Valeria Mariani, 27 anni. Uccisa a colpi di pistola dall’ex fidanzato

Desio (Monza e Brianza), 29 agosto 2011
L’ha aspettata sotto casa la mattina presto, quando sapeva che lei sarebbe scesa per andare a lavorare. Ha parcheggiato la sua macchina affianco a quella della ragazza e ha atteso che arrivasse. Quando lei è arrivata ha tirato fuori una pistola e le ha sparato.

 

 

 

Giovanni Avogadro, 31 anni, elettricista o idraulico. Non aveva il porto d’armi, era un bravo ragazzo, normalissimo, intelligente, riservato, molto sportivo, amava gli animali. Dopo aver ucciso l’ex fidanzata si è suicidato

 

 

 

 

 Titoli & Articoli

Angeli persi
… I carabinieri stanno cercando ora di capire come l’omicida possa essere venuto in possesso dell’arma, visto che l’uomo non aveva alcun porto d’armi. – SI ERANO LASCIATI UN MESE FA  – Sono almeno sei i colpi sparati dal 31enne che stamane a Desio, in provincia di Monza e Brianza, ha atteso l’ex fidanzata sotto casa, in via Padre Kolbe, e l’ha uccisa, prima di rivolgere l’arma contro se stesso.
Un omicidio-suicidio legato, probabilmente, all’incapacità del ragazzo di rassegnarsi alla fine della storia d’amore con la 28enne. Un rapporto interrotto circa un mese fa, secondo quanto ricostruito dai carabinieri.
Il 31enne, che vive in provincia di Como, stamane ha atteso che l’ex fidanzata uscisse di casa, poi si è avvicinato e ha fatto fuoco. Il giovane non ha lasciato nessun biglietto per spiegare il gesto. I carabinieri sono al lavoro per i rilievi del caso, mentre resta da capire come il 31enne si sia procurato l’arma. Giovanni Avogadro, idraulico, ha sparato più volte non lasciando scampo all’ex fidanzata Valeria Mariani, che si è accasciata sull’asfalto tra via Padre Kolbe e via Monviso, pochi minuti dopo le 8. Inutili i tentativi di soccorso: la 28enne è deceduta sul colpo. Morte immediata anche per il 31enne. Sotto shock i genitori delle due vittime.

 

Il Giorno
Tragedia di Desio, il papà l’ha vista morire: “Valeria, ti prego resisti”  – Ha assistito impietrito dal dolore ai soccorsi disperati. I corpi dei due giovani a terra uno a fianco all’altro in un lago di sangue … ha aspettato che la sua ex fidanzata, la ventisettenne Valeria Mariani, uscisse di casa per andare al lavoro. Al parcheggio … le ha sparato poi si è puntato la pistola alla tempia mettendo fine anche alla sua giovane vita. Perché? Perché la loro storia d’amore era finita, per lei almeno. Giovanni non ha saputo rassegnarsi.
… ha guardato il corpo dell’ex fidanzato della sua secondogenita e ha detto con la voce rotta dal pianto: «Era un bravo ragazzo. Come è potuto accadere?». L’uomo era sotto choc quando è arrivata l’ambulanza della Croce Rossa di Desio, i paramedici hanno fatto di tutto per Valeria. Le sue condizioni erano comunque apparse immediatamente disperate.  Il corpo aveva diversi fori nella parte addominale. Per oltre 30 minuti, hanno fatto di tutto: massaggio cardiaco, iniezioni. Ma il destino di Valeria lo ha scritto il 31enne residente a Ramponio Verna, nel comasco, idraulico in Svizzera. Un atto premeditato: l’omicida avrebbe preso la pistola in Svizzera. Poi, conoscendo le abitudini di Valeria, ha parcheggiato la sua Kia vicino al garage dove ogni mattina la giovane andava a prendere l’auto per recarsi a lavoro. Quindi l’ha salutata scendendo dall’auto e a bruciapelo le ha sparato. Dopo un paio di secondi di silenzio si è puntato l’arma alla tempia e con un colpo secco ha messo fine anche alla sua vita.
Non accettava che Valeria un mese prima avesse chiuso la loro storia d’amore, durata circa 2 anni e mezzo. Probabilmente ha sperato nelle ultime settimane, che lei tornasse sui suoi passi, e quando ha capito che la donna che amava non sarebbe stata più sua ha deciso di mettere in atto il crimine disperato. Le due famiglie sono sotto choc. Il padre è rimasto sino alla fine vicino alla figlia morente e ha sperato sino all’ultimo che accadesse un miracolo. Mentre i soccorritori tentavano l’impossibile per la giovane Valeria, mamma Anna non vedendo il marito è corsa anche lei fuori casa, angosciata e allarmata …
di Sonia Ronconi

