Monica Moretti, 38 anni, urologa. Massacrata a pugni, strangolata e colpita con 51 coltellate da un “paziente innamorato”

Sassari, 22 giugno 2002
L’aveva osservata per un mese, mentre era ricoverato. Poi l’aveva tempestata di telefonate anonime. Poi l’ha attesa sul pianerottolo, l’ha massacrata a pugni, strangolata e colpita con 51 coltellate.

 

 

 

Raimondo Gaspa, 31 anni, disoccupato. Un ragazzo normale, che non ha mai dato fastidio a nessuno.

 

 

 

 

Titoli & Articoli

Corriere della Sera
Uccisa da un paziente dell’ ospedale – l’ uomo ha confessato: ho aspettato la dottoressa a casa e l’ ho assalita.
Da mesi la perseguitava; Il killer si era invaghito della donna durante la degenza in ospedale
E’ stato un paziente: ogni giorno la vedeva passare in corsia, bruna, piccola e vivace, medico premuroso e gentile con i malati; se ne è subito invaghito e ha perduto la testa.
Dimesso dall’ ospedale ha preso a seguirla di nascosto, appostamenti e attese sotto casa; l’ ha tempestata di telefonate anonime, anche 20 in un giorno. Un’ ossessione. E domenica l’ agguato.
Monica Moretti, urologa, 38 anni, viveva sola in una mansarda; è uscita per andare a pranzo dai genitori, e lui era lì sul pianerottolo ad attenderla: le ha mollato subito un pugno in faccia, spaccandole dei denti, l’ ha spinta in casa e ha cercato di strangolarla con un foulard. Monica è svenuta.
«L’ ho presa in braccio, l’ ho adagiata sul letto e l’ ho colpita…»: 51 fendenti, uno solo mortale, alla gola. Raimondo Gaspa, 31 anni, disoccupato, ha confessato lunedì a notte inoltrata; e quando gli è stato chiesto perché, ha fissato il vuoto e ha risposto: «Non so». Davvero un delitto assurdo.
Il coltello, Raimondo Gaspa se l’ era portato da casa: omicidio – è scritto nella richiesta di custodia cautelare – aggravato dalla premeditazione.
Giallo risolto in poco più di un giorno, quando già all’ ospedale Civile di Sassari stava per scatenarsi la psicosi da serial killer, sospetti e calunnie contro medici e infermieri.
Monica Moretti non conosceva Gaspa, non lo ha mai avuto in cura. Era soltanto uno dei pazienti del reparto nel quale lavorava come specialista in urodinamica. Era stato ricoverato fra marzo e aprile, per un mese. E già durante la degenza aveva preso a chiamarla; telefonate anonime, brevi, ma insistenti. Per non far nascere sospetti Raimondo Gaspa si spostava dalla corsia di urologia e utilizzava il telefono di un reparto vicino, cardiologia. E poi, uscito dall’ ospedale, chiamava da un suo apparecchio cellulare e da una cabina pubblica. Lasciava anche messaggi, brevi: «Ti ho visto con quella bella gonna».
Forse è cominciato come un gioco: lui che non voleva rivelare il nome, lei probabilmente un po’ curiosa, ma poi sempre più infastidita.
«Nelle ultime settimane era esasperata, sabato voleva andare in questura a denunciare questa persecuzione – dice Roberto Carta, amico d’ infanzia – poi aveva rinviato a lunedì. Lei non immaginava chi fosse lo sconosciuto che non la lasciava in pace. Abbiamo cenato insieme la sera prima che la uccidessero; ho il rimorso di non averla accompagnata subito dalla polizia».
Sposato e separato, un figlio di nove anni disabile, qualche anno all’ istituto tecnico agrario e poi lavori saltuari, una passione per il calcio rimasta dopo che per anni ha giocato nei tornei per dilettanti, una famiglia onesta e ora sconvolta (padre bidello in pensione, madre casalinga), la promessa di un impiego a termine in un cantiere comunale come operatore ecologico. Inutile cercare qualcosa di più nel passato di Raimondo Gaspa: «Un ragazzo normale, non ha mai dato fastidio a nessuno, cercava soltanto un lavoro stabile, perché doveva passare gli alimenti alla moglie separata per mantenere il figlio», dicono gli amici. E nessun conto aperto con la giustizia: è incensurato. Che cosa abbia scatenato la sua furia cieca cercheranno di saperlo i magistrati: dall’ autopsia è risultato che Monica non è stata violentata.
«Il “giallo” è stato risolto con i tabulati telefonici e i messaggi che aveva lasciato in segreteria», svela Giacomo Dejana, da pochi giorni questore di Sassari.
Dopo avere accoltellato Monica Moretti, Gaspa ha cercato di distruggere ogni traccia: ha dato fuoco al materasso del letto, ha portato via una vecchia segreteria telefonica dall’ appartamento e l’ ha gettata in una discarica di rifiuti; ma, inspiegabilmente, ha lasciato il coltello. Si è allontanato tranquillamente, nessuno dei vicini di casa di Monica lo ha visto. Soltanto la signora che abita in un appartamento accanto ha riferito di aver sentito urla: «Sembrava due che litigavano, niente che potesse far pensare a un’ aggressione o a un omicidio».
Gaspa non poteva immaginare che la sua voce era stata fissata nella segreteria centrale automatica di Telecom. Lunedì la polizia interrogava medici e infermieri, quando da Roma è arrivata la registrazione delle ultime telefonate. Il nome di Gaspa è stato indicato da un infermiere: «Mi ha chiesto notizie sulla dottoressa Moretti». In questura ha cominciato a tentennare; era incerto, nervoso, rispondeva vagamente; un funzionario che lo conosceva lo ha interrogato per qualche ora, ma alle strette lui negava di conoscere Monica. Infine gli ha fatto ascoltare la registrazione: «Conosci questa voce?». Gaspa è crollato: «Sì, è la mia. Basta: sono stato io».
di Alberto Pinna

LA VICENDA AGGUATO Monica Moretti, urologa di 38 anni viene uccisa domenica verso l’ ora di pranzo, con 51 coltellate nella sua mansarda a Sassari, dove abitava da sola. Dei fendenti, uno solo risulta mortale, quello alla gola. L’ assassino, dopo il delitto, cerca di distruggere ogni traccia: dà fuoco al materasso e porta via una vecchia segreteria telefonica, ma lascia il coltello. La vittima non viene violentata L’ ARRESTO Ieri viene arrestato il presunto assassino: è Raimondo Gaspa, 31 anni, incensurato, separato, un figlio di 9 anni disabile, senza lavoro fisso. Gaspa aveva conosciuto l’ urologa in ospedale in marzo e aveva cominciato a perseguitarla. Al punto che la dottoressa aveva deciso di andare a sporgere denuncia contro l’ anonimo, per lei, molestatore. Si è risaliti all’ assassino grazie ai tabulati telefonici del numero fisso e del cellulare della vittima
di Pinna Alberto

 

 Link

La Nuova Sardegna
L’Unione Sarda – Una piazza per Monica Moretti

 

 

 

 

 

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