frequentemente colpisce gli operatori dell’informazione e che non possiamo non stigmatizzare“. Solidarietà anche dall’Associazione della Stampa di Puglia che, d’intesa con la Fnsi, si costituirà parte civile in un eventuale processo a carico degli aggressori.

 

Disposta la scarcerazione per Francesco Semerano, responsabile involontario della morte di sua moglie (Ostuni News – 14 gennaio 2020)
Avendo confermato una dinamica dei fatti già ricostruita dagli agenti del commissariato di Polizia locale, il gip ha ritenuto opportuno convalidare l’arresto e contestualmente, ritenendo non necessarie ulteriori misure cautelari, ha disposto la scarcerazione di Semerano
Il giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso ha disposto nella giornata di ieri, lunedì 13 gennaio, la scarcerazione di Francesco Semerano, ritenuto responsabile involontario della morte di sua moglie, Giovanna De Pasquale.
Dopo tre giorni in carcere a Brindisi, Francesco Semerano, affiancato dal legale Antonio Napoli, è stato ascoltato dal gip durante un lungo interrogatorio in cui ha raccontato nuovamente i fatti accaduti nella sera di giovedì 10 gennaio all’interno della sua abitazione in contrada Malandrino.
Interrotto dalla commozione, l’imprenditore ostunese ha spiegato i dettagli del drammatico incidente. Negli attimi che hanno preceduto la tragedia, Semerano racconta che era intento a mostrare la sua pistola ai commensali, una decina di persone tra amici e parenti, di cui tre minori, incluso uno dei quattro figli dei coniugi. Mentre maneggiava la sua pistola, una calibro 9 detenuta legalmente, da cui aveva precedentemente estratto il caricatore per motivi di sicurezza, un unico colpo rimasto in canna sarebbe esploso in direzione di sua moglie, ferendola a un braccio e colpendola a morte all’addome. Lo stesso Semerano, rimasto ferito alla mano sinistra a causa dell’esplosione inaspettata del proiettile e in stato di shock, è stato tempestivamente affidato alle cure mediche dell’ospedale di Ostuni.
Avendo confermato una dinamica dei fatti già ricostruita dagli agenti del commissariato di Polizia locale, il gip ha ritenuto opportuno convalidare l’arresto e contestualmente, ritenendo non necessarie ulteriori misure cautelari, ha disposto la scarcerazione di Semerano. Restano a suo carico le accuse di omicidio colposoinosservanza delle prescrizioni derivanti dalla custodia e diligenza della pistola legalmente detenuta e dell’illecita detenzione di 48 cartucce calibro 38, trovate durante la perquisizione in camera da letto, riconducibili a un’arma diversa da quella detenuta legittimamente. Si attende adesso il referto dell’esame autoptico, non ancora stabilito, l’unico elemento in grado di confermare effettivamente le ricostruzioni  fatte dagli investigatori in base ai racconti dell’indagato e dei testimoni.

 


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