Teresa Lanfranconi, 16 anni, studentessa. Accoltellata mentre faceva jogging

teresa lanfranconiMariano Comense (Como), 17 giugno 2003
Pensavano ad un malore, gli uomini che l’hanno soccorsa, invece Teresa, appena 16 anni, era stata aggredita da Giovanni, pochi anni di più, che l’ha accoltellata senza un perché

 

 

 

gambino_giovanniGiovanni Gambino, 19 anni e un precedente per aggressione sessuale. Rintracciato a Gardaland, condannato a 18 anni e 4 mesi di carcere è già fuori

 

 

 

 

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Repubblica
La ragazza è stata aggredita mentre stava facendo jogging – E’ stata trovata agonizzante da alcuni passanti
L’hanno colpita selvaggiamente e poi sono fuggiti lasciandola agonizzante, appoggiata a un muretto di un capannone. Così Teresa Lanfranconi, 17 anni non ancora compiuti, è stata notata alle 18,30, da lontano, da un operaio di un’azienda artigiana di Mariano Comense e da un pensionato.
I primi due soccorritori pensavano che fosse stata colta da un malore. Si sono avvicinati e si sono resi conto che era coperta di sangue al collo e al petto. La ragazzina è caduta a terra priva di sensi davanti a loro. Invano hanno cercato di rianimarla. Quando è arrivato l’elicottero del 118, era già morta. Avrebbe compiuto 17 anni il 4 luglio.
E’ stata aggredita in via dei Vivai, una strada sterrata ciclo-pedonale che collega la zona delle scuole con la stazione delle Ferrovie Nord. Una strada che corre lontano dalle abitazioni, in mezzo a capannoni e vivai, e che di giorno è percorsa da centinaia di studenti. Diventa deserta la sera.
L’aggressore o gli aggressori l’hanno sorpresa a metà strada, forse l’aspettavano, forse la conoscevano. I colpi mortali sono stati due, all’addome e alla gola. Potrebbe esserci stato prima un tentativo di violenza sessuale: non indossava i pantaloncini da jogging con cui era uscita di casa. Un testimone ha riferito di aver visto uno scooter allontanarsi, ma non è certo il collegamento con l’omicidio.
I carabinieri hanno controllato nella vicina stazione ferroviaria i viaggiatori in partenza, e hanno fatto altri controlli in varie zone della cittadina brianzola. Finora senza esito. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Como, Mariano Fadda, e sono condotte dai carabinieri di Como e di Cantù.
Teresa Lanfranconi era originaria di Milano e viveva con gli zii e una sorella a Mariano Comense. Lì ha studiato: dopo le medie, frequentava il corso di lingue all’istituto tecnico Jean Monnet. Una bella e brava ragazza, ricordano in paese dove stasera in segno di lutto è stato sospeso il consiglio comunale e sono state annullate tutte le manifestazioni estive in programma.

Rai News 24
Giovane uccisa. Fermato un ventenne, avrebbe agito per motivi passionali
E’ un ragazzo di 20 anni, descritto da tutti come taciturno e con la passione dei videogiochi, il giovane fermato per l’assassinio di Teresa Lanfranconi. Si chiama Giovanni Gambino, ed è formalmente sotto accusa. Il ragazzo avrebbe confessato di aver ucciso per motivi passionali.
Il ragazzo vive in una palazzina di due piani in via Ortelli alla periferia di Anzano del Parco, un paese poco sotto il laghetto di Alserio, tra Erba e Mariano. Una famiglia dignitosissima: i suoi genitori sono di origini siciliane, il padre e il fratello maggiore, di 22 anni, lavorano come piastrellisti. La madre è una casalinga, con un’altra figlia, una bambina di appena 4 anni.
“Abbiamo motivi molto fondati di ritenere di aver fermato colui che ha commesso l’omicidio di teresa Lanfranconi”, ha detto il procuratore della Repubblica di Como, Alessandro Lodolini, uscendo dalla caserma dei carabinieri di Mariano Comense, dove è stato portato il giovane sospettato del delitto.   Sottoposto a un lungo interrogatorio il giovane fermato a Gardaland nelle indagini per l’assassinio di Teresa Lanfranconi, ha fatto alcune ammissioni. Il ragazzo avrebbe un precedente specifico per un aggressione a sfondo sessuale.
Alla individuazione del presunto responsabile dell’omicidio i carabinieri sarebbero arrivati dopo la denuncia di sparizione del ragazzo presentata dai suoi genitori. Secondo quanto si è appreso, infatti, il giorno dopo l’omicidio i genitori del giovane che abita a Anzano del Parco, tra Erba e Mariano, si sarebbero presentati nella caserma di Mariano Comense per raccontare che il figlio non era rientrato a casa dalla sera prima.
L’intuizione di un carabiniere ha fatto collegare la sparizione del giovane all’omicidio di Teresa Lanfranconi, e così si è arrivati all’individuazione del responsabile.

La Provincia di Como
Mariano, lì fu uccisa Teresa ma la via non le sarà dedicata
Fra poche settimane lo stradario marianese avrà in dotazione una nuova via che sarà intitolata all’ex sindaco Giovanni Songia. La strada in questione, attualmente senza nome e che in futuro verrà inserita nelle cartine topografiche è quella che collega, dalla rotatoria al bivio di via XX settembre, il piazzale Diaz (stazione Ferrovie Nord) e via dei Vivai per raggiungere il parco pubblico inaugurato l’anno scorso e l’adiacente plesso di scuola media Dante Alighieri. L’arteria costruita da parecchi mesi – e ormai soggetta a notevole traffico viabilistico – quando era ancora un semplice sentiero sterrato a fianco della recinzione ferroviaria e cosparso di erbacce (sul lato opposto c’erano i resti dell’ex azienda tessile Isis) ha vissuto purtroppo un episodio di cronaca nera. Va ricordato, infatti, che in quel tratto, il 18 giugno 2003, fu uccisa la studentessa marianese Teresa Lanfranconi, che frequentava l’Istituto superiore Jean Monnet. Mentre tornava a casa, lungo il vialetto la ragazza venne colpita mortalmente con un coltello da Giovanni Gambino. Dopo quel terribile fatto a distanza di anni tanti gli amici di Teresa hanno pensato e auspicato che la nuova strada venisse dedicata alla giovane studentessa. Ma così non è stato.
A tal riguardo, ecco la spiegazione del vice-sindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Roberto Dello Iacono: “Secondo le norme notarili devono decorrere almeno 10 anni dalla scomparsa di una persona al fine di intitolare a suo nome una via pubblica. La scelta della Giunta è andata a favore di Giovanni Songia”.
L’ex sindaco Songia è deceduto, dopo sofferenze dovute a un male incurabile, il 16 luglio 1996. La sua attività professionale di architetto lo ha portato a progettare sul territorio marianese tante opere, mentre la sua carriera è stata densa di incarichi istituzionali: dapprima assessore e poi sindaco dal dicembre 1964 al luglio 1970; nel decennio 1975-1985 è stato presidente dell’Ussl n. 13. Giovanni Songia, nato a Mariano il 1° ottobre 1929, è stato insignito della civica benemerenza alla memoria il 26 dicembre 2007.

 

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