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Margherita Carollo, 51 anni. Uccisa con un colpo di pistola dal marito che poi ha inseguito anche la figlia ferendola gravemente

Termini Imerese (Palermo), 28 luglio 2011

Agostino era depresso, perché era stato licenziato e non percepiva più nemmeno l’indennità di disoccupazione. Gli articoli si infervorano sulla questione Fiat, qualcuno ribatte che Agostino fosse stato licenziato perché aveva commesso un furto di 55 euro. Niente viene detto di Margherita e poco di sua figlia Ornella, colpite dai proiettili sparati dal marito e dal padre.

Agostino Bova, 56 anni, ex operaio Fiat, incensurato,depresso, suicida.

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PALERMO: UCCIDE LA MOGLIE, FERISCE LA FIGLIA E SI SPARA

Ha ucciso la moglie e ha sparato alla figlia, ora in gravissime condizioni. L’uomo, un 56enne di Termini Imerese (Palermo), si è poi tolto la vita. L’uomo si chiamava Agostino Bova, la moglie Margherita Carollo, 51 anni. La figlia Ornella, 30 anni, è stata trasportata a Palermo in fin di vita con l’elisoccorso. La famiglia viveva nella zona della stazione di Termini Imerese …  Secondo le prime ricostruzioni l’uomo, che sarebbe incensurato, ha sparato alla moglie, poi ha inseguito nel corridoio la figlia, che ha cercato di fuggire, e infine si è puntato la pistola addosso e ha fatto fuoco. La moglie è morta subito; Bova poco dopo. La figlia sarebbe in fin di vita. – Una tragedia divampata per la disperazione con alla base problemi economici e depressione causata dalla perdita del posto di lavoro: sarebbero queste le ragioni scatenanti del dramma familiare verificatosi oggi a Termini Imerese, dove Agostino Bova, un ex operaio licenziato un anno e mezzo fa dalla Fiat, ha ucciso la moglie, sparandole, ferito la figlia e poi si è ammazzato. L’uomo da tempo si arrangiava facendo piccoli lavoretti come il pescatore e il restauratore di mobili, dicono gli investigatori. La figlia, Ornella, colpita alla testa è riuscita a scappare in strada dove è stata soccorsa da una pattuglia della polizia nel frattempo chiamata dai vicini che avevano sentito i colpi di pistola. La polizia sta cercando di accertare, tra l’altro, se l’arma usata fosse regolarmente detenuta.

FIDANZATO DELLA FIGLIA: “FAMIGLIA NORMALE” «Ornella mi ha chiamato e mi ha detto: ‘mi hanno sparatò. Sono corso subito da lei». È il racconto di Marzio Favagnano, il fidanzato della figlia dell’ex operaio Fiat, Agostino Bova, che oggi ha ammazzato la moglie, ferito la ragazza e si è suicidato. «Con me il padre è stato sempre una persona normale, come il resto della famiglia – ha aggiunto – Probabilmente, però, era depresso».

Di famiglia «serena» parla Simona D’Angelo, amica di Ornella. «Non litigavano – dice – ma il padre era molto depresso perchè aveva perso il lavoro». Ornella Bova, che aveva lasciato gli studi universitari e faceva la commessa in una gioielleria a Bagheria, stanotte rimarrà nel reparto di Chirurgia del Civico di Palermo in osservazione. Non sa ancora della morte dei genitori

Repubblica

Ex operaio uccide la moglie e si suicida – Dramma a Termini Imerese. La donna ancora viva è stata portata in ospedale a Palermo in elisoccorso. L’operaio era stato licenziato un anno e mezzo fa per motivi disciplinari. Il governatore Lombardo: “Quando ci si comporta da farabutti, i lavoratori vengono portati all’esasperazione e si arriva alla disperazione”

Padre, madre e figlia hanno finito di pranzare poco dopo le 14,30. Insieme hanno risistemato la cucina. Hanno anche steso in balcone tre asciugamani e una tovaglia. Poi, è scoppiato l´inferno fra le mura di un piccolo appartamento alla periferia di Termini Imerese. Agostino Bova, 56 anni, ex operaio della Fiat, ha sparato alla figlia trentenne, Ornella, che intanto si era spostata in salone. La giovane è scappata lungo il corridoio, e poi per le scale del condominio, con una ferita sanguinante alla testa. Bova è tornato in cucina e ha ucciso la moglie, Margherita Carollo, 51 anni. Qualche attimo dopo, si è suicidato.

