Lisa Molino, 22 anni Uccisa dal marito con nove coltellate al collo

Genova, 12 aprile 2009
Lei era rientrata nell’appartamento solo per riprendere le sue cose: voleva separarsi ed era già tornata dai genitori. Lui l’ha aggredita e l’ha uccisa con nove coltellate, per difendersi.

 

 

 

 

Walid Hamami, 25 anni. Ho sempre amato e amerò sempre mia moglie. Condannato a 19 anni di carcere.

 

 

 

 

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Il Secolo XIX
L’uxoricida: «Mi sono difeso» – Decisive impronte e perizia
E’ stato convalidato l’arresto di Walid Hammami, 25 anni, accusato dell’omicidio della moglie, Lisa Molino, 21 anni, la sera di Pasqua in un alloggio di Molassana.
Il tunisino è stato interrogato al San Martino doe è ricoverato, dal Pm Pinto al quale ha ribadito la tesi difensiva: ha impugnato il coltello che la moglie aveva in mano e con il quale lo aveva aggredito. Da qui la violenta colluttazione e il tentativo di suicidio. L’autopsia conferma 9 coltellate letali sul corpo della donna. Decisive, per il riscontro della difesa dell’uomo le impronte sui due coltelli sequestrati e le tracce ematiche. Il padre della vittima aveva però ribadito la sua disperazione a Il Secolo XIX: «Da mesi la tormentava» per una gelosia incontrollata.
Hammami aveva riferito già in un primo momento, dopo il fermo e il ricovero, di essere stato
aggredito dalla moglie che pretendeva dei soldi per acquistare droga (l’autopsia non ha rivelato segni evidenza di una tossicodipendenza, ma sono stati disposti esami tossicologici sul sangue e sui reperti istologici) dopo essere stato insultato.
L’uomo, secondo la propria ricostruzione, avrebbe disarmato la donna e nella colluttazione, in preda alla rabbia, avrebbe perso il controllo colpendola per ben 9 volte. Resosi conto di averla uccisa si sarebbe colpito per tre volte, a sua volta, al collo nel tentativo di suicidarsi.
Secondo il difensore dell’uomo le ferite al collo sarebbero compatibili con il suo racconto e la ricostruzione dei fatti. Hammami rimane in stato detentivo. Decisive per la ricostruzione della dinamica saranno le risultanze definitive dell’autopsia e delle perizie sulle ferite della vittima e su quelle al collo di Hammami per accertare se siano compatibili con l’aggressione e o con il tentativo di suicidio successivo. Di eguale importanza il rilevamento delle impronte sui due coltelli sequestrati nell’alloggio teatro dell’omicidio. L’uomo ha detto di avere disarmato la moglie e con lo stesso coltello di averla colpita. Da qui la necessità di rilevare le impronte che potrebbero però comunque essere di entrambi essendo il coltello un oggetto di casa. Analaoga perizia sarà fatta su un secondo coltello. Oltre a quella sulla “dinamica” della scia di sangue trovata nell’alloggio e sulle scale.

Nove le coltellate con cui Walid Hammami, tunisino di 25 anni, ha ucciso Lisa Molino, la notte di Pasqua. Nove colpi potenzialmente letali. Lisa, però, ha cercato di difendersi dal marito, e per questo ci sono segni sulle braccia e sul torace di altre ferite da taglio, più lievi.
L’esito dell’autopsia effettuata oggi rappresenta quindi una smentita per la tesi difensiva dell’uxoricida che aveva riferito di essere stato aggredito dalla donna che pretendeva soldi per acquistare eroina. Ma l’esame medico legale del dottor Marco Salvi non ha evidenziato sul corpo della donna tracce riconducibili alla tossicodipendenza anche se sono stati prelevati campioni istologici e di sangue per effettuare i test tossicologici. Il marito era stato arrestato e ricoverato al San Martino per tre ferite alla gola: gesto autolesionistico dopo l’uccisione della moglie, ferite dovute alla sua aggressione dalla quale si era difeso la propria tesi, sostenuta dal difensore Efrem Raineri: le ferite di Hamami, per il legale, sarebbero compatibili con questa versione. Ovvero la difesa dall’aggressione della donna dopo il diniego di Hamami a dare dei soldi per la droga, eroina, che secondo l’uxoricida Lisa fumava.
Secondo gli inquirenti Hamami aveva un precedente in materia di stupefacenti con relativa espulsione, poi sanata dall’acquisizione della cittadinanza italiana con il matrimonio con Lisa. Nessun precedente sarebbe invece emerso, in tema di spaccio, per la donna che risulta identificata durante alcuni controllil, ma sempre in compagnia del marito e non come parte indagata.

PARLA IL PADRE DELLA VITTIMA
Rosario Molino papà della vittima
«Quando le cose hanno iniziato a non funzionare fra mia figlia e suo marito, avevo cercato di spiegarle che non avrebbe dovuto esagerare con un uomo come quello. “Stai attenta”, le dicevo, “non essere troppo brusca perché è pericoloso”. Lui la tormentava, la seguiva ovunque. Ed è finita che l’ha uccisa. Uccisa, capito?».
Rosario Molino parla con calma ma è ancora annebbiato dalla tristezza, dallo sconforto e dalla stanchezza. Siciliano d’origine, 49 anni, è stato tutta la notte in piedi dopo che la sera di Pasqua, alle 23, sua figlia Lisa è stata accoltellata a morte a soli 21 anni. L’ha uccisa suo marito: Walid Hammami, un venticinquenne tunisino. L’omicidio è avvenuto all’interno della loro abitazione al civico 42 di via De Vincenzi, a Molassana. Assillato dalla gelosia e dalla possibilità di perderla dopo tre mesi di liti continue, Hammami ha colpito e colpito: nove fendenti, alcuni dei quali letali. Questo almeno secondo i primi accertamenti del medico legale, Marco Salvi.
Nella sua abitazione di via Terpi, ai piedi della collina di Sant’Eusebio e a un palazzo di distanza dal bar “Jenny” che gestisce dall’estate scorsa, Rosario Molino racconta gli ultimi mesi e le ultimissime ore di una ragazza che ora non c’è più. «Ho sempre lavorato nell’edilizia – spiega l’uomo – Poi tre anni fa ho preso in gestione un bar in via Albini, a Sampierdarena. È lì che mia figlia ha conosciuto il suo futuro sposo». Il suo assassino.
«Da tre mesi avevano iniziato a litigare – spiega il barista – A Lisa non stava bene che il marito fosse così assillante. La cercava, controllava dove andava. A volte la seguiva pure, per tenerla d’occhio. Lei non ce la faceva più e sono iniziati i litigi».
I rapporti si sono fatti via via più tesi. Insulti e grida hanno reso le giornate insopportabili, per una ragazza di ventun anni che si è ritrovata sposata con un uomo ossessionato dalla gelosia sino a pedinarla ovunque. Quella non era più vita e circa un mese fa, Lisa Molino ha deciso di cambiarla: «Mia figlia aveva pensato di lasciarlo – rivela il padre – Io le ho detto di non essere troppo aggressiva, perché avevo paura che quello potesse reagire in maniera violenta. Così lei ha cercato di spiegargli i perché della sua fuga, provando a ragionare con lui. Sono tornati a stare insieme, ma quattro giorni fa i loro problemi sono esplosi di nuovo». Lisa Molino ha dormito per alcune notti in casa del padre. Andando di tanto in tanto in via De Vincenzi, a recuperare vestiti ed effetti personali. Di nascosto, approfittando delle assenze di Walid Hammami.

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