Paolo Sanna, 69 anni, operatore sanitario in pensione, padre. Ucciso a colpi di pistola dal vicino di casa (strage di Nuoro)
Nuoro, 25 Settembre 2024
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Paolo Sanna è morto per “caso”. La strage di Nuoro ha un ulteriore risvolto che mette i bridivi: il vicino di casa è morto per una tragica fatalità, a causa del temporale nell’appartamento di via Ichnusa in cui viveva con la moglie era saltata la luce. È uscito per risolvere il problema e risalendo in casa nel pianerottolo si è imbattuto suo malgrado in Roberto Gleboni.
«L’ultima risata ce la siamo fatta martedì in sede, poco prima del termine delle prove e mettendo a posto le parti del Beatus vir K 597 di Vivaldi:” No, preferisco cercare le mie a casa altrimenti Giovedì le stampiamo qui». Oggi è giovedì Paolo e tu non ci sei più perché il destino, quello più assurdo, terribile e sconosciuto che ti è stato riservato, ti ha bruscamente strappato alla vita, alle tue splendide, amate donne, al tuo gatto, ai tuoi acquerelli, alle tue tante passioni, al tuo coro». E’ questo il ricordo che il Complesso vocale di Nuoro fa sui social a uno dei suoi componenti, Paolo Sanna, il 69enne ucciso sul pianerottolo da Roberto Gleboni, dopo avere quasi sterminato la sua famiglia, ieri mattina, lasciando in vita solo l’anziana madre e il figlio 14enne, prima di suicidarsi.
«Siamo andati in sede anche ieri, Paolo carissimo. Non abbiamo cantato, ma siamo stati insieme, ci siamo abbracciati, abbiamo pianto, siamo rimasti in silenzio; non sapevamo cosa fare – si legge nel post su Fb – Ci sembrava di essere stai catapultati sul set di un film di Quentin Tarantino ma, invece no, è tutto vero e tu non ci sei più. La tua sedia rimarrà vuota, i nostri cuori ammaccati e gonfi di un inguaribile, prepotente dolore perché non comprendiamo il perché di questa brutale violenza gratuita che si è abbattuta anche su di te, sulla tua persona buona, gentile, elegante e raffinata come la tua voce, i tuoi disegni, il tuo modo di essere, la tua ironia, il tuo sorriso».
Il pensiero dei coristi va poi alla «tua compagna di vita Valentina, alla tua amata sorella Anna, alle splendide Silvia e Rossella, le figlie che hanno ereditato da te e Valentina la grazia, l’eleganza e la bontà di cui siete ricchi. Non ti dimenticheremo mai, Paolo. Come potremmo? I nostri cuori e le nostre orecchie ti sentiranno sempre cantare o raccontarci qualcosa che ci farà ridere, anche se lo farai da altri luoghi lontani e puri dove ci rincontreremo tutti e tu, insieme ad Angelo, ci accoglierai quando il destino vorrà. Il tuo coro ti amerà per sempre».
Paolo Sanna era il vicino di casa di Roberto Gleboni ed è rimasto travolto dalla furia omicida. Lavorava alla Asl di Nuoro, era da poco andato in pensione e lo conosceva il primario di Rianimazione che si è dovuto occupare delle sue ultime ore di vita e dell’espianto degli organi. L’azienda sanitaria ha ringraziato formalmente i parenti della vittima per il via libera alla donazione. «Conoscevo Paolo – commenta il primario di Rianimazione, Peppino Paffi – e non è stato facile, da un punto di vista emotivo, mantenere la lucidità e la freddezza necessarie ad accompagnarlo in questo suo ultimo slancio di grande generosità. Per questo voglio ringraziare gli operatori sanitari dell’ospedale che hanno lavorato senza sosta, in queste ore drammatiche, la coordinatrice locale aziendale dei trapianti, dottoressa Pietrina Ticca, e la squadra di psicologi aziendali che hanno supportato pazienti, familiari, e noi operatori».
Strage di Nuoro, parla il vicino di Roberto Gleboni: il dettaglio sulla morte di Paolo Sanna e sul killer (Virigilio Notizie – 26 settembre 2026)
Un vicino di Roberto Gleboni racconta nuovi dettagli sulla morte di Paolo Sanna nella strage di Nuoro: “Lo ha rincorso per le scale”
Arriva da un vicino di Roberto Gleboni, un nuovo dettaglio sulla strage di Nuoro. La dinamica della mattanza compiuta dall’operaio 52enne la mattina di mercoledì 25 settembre si fa sempre più chiara. A fornire nuovi dettagli è un uomo, residente in una palazzina di via Ichnusa vicina all’abitazione dei Gleboni, che conosceva sia la famiglia decimata sia Paolo Sanna, il vicino raggiunto e ucciso dalla furia del 52enne. Ascoltato dall’inviata Ilaria dalle Palle di Pomeriggio Cinque, l’uomo riferisce che conosceva soprattutto Sanna, e di aver fatto visita ai famigliari – la moglie e le figlie arrivate da Milano – nelle ore successive al fatto di sangue.
Paolo Sanna abitava al terzo piano, e dopo aver sentito gli spari è sceso dabbasso per capire cosa stesse succedendo. In quel momento gli si sarebbe parato davanti Roberto Gleboni, armato. Il vicino intervistato riferisce che il corpo di Sanna è stato rinvenuto pochi gradini prima del pianerottolo del secondo piano. Ciò lascia intendere che Gleboni potrebbe averlo rincorso per le scale mentre il 69enne cercava di mettersi in salvo.
A proposito di Gleboni, l’intervistato specifica che il loro non era un vero e proprio rapporto di amicizia, piuttosto la loro frequentazione si limitava a poche chiacchere quando si incontravano per puro caso di fronte alle rispettive abitazioni. Il vicino lo ricorda come una persona tranquilla, che addirittura in un’occasione si sarebbe offerto di prestargli l’automobile a seguito del tentato furto del suo fuoristrada. A proposito delle indiscrezioni su probabili tensioni interne, il vicino risponde di non esserne al corrente, ma di essere a conoscenza di alcuni diverbi intercorsi tra Gleboni e Sanna per fatti, tuttavia, non rilevanti. (di Luca Mastinu)