Il Giorno
Ramponio Verna, una comunità sconvolta: “Giovanni era un bravo ragazzo”
A Desio giovane lariano ha ucciso l’ex fidanzata e poi si è tolto la vita. Incredulità del sindaco e di tutto il paese: la famiglia Avogadro è stimata da tutti
Man mano che la notizia si è sparsa, ha suscitato grande impressione tra la popolazione di Ramponio Verna la tragedia di Desio dove Giovanni Avogadro, 31 enne idraulico, lavoratore frontaliero, ha ucciso la ex-fidanzata Valeria Mariani per poi spararsi alla testa. Non si parlava d’altro, ieri, nel piccolo paese, poco meno di 400 anime, dell’alta Val d’Intelvi, non molto distante dai sentieri che portano al Monte Generoso.
Un centro ancora molto
popolato grazie alla presenza di possessori di seconde case. «Conoscevo bene Giovanni – sottolinea ancora incredula il sindaco di Ramponio Verna Donata Volpi – così come conosco bene la sua famiglia. Conoscevo molto bene anche Valeria perché li vedevo spesso passeggiare per le vie del paese con il cane. Erano circa due anni e mezzo che avevano questo legame sentimentale e si frequentavano molto spesso. La notizia ci ha lasciati letteralmente basiti ed esterrefatti. Era una famiglia serissima, molto stimata in paese, tutti grandi lavoratori. I genitori si sono sempre impegnati nel lavoro in funzione del futuro di Giovanni al quale non mancava nulla».
Una persona «davvero intelligente, riservato, molto sportivo», Giovanni. «Non riesco a capacitarmi di cosa possa essere successo, cosa gli sia passato per la testa. Nessuno si sarebbe mai immaginato una cosa del genere. Sono andata subito a visitare la famiglia, ma era già partita per Desio dove è stata convocata dalle forze dell’ordine. Sono però riuscita a scambiare alcune parole al telefono con la mamma di Giovanni, pochi secondi di colloquio. Era letteralmente distrutta e sinceramente non ho avuto il coraggio di andare avanti a parlare. Sono cose che, quando succedono, nessuno vorrebbe crederci». 
… «Una notizia pessima – ha detto – alla quale, conoscendo Giovanni e la sua famiglia, stentavo a credere. Pensavo a un errore di persona. Giovanni era un ragazzo normalissimo, non riesco a capire come abbia potuto fare un gesto del genere. Nulla lasciava presagire una simile tragedia. Difficile anche andare a ricercare le motivazioni per un episodio così: è, a mio parere, il segnale di un disagio sociale sempre più diffuso, soprattutto tra i giovani, e di questo noi amministratori dobbiamo tenerne conto. Occorrono interventi, iniziative ad hoc, proprio per cercare di limitare questo fenomeno che, ultimamente, sta assumendo proporzioni sempre più inquietanti. Infatti il caso di Giovanni e Valeria è l’ultimo di una lunga serie».
di Maurizio Magnoni

 

 

 

Parole chiave