Rosa Vimercati, 45 anni, imprenditrice, mamma. Uccisa con varie coltellate al petto e all’addome dall’ex

femminicidio-donne-uccise-nel-2012-4-113725_LBellinzago Lombardo (Milano), 6 luglio 2005
Non vivevano più insieme, ma lui le ha chiesto di entrare in casa, cercava un libretto di assegni, ma forse era una scusa perchè si era portato un coltello e con quello l’ha uccisa.

 

logoClaudio Giussani, 41 anni, operaio. Si è impiccato.

Figli: 2, di 5 e 11 anni

 

 

Titoli&Articoli

AdnKronos
MILANO: OMICIDIO SUICIDIO, UOMO ACCOLTELLA CONVIVENTE E POI SI IMPICCA Secondo le prime informazioni Claudio Giussani, 40 anni circa, si è introdotto in casa di Rosa Vimercati, 45 anni, con una scusa. Probabilmente la relazione tra due si era interrotta. Rosa era madre di un bambino di due anni, figlio di Giussani e di uno di nove, frutto di una precedente relazione. Entrambi i piccoli, al momento dell’aggressione, avvenuta intorno alle 15, erano fuori casa. Il più grande si trovava in oratorio, il piccolo forse era con un’amica della donna.
Repubblica
Lei voleva lasciarlo la accoltella e si impicca
Lei voleva uscire dalla sua vita, sia sentimentale che lavorativa. E lui l’ ha uccisa, accoltellandola, poi si è ammazzato impiccandosi. Bellinzago Lombardo, piccolo paese a nord-est di Milano, è scosso dalla tragedia di Rosa Vimercati e Claudio Giussani, una coppia che era in crisi da tempo, malgrado un figlio di 4 anni e un’ attività professionale (un’ azienda di giardinaggio) che li legava.
Ma Rosa, 45 anni, ora voleva farla finita con Claudio, 41 anni, anche per la grande gelosia che più volte lo aveva portato a minacciarla. Forse perché non avevano mai vissuto assieme: lui stava coi genitori, lei in una casa lungo la strada Padana Superiore, nella frazione Villa Fornaci, in una piccola corte medievale che divideva.
Claudio Giussani non voleva saperne di essere abbandonato e ancora ieri verso le 15 ed è andato a trovarla: «Parliamo». Forse un estremo tentativo di salvare il rapporto. O più probabilmente solo una finta, visto che d’ improvviso ha tirato fuori un coltello che si era portato dietro dalla casa dei genitori, dove viveva, e con quello l’ ha colpita più volte al petto.
A quel punto ha preso una corda telata, di quelle che si usano per imballare la merce, l’ ha legata a una trave e si è impiccato sul balcone. Da fuori un passante lo ha visto penzolare e ha chiamato i soccorsi, ma è stato tutto inutile. E così l’ elicottero del 118 ha lasciato il posto alle gazzelle dei Carabinieri di Monza e Cassano d’ Adda. «è stato un omicidio premeditato», dice il colonnello Alfonso Manzo, che coordina le indagini.
Non era una donna fortunata Rosa Vimercati, anche prima di questa sua drammatica fine: sette anni fa suo marito era morto nella loro casa in montagna, soffocato dalle esalazioni di una stufa. Era rimasta sola con un bambino piccolo che aveva appena due anni e una ditta di articoli di giardinaggio a cui badare. Ad aiutarla era arrivato proprio Claudio Giussani, con il quale aveva avuto un altro figlio che ora ha 4 anni. Né lui né suo fratello maggiore, che adesso ha 9 anni, erano in casa al momento del dramma: il piccolo era da una baby sitter, il grande all’ oratorio. E tuttora i bambini non sanno che cosa è successo a mamma e papà. Toccherà agli zii trovare le parole per spiegare ai piccoli una tragedia che anche per gli adulti è così difficile da capire.

Corriere della Sera
BELLINZAGO LOMBARDO Accoltella a morte l’ ex compagna e s’ impicca sul ballatoio
Si è presentato dall’ ex moglie ieri pomeriggio intorno alle 3. Lei, Rosa Vimercati, 43 anni, lavorava insieme ad una collega nel suo laboratorio di assemblaggio di materiale elettrico in una casa di corte che si affaccia sulla Statale Padana Superiore, a Bellinzago Lombardo.
Lui, Claudio Giussani, 41 anni, le ha rivolto un saluto veloce, poi le ha chiesto di andare a casa, dall’ altra parte del cortile, al primo piano, a prendere il libretto degli assegni. Forse era solo una scusa. Cosa sia successo poi in due, tre minuti tra quelle mura, resta un mistero: di sicuro c’ è solo che quando la collega, preoccupata, è salita a vedere come mai i due non scendessero, si è trovata davanti una scena agghiacciante: la donna a terra in soggiorno, il corpo devastato da coltellate, l’ uomo impiccato ad una trave del ballatoio sul retro della casa. Morti, entrambi.
La collega ha solo avuto la forza di avvisare in lacrime il 118 e i carabinieri di Cassano d’ Adda, è arrivato anche l’ elisoccorso da Milano, ma ormai non c’ era più nulla da fare. Un omicidio-suicidio dai contorni ancora da chiarire, la pista che seguono i carabinieri di Cassano d’ Adda e di Monza è quella del gesto lucido, forse premeditato, che ha spinto Giussani a fare in modo di trovarsi solo con la donna che ha colpito con un coltello a serramanico che teneva in tasca.
L’ ha colpita al petto e all’ addome almeno 5 volte. Poi ha preso una corda da imballo, l’ ha fatta passare intorno alla trave del tetto del ballatoio, è salito su un tavolino e si è lasciato cadere.
Tra i due i rapporti non erano buoni, non vivevano insieme anche se dalla loro relazione era nato cinque anni fa un bimbo, che viveva con la mamma ed un fratellino, un maschietto di undici anni che la donna aveva avuto da un altro uomo da cui si era separata e che in seguito era morto, avvelenato dal monossido di carbonio in una baita in montagna.
Da ieri sera quei due bimbi sono orfani, senza una famiglia in cui crescere. E si chiederanno anche loro cosa si scattato nella mente di Claudio Giussani che lo ha spinto ad uccidere la loro mamma. L’ ipotesi dei carabinieri è che qualche dissapore, o forse la gelosia abbiano spinto l’ assassino ad accoltellare come una furia la donna, forse saranno proprio le testimonianze di queste ore dei vicini e dei familiari a fare luce sulla tragedia.
Ieri pomeriggio la notizia si è diffusa in un baleno nella corte, nelle case e nei negozi vicini: Rosa era conosciuta da tutti, in quella casa era nata e cresciuta con la famiglia, il fratello e la sorella. E da qualche anno si erano abituati a vedere anche Giussani, che abitava a Bussero con i genitori e che lavorava in un’ impresa di giardinaggio di cui la Vimercati era titolare. «Cosa gli sia saltato in testa non si sa – diceva un vicino – . Se va bene non si saprà mai. Ma niente giustificherà mai un uomo che toglie la mamma a due bambini”.
di Leila Codecasa

Parole chiave