Francesco Grieco, 53 anni, guardia giurata. Strangola la moglie ed uccide la suocera con un colpo in testa. Condannato con rito abbreviato a 20 anni, confermati in Appello
Gorchetto di Bomporto (Modena), 18 Maggio 2015
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E’ il marito e il genero delle vittime
Dopo un interrogatorio durato diverse ore, Francesco Grieco, guardia giurata di 53 anni, è crollato: è stato lui a uccidere la moglie di 52, Francesca Marchi, e la suocera Irene Tabarroni, 92 anni, nella villetta dove tutti abitavano a Gorghetto di Bomporto, nel Modenese. L’uomo avrebbe detto ai carabinieri e al magistrato di aver agito in preda a un raptus, in un periodo difficile segnato anche da difficoltà lavorative.

Duplice omicidio nel modenese, uccide la moglie e la suocera e confessa dopo un lungo interrogatorio A dare l’allarme, ieri mattina, era stato lui stesso: ha chiamato i carabinieri dicendo di essersi alzato e di averle trovate senza vita (Rai News – 19 maggio 2015)
E’crollato dopo lunghe ore di interrogatorio, quando era già chiaro che ad uccidere Irene Tabarroni, pensionata di 92 anni, e Francesca Marchi, 52enne insegnante in una scuola elementare di Carpi, non poteva che essere stata una persona a loro molto vicina. E’ stato Francesco Grieco, 53 anni, marito di Francesca ad uccidere le due donne con le quali viveva in una villetta di campagna di via Padella a Gorghetto di Bomporto, nel Modenese.
A dare l’allarme, ieri mattina, era stato lui stesso: ha chiamato i carabinieri dicendo di essersi alzato e di averle trovate senza vita. Entrambe erano nel proprio letto, a poche stanze l’una dall’altra. La madre colpita da un oggetto appuntito che le ha sfondato il cranio. La figlia, con ogni probabilità, strangolata. Ma non c’erano segni di effrazione agli ingressi della casa, e anche tutti i locali erano risultati in ordine. Non reggeva, insomma, l’ipotesi di una rapina degenerata e i sospetti si sono presto addensati sul 53enne, ex guardia giurata e poi anche custode di una struttura alberghiera negli ultimi anni.
Risulta che però il lavoro fosse diventato un problema per l’uomo ultimamente, secondo quanto riferisce il suo legale. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Modena Claudia Ferretti, ha subito evidenziato le anomalie di una scena del delitto. Per lunghe ore gli inquirenti hanno anche cercato l’arma utilizzata dall’assassino dentro la casa e nei dintorni, senza riscontri. Dai locali della villetta erano stati sequestrati oggetti, e forse andrà cercato tra questi il corpo contundente utilizzato per ammazzare la pensionata colpendola in testa.
I vicini interpellati dopo il terribile fatto di sangue hanno subito ricordato le tensioni di cui viveva la famiglia di Grieco, con litigi all’ordine del giorno che però non erano mai sfociati in qualcosa di realmente preoccupante. Ai carabinieri e al magistrato, il 53enne avrebbe detto di aver agito d’impulso, volendo anche uccidersi dopo essersi reso conto di aver posto fine alla vita della moglie e della suocera. Ma di non aver avuto il coraggio di farlo.
Bomporto: omicidio Gorghetto, Grieco condannato a vent’anni (Gazzetta di Modena – 24 ottobre 2016)
Il 53enne è stato ritenuto colpevole di aver ucciso la moglie e la suocera nel maggio del 2015
Francesco Grieco, 53 anni, dovrà scontare vent’anni di carcere per il duplice omicidio della moglie Francesca Marchi (soffocata) e della suocera Irene Tabarroni (uccisa a martellate), delitto avvenuto nel maggio del 2015 nella loro casa di Gorghetto.
Al termine del processo abbreviato (e quindi con sconto di un terzo della pena) il giudice, il Gup Eleonora De Marco, ha accolto la richiesta del Pm Claudia Ferretti. Il difensore Guido Sola, aveva sottolineato la parziale incapacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio comprovata da una consulenza di parte. Per questo motivo ha annunciato che, una volta lette le motivazioni della condanna, ricorrerà in appello.
Francesco Grieco, che uccise moglie e suocera: «Tra noi andava tutto bene» (GQ – 17 maggio 2017)
Due anni fa Francesco Grieco soffocò la moglie Francesca e prese a martellate la suocera Irene Tabarroni, 93 anni. Ad ottobre è stato condannato a vent’anni
I cadaveri di due donne vengono trovati nella loro casa di Gorghetto di Bomporto, Modena, il 18 maggio 2015. E che non sia naturale la morte di Irene Tabarroni, 93 anni, e di sua figlia Francesca, insegnante in una scuola elementare di Carpi, 52, è cosa da subito evidente: Irene è sul letto. Qualcuno l’ha colpita con un corpo contundente, che le ha sfondato il cranio. Anche Francesca è sul suo letto, ma è stata strangolata. A dare l’allarme al 112 è il marito di quest’ultima, Francesco Grieco. Dice di non essersi accorto di nulla. E che quando si è svegliato, intorno alle 7.30 del mattino, ha trovato le due donne senza vita.
