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Stella Katia Palermo, 24 anni, impiegata. Segregata, strangolata e sgozzata dall’ex convivente con una rasoiata, un colpo di taglierino o 10 coltellate alla gola

salmaStellaPalermoLeca D’Albernga (Savona), 4 luglio 2006

Poche notizie e confuse: erano una giovane coppia in procinto di sposarsi o separarsi, lei lo aveva lasciato e lui era geloso, non si sa. Fatto sta che lei è morta.

navigare-anonimi-logoFabio D’Errico, 32 anni, tecnico informatico. Condannato a 14 anni di reclusione.

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Il Vostro Giornale

Omicidio Leca, D’Errico confessa: il movente è la gelosia

Caso chiuso l’omicidio di Leca d’Albenga. Fabio D’Errico ha confessato il delitto dell’ex convivente Stella Palermo avvenuto l’altra sera durante l’interrogatorio di quattro ore nel carcere Sant’Agostino di Savona davanti al procuratore capo Vincenzo scolastico e al sostituto Alberto Landolfi.

Ha perso la testa Fabio D’Errico, ossessionato dalla gelosia e dall’impossibilità di tornare assieme alla sua ex fidanzata, così il movente passionale ha spinto l’uomo a uccidere la giovane donna: prima ha cercato di strangolarla, poi l’ha sgozzata con un colpo del suo taglierino al collo. E’ stata trovata in una pozza di sangue, ancora agonizzante, per lei non c’è stato nulla da fare. L’uomo ha poi tentato la fuga, è andato a Torino dai genitori per chiedere del denaro e scappare fuori dall’Italia, ma, braccato, è stato arrestato dai carabinieri.

Da tempo Fabio D’Errico manifestava atteggiamenti violenti e intimidatori nei confronti dell’ex convivente, ma la donna non aveva mai denunciato nulla.

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Donatella Aschero, giudice per le udienze preliminari, ha condannato Fabio d’Errico a 14 anni di reclusione per l’omicidio di Katia Palermo. Il 32enne tecnico informatico, il 4 luglio dell’anno scorso, aveva ucciso la convivente, Stella Katia Palermo, 23 anni, al termine di una lite per motivi di gelosia. Lo scorso 19 aprile, nel corso dell’udienza a porte chiuse davanti al gup Donatella Aschero, il procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico aveva chiesto l’ergastolo, ridotto poi a trent’anni per la scelta del rito abbreviato.

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Si è concluso il set della docu-fiction sull’omicidio a sfondo passionale di Stella Katia Palermo. La pellicola, girata in Provincia di Savona, andrà in onda a luglio in prima serata su Rai 3 nella nuova serie della trasmissione “Amore Criminale”, condotta da Camilla Raznovich e prodotta da La Bastoggi docu & fiction e da Ruvido produzioni.

La giovane ventitreenne albenganese fu uccisa con 10 coltellate al collo dall’ex fidanzato Fabio D’Errico, tecnico informatico di 32 anni, nella notte del 4 luglio 2006 a Leca d’Albenga, dove la ragazza viveva assieme alla madre.

Da domenica scorsa fino ad oggi sono state realizzate le riprese sulla vita dei due giovani, dall’inizio della loro storia d’amore, ai giorni passati insieme, ai progetti di una vita in comune, passando per le incomprensioni e le furibonde liti e le violenze, che hanno portato la giovane a troncare il rapporto.

E il tragico finale: la follia omicida di D’Errico, accecato dalla gelosia dopo la fine della relazione con Stella. Un’ossessione culminata in un feroce delitto, per il quale è stato condannato a 14 anni di reclusione (per rito abbreviato).

Il centro di Albenga, alcune zone di Garlenda, i borghi dell’entroterra ingauno e anche la spiaggia loanese sono stati gli scenari scelti dalla produzione per le registrazioni del video, che ripercorrono, anche con l’ausilio delle cronache, tutta la vicenda di una coppia tormentata, dove, appunto, l’amore si è trasformato in un crimine feroce, e ancora una volta una donna è rimasta vittima della violenza maschile.

