Hrjeta Boshti, 35 anni, mamma. Uccisa insieme al fidanzato Sheptin Hana, 39 anni a colpi di pistola dall’ex marito

hrjetaBazzano (L’Aquila), 17 gennaio 2013
La minacciava da tempo, perché lei era riuscita a fuggire in quella casa che era diventata un inferno ed era riuscita anche a ritrovare l’amore. Lui uccide lei e il nuovo fidanzato, poi impedisce ai figli di andare al funerale.

 

 

 

brunoBurhan Kapllani, 48 anni, imprenditore. Non accettava di vedere la famiglia distrutta

 

 

Figli: 4

 

Titoli & Articoli

AbruzzoWeb
CONVALIDATO L’ARRESTO; L’UOMO SULLE VITTIME DICE: ”INCONTRO PER CASO’ FACCE SCURE NEL PAESE DI SAN GREGORIO, DOVE VIVONO I QUATTRO FIGLI
OMICIDI L’AQUILA: IL KILLER, ”NON ACCETTAVO LA FAMIGLIA DISTRUTTA”
“Non accettavo la distruzione della mia famiglia”.

Ha rotto finalmente il silenzio in cui si era chiuso Burhan Kapllani, l’imprenditore albanese di 48 anni che, giovedì pomeriggio, ha ucciso a colpi di pistola, nel parcheggio di un supermercato all’Aquila, l’ex moglie Hrjeta Boshti, 36, e il nuovo compagno di lei, Shpetin Hana, 39.
Subito dopo il delitto si era chiuso nel mutismo assoluto, sotto shock. Ma oggi, nel corso dell’udienza di convalida, che si è svolta nel carcere aquilano delle “Costarelle” davanti al giudice Giuseppe Romano Gargarella, l’omicida ha cominciato a ricordare, a cercare di spiegare.
Affiancato dall’avvocato Tommaso Colella, l’uomo ha anche fatto emergere un fatto fin qui inedito: quello di aver incontrato “per caso” la ex moglie e il terzo uomo nel parcheggio di Md, dopo essere andato al vicino bar tabacchi della stazione ferroviaria della frazione di Paganica ad acquistare le sigarette. Una tesi, quest’ultima, ritenuta tuttavia poco credibile dagli investigatori.
Molti i punti ancora oscuri della vicenda, per esempio come avesse fatto a procurarsi la Beretta calibro 7.65 con cui ha esploso i colpi contro i due, risultata rubata nel 2010 all’interno di un’abitazione dichiarata inagibile a causa del terremoto del 2009.
E ad avvalorare ancor più l’ipotesi di un delitto premeditato, la “scelta” delle vittime: è infatti emerso che all’interno della Opel Zafira celeste in cui Kapllani ha freddato la ex moglie c’era anche la madre di lei. “Ma non avrei mai fatto del male a mia suocera”, ha detto l’uomo al giudice, una delle sue poche dichiarazioni. (alb.or.)
IL LEGALE ORA CHIEDE SILENZIO
“Finita questa fase con la convalida dell’arresto e la disposizione della misura cautela ritengo sia opportuno un periodo di silenzio e riflessione da parte di tutti per rispettare le persone che stanno soffrendo e provando dolore per un gesto incomprensibile e ingiustificabile”.
Così l’avvocato Tommaso Colella, dopo la convalida dell’arresto in carcere per il suo assistito, il 48enne Burhan Kapllani, accusato di duplice omicidio.
FACCE SCURE AL PAESE DEI RAGAZZI
Atmosfera grigia e non solo per il cielo sopra San Gregorio, frazione a pochi chilometri dall’Aquila dove Orjeta Boshti viveva insieme al suo compagno. Entrambi sono stati ammazzati giovedì pomeriggio dall’ex marito di lei, Burhan Kapllani, un’esecuzione più che un delitto che ha sconvolto L’Aquila. E il duplice omicidio ha portato tristezza e sconforto anche nel piccolo paesino dell’Aquilano, già segnato dalla violenza del terremoto del 6 aprile 2009.
Per rendersene conto basta fare un giro tra la gente che al sabato mattina affolla la piazzola commerciale vicino al campo sportivo dedicato ai piccoli Davide e Matteo Cinque, uccisi dal sisma insieme alla loro mamma Daniela Visione, moglie del pediatra Massimo Cinque.
Le parole che escono dalle bocche dei cittadini sono poche e quasi tutte di circostanza, salvo quelle più intense dedicate ai quattro figli della 36enne rimasti orfani di mamma e con un papà assassino dietro le sbarre.
“Una brutta storia, in un attimo quell’uomo ha distrutto tante vite”, dice un’anziana signora con un filo di voce e in mano una busta con il pane fresco.
“Penso a quei poveri figli senza più la mamma – commenta un giovane dai capelli lunghi – anche se non credo che un simile dolore possa mai svanire”.
I figli di Orjeta sono nella casa dove fino a pochi giorni fa giocavano con la giovane e bellissima madre. A occuparsi di loro, i genitori della vittima che, però, parlano solo albanese, e i due zii.
LA SOLIDARIETA’ DEL PAESE PER IL FUNERALE
L’ultimo viaggio di Orjeta e Huna verso l’Albania costa molto, 5 mila euro per le esequie.
Per questo, alcune persone vicine alla famiglia di lei stanno cercando di raccogliere la cifra necessaria per riportare a casa le due vittime dopo l’autopsia prevista per lunedì prossimo.Un piccolo gesto di solidarietà per regalare il giusto riposo a una giovane coppia spazzata via dalla folle gelosia.
Il sentimento osserssivo di un uomo, che, da quanto si è appreso, negli ultimi tempi diventato violento anche con le figlie a causa della separazione
da Orjeta, colpevole secondo lui di aver disobbedito all’ordine di non far entrare in casa il nuovo compagno.
I legali della famiglia della vittima sono Guglielmo Santella e Pina Meco.
di Roberto Santilli

