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Pestare le donne: la “lezione” de La Nuova Sardegna LETTERA APERTA AL DIRETTORE DELLA NUOVA SARDEGNA

Gentile Direttore,

vogliamo invitarla a rileggere l’articolo pubblicato sul suo sito il 20 aprile dal titolo “Lei lo sveglia troppo presto e lui la riempie di botte”, a firma lu.so. , per riflettere con noi sul tono dello scritto e su alcuni passaggi che ne fanno un testo grave, violento, misogino e scorretto, irrispettoso nei confronti della donna picchiata e dunque di noi tutte e tutti.

Rileggendolo, infatti, le salterà agli occhi che gravi e gravissimi episodi di violenza vengono trattati dal punto di vista di chi commette il reato, sovvertendo le basilari regole di informazione e trasformando quello che dovrebbe essere un articolo giornalistico in un comunicato stampa redatto dal colpevole o da un maldestro difensore.

Fatti di gravità assoluta come “non ha nemmeno bussato, ha scavalcato il cancello” e “dopo averle dato una lezione” vengono rivestiti di un’ emotività quasi condivisibile da altri svegliati la mattina alle 9 dalla telefonata della fidanzata, invece che essere identificati ed annotati come reati penali quali sono. Al delinquente viene anche lasciata l’ultima parola, una battuta gradassa che conclude (in)degnamente il pezzo.

Noi chiediamo e pretendiamo che chi si occupa di informazione inizi a chiamare le cose con il proprio nome e che si smetta di sminuire qualsiasi forma di sopruso se commessa da ex, fidanzati, mariti o aspiranti amanti respinti, e La invitiamo a rivedere l’articolo in questione. Siamo sicuri che di fronte agli episodi di violenza contro le donne lei non intenda avallare l’idea che, come suggerisce l’articolo, occorra “pestarne una per educarne cento”.

In attesa di un Suo riscontro

Emanuela Valente, blogger

Alessandra Di Pietro, giornalista

Cinzia Romano, giornalista

Paola Tavella, giornalista

Valentina Maran, blogger

Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice

Mario Benvenuto, docente e designer

Ricciocorno Schiattoso, blogger

Vittoria Camboni Candeloro, referente Movimento per l’Infanzia

Giorgio Caramanna, ricercatore

Ylenia Politano, giornalista

Slavina, scrittrice e regista

Maria Luisa Canna, infermiera

Ettore Siniscalchi, giornalista

Graziella Rocca

Silvana Renoldi, impiegata

Alessia Guidetti

Nataniela Piccoli

Andrea Mazzeo, spec. psichiatria

Viviana Pizzi, giornalista e blogger

Irene Cappai

Giulia Penzo

Irene Cappai, infermiera pediatrica

Milena Palladini

Laura Cutaia, ricercatrice

Alberto Nigra

Giovanna Ferrari, mamma di Giulia uccisa dal marito

Massimo Lizzi, blogger

Francesca Sanzo, blogger

Ilia Sassu, insegnante

Licia Palmentieri, blogger

Elisa D’Ospina, modella e scrittrice

Cristina Obber, scrittrice

Roberto Fontana

Barbara Garavaglia

Silvia Simoncini, impiegata amministrativa

Valentina Pappacena, presidente Valore Donna

Paola Mazzei

Antonella Panetta

Teresa Ciabatti, scrittrice

Monica Ricci Sargentini, giornalista

Francesca Di Muzio, avvocata presidente Centro Antiviolenza Donne

Manuel Blasi, impiegato femminista

Gian Piera Mavuli

Andrea Tomasini, giornalista

Gisella Paccoi, giornalista

Enrica Rinaldo, insegnante

Lorenzo Ballerini, fratello di Beatrice

Agnese Malatesta

Alessandra Pucci

Giovanna Casagrande

Eliana Pireddu

Loryan Corona, artista blogger

Leonardo Coen

Lucia Esther Maruzzelli, giornalista

Giovanna Ledda, pensionata

Monica Lanfranco, giornalista e formatrice sui temi della differenza di genere

Licia Capparella, guida

Paola Vallatta, giornalista

Luisanna Ciuti

Isabella Scoglio, agente di polizia

Carmen Anolfo

Debora Attanasio

Giovanna Piana, assistente sociale

Paola Zamboni

Rosanna Credendino, avvocato

Anna Floris, studentessa

Katia Salvaderi

Maria Grazia Demurtas, docente di filosofia

Margherita Pedde

Patrizia Vilardo

Gabriella Contini Gugliolo

Caterina Mion

Grazia Manca

Loredana Chessa, impiegata

Elena Tropeano

Laura Eduati, giornalista

Alba Deledda, medico veterinario

Annamaria Barbato Ricci, giornalista e opinionista

Maurizio Moschi

Michela Picardi, dottoressa

Rita Proto, giornalista

Francesca Biccone

Speranza Asproni

Esmeralda Ughi

Maria Paola Curreli

Anna Pacifico,dottoressa in filosofia e autrice

Caterina Sinibaldi,director of European Studies and Modern Languages Programme Manchester University

Adriana Gloria Marigo, poetessa

Dona Amati, poeta editora ed organizzatrice culturale

Micaela Polselli

Paola Enrica Puggioni, ginecologa

Mariangela Casadei

Maria Grazia Cagnina, cittadina italiana

Rosa Perso

Laura Bottinelli

Maria Verderame, blogger di Un Altro Genere di Comunicazione

Giulia Castelnovo, dottoressa di ricerca in Storia delle donne e dell’identità storica

Barbara Lisci, sociologa

PER CHI VUOLE SOTTOSCRIVERE LA LETTERA: inquantodonna@gmail.com