Loading

Gabriele Reggimenti, 65 anni, operaio in pensione, padre. Uccide la moglie con una bastonata in testa e si impicca

Roccafluvione (Ascoli Piceno), 22 Gennaio 2009


Titoli & Articoli

Omicidio- suicidio, due anziani coniugi morti nelle Marche (Newsfood – 22 gennaio 2009)
Una mattina come tutte le altre per Marco Reggimenti, giovane di 24 anni che viveva con la famiglia, a Roccafluvione, in provincia di Ascoli Piceno. Si era alzato presto ed era andato in bagno. Lì ha fatto la scoperta agghiacciante. Ha trovato il padre, Gabriele, impiccato. Si è precipitato in camera da letto per avvertire la madre Gerda Jeep. Ed ecco un nuovo orrore. La donna era riversa sul pavimento uccisa da un colpo alla testa, sul collo forse i segni di un tentativo di strangolamento.
Secondo i carabinieri si tratterebbe di un omicidio-suicidio. Gabriele Reggimenti, ex operaio di sessantacinque anni, avrebbe colpito a morte la moglie sessantenne con un corpo contundente e poi si sarebbe impiccato in bagno.
La donna, di origine tedesca, era gravemente diabetica e usciva raramente di casa, i soldi che riceveva dallo Stato e la pensione del marito forse non erano sufficienti per arrivare a fine mese. Gabriele Reggimenti si lamentava spesso delle difficoltà economiche. Probabilmente sarebbe stato originato da questo il raptus che ha spinto l’uomo ad uccidere e suicidarsi.

 

Il peso della depressione sui coniugi Gabriele e Gerda (il Resto del Carlino – 24 gennaio 2009)
Solo nella tarda serata di ieri, i medici legali Claudio Cacaci, Dora Mirtella e Rino Froldi hanno terminato l’esame autoptico sui corpi di Gabriele Reggimenti, 65 anni, e della moglie Gerda Jepp, di 60 anni. I due sono stati ritrovati morti nella mattina di giovedì nella loro abitazione in via Montale a Roccafluvione dal figlio ventiquattrenne Marco: il padre impiccato in bagno con un filo elettrico attorno al collo e la madre nel letto, uccisa con un colpo alla testa.
I risultati dell’autopsia saranno resi noti solo oggi, dopo che il sostituto procuratore Carmine Pirozzoli li avrà valutati, e consentiranno di chiarire l’ora del decesso dei coniugi Reggimenti e le cause della loro morte, così da fugare ogni possibile dubbio.
La prima ipotesi considerata dagli inquirenti, quella dell’omicidio-suicidio, è stata comunque avvalorata dall’esame autoptico e oggi il magistrato potrà dare l’autorizzazione per restituire le salme ai famigliari per consentire così lo svolgimento dei funerali che, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbero svolgersi a Fano a Corno, frazione di Isola Gran Sasso, paese natale di Gabriele Reggimenti. Intanto, sono emersi nuovi particolari riguardo al movente che ha spinto Reggimenti a compiere il drammatico gesto: gli investigatori hanno infatti scoperto che lo stato depressivo manifestato dall’uomo era condiviso anche dalla moglie, malata da tempo di diabete. La sofferenza fisica e la crescente paura di non riuscire più a far fronte ai bisogni economici della famiglia sarebbero state le scintille che hanno fatto scoppiare nella mente di Reggimenti la follia omicida. Tuttavia, dalle indagini, è emerso anche come la famiglia non versasse in alcun problema economico.

 

L’ultimo saluto nel paese natìo Svolti i funerali dei Reggimenti (il Resto del Carlino – 26 gennaio 2009)
Nella tarda mattinata di ieri, a Forca di Valle ad Isola del Gran Sasso in provincia di Teramo, si sono svolti i funerali di Gabriele Reggimenti e Gerda Iepp, i coniugi trovati morti dal figlio Marco giovedì mattina in un appartamento di Roccafluvione. I funerali si sono svolti nella parrocchiale di Santa Giusta.
Dopo l’autopsia, che ha avvalorato l’ipotesi di un omicidio-suicidio compiuto da Reggimenti, il pm Carmine Pirozzoli ha restituito le salme alla famiglia e autorizzato la sepoltura. Ieri mattina due carri funebri hanno lasciato l’obitorio dell’ospedale Mazzoni per raggiungere il piccolo paese di Forca di Valle Fano a Corno di 200 anime sotto le pendici del Gran Sasso, dove il Reggimenti era originario. e spesso tornava con la moglie, per salutare i parenti e gli amici. La tragedia si era consumata nella giornata di mercoledì, probabilmente intorno all’ora di pranzo.
Al culmine di una crisi depressiva Reggimenti, 65 anni operaio in pensione, ha ucciso la moglie Gerda, 60 anni, conosciuta in Germania trenta anni fa, colpendola alla testa con un ciocco di legno e poi si è suicidato, impiccandosi con un cavo elettrico ai tubi dello scaldabagno. Soltanto la mattina dopo il figlio Marco, tornato a casa a tarda notte, si è accorto della tragedia avvenuta in casa. Ieri ai funerali oltre ai familiari della coppia, c’era molta gente del paese,e di Roccafluvione, dove si è consumata la tragedia, per dare loro l’ultimo saluto.
Reggimenti quando tornava nel suo paese d’origine trovava un po’ di serenità. Si lasciava alle spalle i problemi legati alla quotidianità. Quello stress che ormai per lui stava diventando sempre più insopportabile anche per i problemi di salute della moglie, sempre più gravi, che devono averlo spinto a compiere il folle gesto. Nella piccola frazione di Isola del Gran Sasso da qualche tempo i coniugi stavano aggiustando la casa paterna. Gli amici e parenti ricordano Gabriele Reggimenti e Gerda Jepp come una coppia modello. Nessuno riesce ancora a credere che Gabriele, 65 anni, abbia potuto prima uccidere la moglie. Tutti ricordano la coppia che spesso si recava nel paese ed in particolare a Gerda dove piaceva loro stare tra la gente. La notizia della tragica morte è stata comunicata anche alla mamma di Gabriele, che vive a Roma con una figlia e che il 14 febbraio compirà 101 anni.


Link