Pierina Baudino, 82 anni, parrucchiera in pensione. Strangolata dal convivente

Cuneo, 30 aprile 2012
Una volta tanto è lei ad essere gelosa. Dopo 23 anni di convivenza, Pierina è ancora gelosa del suo uomo, sospetta che lui la tradisca con una marocchina più giovane. Per questo l’aveva già buttato fuori di casa una volta. Vittorio non è un uomo facile, anzi, le rende la vita impossibile, Pierina sospetta anche che le rubi la pensione. Lui ha pure tentato diverse volte il suicidio, ma non ci è mai riuscito. Riesce invece a strangolare Pierina, a mani nude, nonostante l’età e le sue poche forze.

 

 

Vittorio Ninotto, 76 anni. È lei ad avere il raptus di gelosia ma sempre lui ad ucciderla.

 

 

 

 

 

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La Stampa
La donna uccisa sapeva dei tradimenti del convivente – Dopo l’ennesima lite è stata strangolata
Sarà eseguita domani l’autopsia sul corpo di Pierina Baudino, 83 anni, …che è stata strangolata a Cuneo l’altra sera dal convivente Vittorio Ninotto, 76 anni, di Cuneo. L’anziana sapeva che lui (dopo 27 anni di convivenza nell’appartamento di via Beltrand 2, quartiere San Paolo) la tradiva con un’altra donna, più giovane di lei, forse di origini marocchine. Tanti litigi, finchè lui era stato messo fuori casa, aveva tentato un suicidio e, dopo il ricovero al Carle, era tornato a vivere da lei. L’altra sera, l’ennesima lite. Ninotto l’ha aggredita e strangolata a mani nude
… È stato lo stesso Ninotto ad avvertire i carabinieri, telefonando al «112», pochi minuti dopo aver commesso l’omicidio. «Ho fatto un guaio, l’ho strangolata» ha detto, al telefono. L’hanno trovato seduto, di fronte al cadavere della donna nel salotto di casa. Adesso è al Cerialdo di Cuneo.
di Lorenzo Boratto

La Stampa
Lei, 85 anni: mi tradisci con un’altra E l’anziano compagno la strangola

I due litigano. I vicini sentono le urla. Lei lo accusa di tradirla con una più giovane. Lui, in un raptus, le mette le mani al collo e stringe, fino a ucciderla. Poi chiama i carabinieri: «Ho fatto un guaio, l’ho strangolata».
Sembrerebbe il solito dramma della gelosia, quello che si è consumato ieri sera in un appartamento in via Beltrand 2, a Cuneo. La follia che scalza la passione di un tempo. Se non fosse per l’anagrafe. La vittima, Pierina Baudino, aveva 85 anni. L’assassino, Vittorio Ninotto, 76.
L’omicidio è avvenuto poco dopo le 20. Quando i carabinieri sono arrivati, hanno trovato Ninotto seduto di fronte al cadavere. «Abbiamo litigato – avrebbe detto l’attempato omicida -. Poi ci siamo azzuffati. Le ho messo le mani addosso e ho stretto, ma sono un uomo debole, non ho molta forza. Non credevo di averla uccisa». Poi l’ammissione: «Non sopportavo più».
Convivevano da 27 anni, Ninotto e la Baudino. Non una relazione facile. Lei, ex parrucchiera, subiva da tempo. Violenze, litigi. Ninotto era un uomo difficile, instabile. Un mese fa aveva tentato il suicidio. Era stato ricoverato dieci giorni nel reparto di psichiatria dell’ospedale Carle di Cuneo. Poi era tornato a casa, e lei lo aveva ripreso. Ma non era andata.
I vicini raccontano di un Ninotto piuttosto «allegro» per la sua età. Usciva spesso la sera, lasciando sola la Baudino, che forse sospettava non solo di essere tradita, ma anche derubata dei soldi della pensione. Voci che gli investigatori dovranno ora verificare per capire il movente e ricostruire la dinamica del delitto.
«Un omicidio maturato in una situazione di forte degrado, anche psicologico – ha raccontato il capitano dei carabinieri di Cuneo, Lucio De Angelis -. L’uomo nell’ultimo periodo aveva già tentato due volte di uccidersi».
Eppure, secondo quanto racconta una vicina del civico 4, Ninotto sembrava essersi ripreso. «Mi ha citofonato oggi, saranno state le 17. Gli ho chiesto come stava, mi sembrava più euforico e strano del solito».
Che la coppia avesse problemi, era risaputo. I parenti di Pierina Baudino hanno aspettato Ninotto in strada più di due ore sotto la pioggia battente. Poi, quando il 76enne è uscito per essere accompagnato in caserma, gli si sono scagliati contro: «Bastardo, devi marcire in galera, non meriti di vivere». I militari dell’Arma hanno avuto il loro bel daffare per tenerli lontani dall’omicida. Ninotto è salito di corsa sull’auto mentre gli venivano lanciati contro gli ombrelli. E anche dopo, urla e colpi alla carrozzeria dell’auto: «Guardami, non fare finta di nulla. Non meriti di vivere». Un linciaggio sfiorato.
di Raphaël Zanotti

 

 

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