Sei colpi sono risuonati un quarto d´ora prima delle 15 in un tranquillo condominio in cima a via Giuseppe Navarra, che si inerpica su una collinetta nella zona della stazione. La casa dei Bova è al secondo piano. La figlia superstite è corsa al piano di sopra, dove abita la zia.

«Le ho viste piangere, sedute sui gradini della scale – racconta Serafino Bartolotta, maresciallo dei carabinieri in pensione – non avevo ancora capito cosa fosse accaduto. Sono entrato sulla soglia dell´appartamento e ho visto i due corpi in cucina, che è alla sinistra dell´ingresso, dopo un breve corridoio».

Le prime indagini del commissariato di Termini Imerese, coordinate dal sostituto procuratore Giacomo Urbano, dicono che Agostino Bova era un uomo esasperato dai problemi economici. Un anno e mezzo fa era stato licenziato con un´accusa infamante, quella di essere un ladro. L´azienda sosteneva di aver scoperto che l´operaio utilizzava il badge di un capo-reparto in malattia per scaricare i buoni pasto nella sua busta paga. «Una presunta truffa di neanche 50 euro sanzionata con il licenziamento, dopo 30 anni di servizio e pochissimi giorni di assenza», denuncia il segretario della Uil metalmeccanici Vincenzo Comella: «Agostino era un nostro iscritto, era soprattutto una persona perbene che cercava di mandare avanti la famiglia. Era educato e riservato. Ma dopo il licenziamento era rimasto molto turbato».

Bova aveva comunque cercato di trovare altri impieghi. Si era messo a restaurare mobili. E poi si era anche imbarcato sul motopesca “Mercurio”. Ma prima di Pasqua aveva avuto un brutto incidente e gli erano state amputate due dita. Un altro colpo per il suo equilibrio traballante.

Anche la moglie soffriva di depressione, era in cura da uno psicologo. Qualche settimana fa, il medico aveva avuto un colloquio con entrambi i coniugi e aveva consigliato anche all´ex operaio di farsi aiutare da uno specialista. «Era un uomo sul lastrico – dice il sindaco di Termini, Salvatore Burrafato – il licenziamento era scattato per un futile motivo, che in altri tempi avrebbe comportato solo un richiamo».

I vicini di casa raccontano di un uomo sempre più buio in volto. «Non salutava più», ricorda una signora. «Se ne stava sempre nella sua cantina, fino a tarda notte». E in quella cantina era stato visto pulire le sue due armi da collezione, un fucile e una piccola pistola calibro 6,35, quella che ieri pomeriggio ha sparato sei volte.

di Salvo Palazzolo

Blog Sicilia

Agostino Bova licenziato per un furto di 55 euro …  l’ex operaio della Fiat, che si è tolto la vita dopo aver ucciso la moglie e ferito la figlia, era stato lincenziato un anno e mezzo fa dallo stabilimento di Termini Imerese per aver utilizzato il badge di un capo-reparto in malattia per scaricare i buoni pasto sulla sua busta paga. Un furto da 55 euro.

Per il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, la punizione è stata troppo severa, perché “in altri tempi quel gesto avrebbe comportato soltanto un richiamo”. Sulla stessa scia anche Vincenzo Comella, il segretario della Uil metalmeccanici, che ha ricordato che l’uomo è stato licenziato “dopo 30 anni di servizio e pochissime assenze”.

Inoltre, Agostino Bova non percepiva più da qualche settimana l’indennità di disoccupazione. Un ulteriore elemento che lo ha condotto alla disperazione, a perdere la testa e ad uccidere.

(WG)

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