Uno strano raccontoIl pm Claudia Ferretti apre un fascicolo per omicidio. Ma qualcosa non torna: la casa dei Grieco è una villetta in campagna. Ma porte e finestre non presentano segni di effrazione. Neppure gli ambienti di casa sono in disordine: cassetti, armadi, tutto pare a posto. Chi può essere entrato per compiere quel massacro? E come ha fatto? E, soprattutto, come ha fatto il marito a non accorgersi di nulla? L’arma del delitto non si trova. Francesco viene interrogato per diverse ore. Vengono frattanto ascoltati i vicini di casa: si cerca in qualche maniera un movente che possa aver generato il duplice omicidio. Anche perché di sicuro, viste le premesse, non si è trattato di una rapina finita male. Siamo a quindici chilometri a nord di Modena e l’unica violenza che qui si conosce è quella della natura, quando l’alluvione del Secchia, gennaio 2014, aveva devastato la zona. Certo, si è verificato qualche furto, ma mai una cosa del genere. I commenti della gente sono tutti più o meno simili: «Non ci credo ancora».
La confessione L’indagine sembra dover andare in una sola direzione: impossibile che qualcuno sia arrivato da fuori. Impossibile che il marito non si sia accorto di nulla. Ci vuole tempo. Il racconto dell’uomo viene fatto ricominciare: le cose non tornano. Francesco, 53 anni, ex guardia giurata, negli ultimi anni ha fatto il custode di una struttura alberghiera. Pare che lavorativamente le cose non stessero andando bene. E i vicini ricordano le tensioni all’ordine del giorno in cui viveva la famiglia. E Francesco, messo sotto torchio, confessa: «Sì, sono stato io». Dice che si è trattato di un raptus e che si sarebbe voluto anche suicidare, ma non ne ha avuto il coraggio: «Ho ucciso l’amore della mia vita, il nostro matrimonio andava bene». Così avrebbe spiegato agli inquirenti secondo le prime ricostruzioni che appaiono sui quotidiani. E allora perché? La dinamica che emerge è terribile: avrebbe infatti ucciso la moglie al sabato pomeriggio, soffocandola con un asciugamano. La suocera, costretta a letto, continuava a chiedere dalla sua stanza dove fosse la figlia e il motivo per il quale non andasse da lei come sempre accadeva. Così, la mattina successiva, Francesco, non sapendo forse come giustificarne ancora l’assenza, ha deciso di compiere il secondo delitto: e ha colpito la suocera con un martello alla testa. Per ben cinque volte. Ma il motivo per cui l’ha fatto non riesce a spiegarselo. O almeno è quanto racconta. Ricorda come abbia tentato di rianimare Francesca, dopo averla soffocata, praticandole invano la respirazione bocca a bocca. Un dettaglio che sembra confermato dal referto autoptico, che riscontra tracce del suo dna sulle labbra della donna.
Agli inizi di maggio 2016, a quasi un anno dagli eventi, viene fissata l’udienza per il processo con rito abbreviato, strada scelta dalla difesa per beneficiare dello sconto di un terzo della pena: a ottobre l’uomo viene condannato a vent’anni dal gup Eleonora De Marco. La difesa, che puntava su una perizia che ne sosteneva la parziale incapacità di intendere e di volere, ha annunciato ricorso in appello. (di Edoardo Montolli)
Uccise moglie e suocera,conferma 20 anni (Ansa – 25 maggio 2017)
Sentenza Corte d’Appello su duplice omicidio nel Modenese
La corte d’Appello di Bologna ha confermato la condanna a 20 anni di carcere (giunta in abbreviato), con concessione delle attenuanti generiche, nei confronti di Francesco Grieco, il 54enne di Gorghetto (a Bomporto in provincia di Modena) che, nel maggio del 2015, ha soffocato la moglie e ammazzato a martellate la suocera.
L’uomo aveva strangolato e soffocato con un asciugamano la moglie 52enne Francesca Marchi, insegnante di scuola materna a Carpi, per poi uccidere a martellate la suocera ultranovantenne, Rita Tabarroni: questo secondo delitto avvenne a dodici ore di distanza dal primo, perché l’anziana, ferma a letto, continuava a chiedere che fine avesse fatto la figlia. Grieco era rimasto ore e ore nella casa di Bomporto davanti al cadavere della moglie, che aveva anche tentato di rianimare, prima di decidere di liberarsi anche della suocera. L’avvocato di Grieco, il modenese Guido Sola, resta in attesa delle motivazioni per decidere se portare il caso alla Corte di Cassazione.