La troupe che ha lavorato alla produzione è stata molto snella, composta da una quindicina di persone, tra attori, tecnici, cameraman, truccatori e assistenti. E’ stato una savonese, Andrea Valfrè, 30 anni, attore e mimo, con diverse esperienze in ambito teatrale, a recitare la difficile parte dell’omicida, Fabio D’Errico, mentre l’attrice Alessia Magnani ha interpretato la vittima, Stella Katia Palermo. Alcune brevi scene sono state girate anche sull’autostrada A10, per documentare la fuga in Piemonte di D’Errico, arrestato dai carabinieri nei pressi dell’abitazione del padre, vicino Torino.

EPolis su ChiaraLalli.com

giovedì 6 luglio 2006

È possibile difendersi dalla folle gelosia? Un ragazzo e una ragazza come tanti altri, Fabio D’Errico e Stella Palermo. Si incontrano, si innamorano e vanno a vivere insieme.

Ogni tanto litigano, come tanti altri; lui magari è un po’ geloso, lei ama stare al telefono con gli amici. Capita a tutti di bisticciare; di discutere e di fare pace. Lei è impiegata in uno studio di consulenza vicino a Savona, abbastanza conosciuto in zona; lui è contitolare di una piccola azienda che ripara computer. Vivono insieme per cinque anni. Poi Stella e Fabio si lasciano; forse per un po’, forse per sempre. Capita a tanti di separarsi; alcuni poi tornano insieme.

Ma l’esistenza apparentemente “normale” di Stella e Fabio viene lacerata all’improvviso qualche notte fa: Fabio aggredisce Stella alla gola con un taglierino. La ragazza muore dissanguata in pochi minuti; lui scappa e vaga per qualche ora prima di essere arrestato nei pressi della casa paterna, a Torino. L’accusa è di omicidio pluriaggravato.

Che cosa è successo tra i primi innocui litigi e l’uccisione di Stella? Che cosa ha trasformato una separazione, probabilmente voluta soltanto dalla donna e vissuta da Fabio come una intollerabile offesa, in un ennesimo dramma della gelosia?

È difficile non domandarsi se questa morte potesse essere evitata, se lungo il percorso che ha deformato l’amore originario in brutale violenza fossero disseminati indizi sufficientemente visibili.

Sembra che Fabio fosse diventato sempre più geloso; un po’ troppo geloso, al punto da avere già aggredito più volte Stella. E sembra anche che parenti e amici lo avessero diffidato dall’avvicinarsi alla giovane donna. Un indizio trascurato? Oppure sottovalutato?

L’altra notte Fabio ha raggiunto Stella nella casa della madre di lei. Hanno parlato, hanno litigato; forse lui l’ha implorata di tornare insieme, forse lei l’ha rifiutato bruscamente. E poi Fabio l’ha colpita. E Stella è morta. Una morte imprevedibile? Oppure un destino ineluttabile?

La morte sgomenta, sempre. Ma a sgomentare ancor di più è il dubbio che una morte annunciata non sia stata impedita, che una donna sia morta per cecità, per “distrazione”. Era possibile difendere Stella? Era possibile difenderla dalla rabbia distruttiva di quello che per anni era stato il suo uomo?

Queste domande sono ancora più inquietanti se si considera il numero impressionante di aggressioni, spesso mortali, dovute alla gelosia, alle separazioni minacciate o consumate, ai sentimenti maschili di possesso calpestati perché rivolti verso donne che se ne vanno o che si ribellano. E che spesso si ritrovano indifese e sbalordite nei confronti di una esplosione di rabbia devastante. Non condanniamo queste morti all’idea di un fato immodificabile.

(E Polis, 6 luglio 2006)

Primo Canale

OMICIDIO LECA, D’ERRICO CONDANNATO A 14 ANNI

E’ stato condannato a 14 anni di reclusione Fabio D’Errico, il tecnico informatico 32enne di Venaria Reale, in provincia di Torino, che nel luglio dell’anno scorso ha ucciso l’ex fidanzata Stella Palermo, di 24 anni

Il pm Scolastico nella sua ultima requisitoria aveva chiesto che venissero accolte anche le aggravanti dovute al fatto che il D’Errico aveva rinchiuso la vittima in una stanza e per motivi abietti, in quanto la considerava di sua proprietà.

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