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Angelo Lazzaroni, 67 anni, operaio in pensione. Strangola la moglie. Condannato con rito abbreviato a 3 anni e 6 mesi per omicidio preterintenzionale. Riconosciuta la seminfermità e l’attenuante della provocazione. Sconta la pena in una comunità protetta

Brescia, 11 Gennaio 2008


Titoli & Articoli

Ennesima tragedia fra le mura di casa (il Giorno – 19 aprile 2008)
(…) È finita invece in tragedia tre mesi fa, l’11 gennaio, in un appartamento di via Colombo a Brescia. Angelo Lazzaroni, 63 anni, da una decina in pensione, ha stretto le mani attorno al collo della moglie Margherita Gosio, 65 anni e l’ha uccisa. Una vita d’amore, poi qualche anno fa lei si è ammalata, vittima della depressione. Angelo la accudiva e non la lasciava mai. Ma ha cominciato ad ammalarsi anche lui e alla fine l’ha uccisa, senza poi sapere spiegare perché.

 

“Era in sè quando uccise la moglie” (Qui Brescia – 15 maggio 2008)
Angelo Lazzaroni, il pensionato di 63 anni che la mattina dell’11 gennaio 2008, in via Colombo nel quartiere Sant’Anna, ha strangolato la moglie Margherita Gosio, era “capace di intendere e di volere”.
Questo il risultato della perizia disposta dalla pubblica accusa e consegnata ieri al pm Antonio Chiappani e al gip Silvia Milesi. Gli psichiatri hano stablito che l’uomo era in possesso delle proprie facoltà mentali e quella tragica mattina sapeva quel che faceva.
Da cinque anni Margherita Gosio, in preda a profonde turbe mentali, viveva in casa quasi come una reclusa, dipendendo completamente dal marito, che la accudiva in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Quel giorno, durante un litigio, l’uomo le ha stretto al collo le mani e, quando ha visto la moglie accasciata a terra, ha chiamato il 118. E’ stato arrestato per omicidio volontario, ma la difesa ha predisposto altre perizie ed è decisa a puntare sulla mancanza di premeditazione.

 

Uccise la moglie: 3 anni e sei mesi (Qui Brescia – 5 marzo 2009)
Omicidio preterintenzionale per Angelo Lazzaroni. Il delitto in via Colombo.
Mercoledì mattina il giudice Carlo Bianchetti ha condannato con il rito abbreviato Angelo Lazzaroni a 3 anni e sei mesi di reclusione per aver provocato la morte della moglie 65enne Margherita Gosio. Il delitto avvenne la mattina dell’11 gennaio 2008 nel loro appartamento di via Colombo nel quartiere Sant’Anna a Brescia.
L’analisi del medico legale ha evidenziato che le lesioni al collo delle vittima erano di lieve entità, la forza impressa dall’imputato quando ha preso la moglie per il collo durante un litigio non era quindi rappresentativa della volontà di ucciderla. Quindi si è trattato di omicidio preterintenzionale: quando la donna è caduta a terra era infatti ancora viva, ma è spirata in seguito per uno shock vaso-vagale.
Il pm Antonio Chiappani ha derubricato da omicidio volontario aggravato a preterintenzionale il reato contestato ad Angelo Lazzaroni (al quale non è stata riconosciuta la semi-infermità mentale). E il tribunale ha accettato la tesi, accogliendo anche l’attenuante della provocazione.
La vittima stava male psicologicamente da almeno cinque anni e il marito, pensionato, l’accudiva in casa accollandosi tutte le faccende e accompagnandola sempre anche quando usciva. Una situazione logorante, che alla fine ha provocato l’esasperazione dei rapporti. Ora Lazzaroni completerà la pena nella comunità protetta della quale è ospite dall’anno scorso.


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