Rosetta Trovato, 38 anni, collaboratrice domestica, mamma. Strangolata dal marito

Scicli (Ragusa), 14 gennaio 2012
Rosetta lavora tutto il giorno, lo fa soprattutto per sua figlia Katia, 15 anni, per mandarla a scuola: Rosetta non ha potuto studiare ed è orgogliosa che la ragazza frequenti le superiori. Poi c’è Massimo, quel marito che ha sposato, il padre di Katia, che non ha voglia di fare niente, passa tutto il giorno su facebook dove non fa mistero neppure di altre relazioni. Rosetta ci tiene alla famiglia, pensa che anche quello è un sacrificio che deve fare per Katia.
E così c’è anche Katia quando Massimo, un giorno come un altro, ricomincia ad insultare Rosetta, a chiederle altri soldi, a menarla, più forte sempre più forte. È un giorno come un altro, una discussione come tante, e lui la strangola.
La storia di Rosetta Trovato è sul libro di Riccardo Iacona “Se questi sono gli uomini”

 

 

 

 

Massimo La Terra, 41 anni, disoccupato. Aveva già tentato di uccidere il padre, un uomo violento con la moglie e i figli che forse lui non avrebbe in cuor suo mai voluto imitare, ma …
Condannato a 20 anni

 

 

 Figli: 1, Katia, 15 anni

 

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Omicidio di Rosetta Trovato, i tormenti di Massimo La Terra su Facebook
L’ombra di un’altra donna
“18 anni, 3 mesi e 12 giorni di sofferenza: basta, chiudo la porta!”
E’ il 24 novembre del 2011 e Massimo La Terra, nel suo italiano precario, sfoga la propria rabbia di uomo infelice su Facebook. Non sa che meno di due mesi dopo per lui si spalancheranno le porte del carcere di Piano del Gesù a Modica Alta, dove è ristretto, da sabato sera, in stato di fermo perché sospettato dell’omicidio, per strangolamento, della moglie, Rosetta Trovato. 41 anni lui, 38 lei, una figlia di 15.
Quei diciotto anni di cui Massimo parla sul social network più amato sono forse quelli della loro unione?
I carabinieri e la Procura di Modica hanno acquisito anche i dati della bacheca Facebook per ricostruire il quadro probatorio che al momento ha un unico indiziato nell’omicidio della povera donna, trovata riversa nella sua abitazione, con segni evidenti sul collo, dai sanitari del 118 chiamati dai vicini di casa, dopo che il marito, sabato alle 14, aveva dato l’allarme: “Mia moglie non sta bene”.
L’indiziato è Massimo, reduce da tre anni di carcere per il tentato omicidio del papà Angelo, avvenuto nel novembre del 1999. Massimo, disoccupato, tanto disinvolto nel raccontare le proprie frustrazioni su Facebook da scrivere, la notte di Capodanno, un “ti amo” e di un appuntamento alle 0,20 con un’altra donna, che non è sua moglie, non è la Rosetta mamma di sua figlia.
Cosa è successo sabato mattina? I due avevano, ancora una volta, litigato? E’ vero che l’uomo costringeva continuamente la moglie a dargli i soldi, minacciandola di violenze? E’ vero che qualche giorno prima di Natale con una sberla Massimo avrebbe fatto saltare un dente alla povera Rosetta? E che negli ultimi giorni l’avrebbe costretta a dormire a terra? Cosa hanno visto e sentito i vicini di casa di via Simeto, alcuni dei quali, secondo indiscrezioni, avrebbero invitato la donna a denunciare?
Oggi il professor Francesco Coco eseguirà l’autopsia sul corpo della donna, mentre Massimo, interrogato in carcere, ha taciuto.
Su internet le testimonianze d’affetto per Rosetta: “Rosa, la mitica Rosa ben voluta da tutto il vicinato, sempre disponibile a dare una mano a chi ne avesse bisogno…Rosa stava seduta sempre sul gradino della porta d’ingresso, accanto al suo motore, ed è così che voglio ricordarla…Come si può pensare a un gesto così ingiusto nei confronti di una persona talmente buona…”.
E un ex compagno di classe delle elementari aggiunge: “Sono incredulo davanti a questo gesto criminale del quale è stata oggetto la povera Rosetta. Sono stato compagno di scuola alle elementari di Rosa, una bambina umile, brava, disponibile, una donna schiva, riservata. Ti ricorderemo sempre, piccola Rosetta”.
Rosa lavorava presso diverse famiglie sciclitane occupandosi di faccende domestiche, e manteneva così la figlia e il marito. Lo stesso che ora dovrà spiegare, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, cosa è successo sabato a mezzogiorno nella sua casa. Quella casa da cui voleva fuggire, tanto, da aver lanciato un appello, qualche giorno fa, ancora una volta su Facebook: “Sto cercando una casa in affitto, per pochi soldi, chi lo sa me lo faccia sapere”.
Gli inquirenti hanno ascoltato la figlia quindicenne della coppia, che studia a Modica e non era presente al momento della tragedia. Anche il suo racconto sarà decisivo nella ricostruzione degli ultimi, concitati, momenti di vita, della mamma.
Massimo aveva una nuova relazione?
Una nuova relazione, neanche tanto segreta. Sulla bacheca Facebook di Massimo La Terra potrebbero esserci gli elementi utili a ricostruire i motivi i nuovi dissapori con la moglie, che si spesso lamentava per lo stato di disoccupazione del marito. La donna era infatti l’unica a provvedere al sostentamento di Massimo e della figlia quindicenne, lavorando come domestica. Il presunto uxoricida, in stato di fermo, è stato sottoposto a un lungo e serrato interrogatorio ma gli investigatori hanno mantenuto il massimo riserbo in attesa di una conferenza stampa del procuratore della Repubblica Francesco Pulejo che potrebbe svolgersi lunedì 16.

 

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