ARTICOLI CORRELATI:

SPARATORIA CON DUE MORTI A L’AQUILA OMICIDI IN UN CENTRO COMMERCIALE

di Marianna Galeota, Alberto Orsini, Berardino Santilli, Roberto Santilli
L’AQUILA – È rinchiuso da questa notte nel carcere dell’Aquila il 48enne albanese Burhan Kapplani che ieri pomeriggio ha ucciso con una Beretta 7,65 l’ex moglie 35enne, Orjeta Boshti, dalla quale ha avuto quattro figli, e… (continua)VIDEO

OMICIDI L’AQUILA: CONVALIDATO ARRESTO, IL DOLORE PER I 4 FIGLI DELLA VITTIMA

L’AQUILA – È stato convalidato l’arresto del 48enne albanese Burhan Kapllani che due giorni fa ha ucciso a colpi di pistola, nel parcheggio di un supermercato all’Aquila, l’ex moglie Orjeta Boshti (36) e il nuovo compagno… (continua)

OMICIDI L’AQUILA: LE FACCE GRIGIE DI SAN GREGORIO; DOPO IL SISMA UN’ALTRA TRAGEDIA

L’AQUILA – Atmosfera grigia e non solo per il cielo sopra San Gregorio, frazione a pochi chilometri dall’Aquila dove Orjeta Boshti viveva insieme al suo compagno. Entrambi sono stati ammazzati giovedì pomeriggio dall’ex marito di lei, Burhan… (continua)

OMICIDI L’AQUILA: L’INTERVENTO; MASSIMO FINI, ”IL FEMMINICIDIO NON ESISTE”

di Roberto Santilli
L’AQUILA – Duplice omicidio, delitto passionale, femminicidio, esecuzione. Due persone di nazionalità albanese, Hrjeta Boshti e il compagno Huna Shpetin, sono state uccise giovedì scorso all’Aquila di fronte al centro commerciale Md da Burhan Kapllani, ex marito della donna…. (continua)

 

Il Centro
Uccide l’ex moglie e vieta ai figli di andare al funerale
Orietta è stata assassinata insieme al compagno in un parcheggio a Bazzano Esequie in Albania, l’assassino dal carcere ha voluto fare un ultimo sfregi
L’ha schiavizzata per anni, ha trasformato la vita familiare in un inferno. Quando lei, esasperata, è riuscita a scappare da lui tentando di rifarsi una vita con un uomo che avrebbe sposato a luglio, l’ha uccisa vigliaccamente sparandole un colpo di pistola alla nuca. Ha trucidato alle spalle anche il fidanzato della ex moglie che lui, l’assassino, non avrebbe mai avuto il coraggio di affrontare faccia a faccia. Ma anche dopo aver infranto i sogni di futuro della sua ex moglie, dal carcere, da cui probabilmente non uscirà più, Bruno Kapplaniha voluto fare un ultimo sfregio a quella donna che aveva sposato quando lei aveva 17 anni e che per lui era diventato un bene di proprietà di cui disporre a piacimento.
Una settimana fa in Albania, nella città di Scutari, si sono svolti i funerali di Orietta e del suo fidanzato. Per riportare le salme nel paese di origine delle due vittime c’è stata una gara di solidarietà fra tante persone: dalla diocesi, alla parrocchia di San Gregorio, alle suore della frazione aquilana e ad altri che hanno messo insieme la somma necessaria al trasporto in Albania. Anche i consiglieri comunali dell’Aquila hanno donato un gettone di presenza per dare una mano alla famiglia di Orietta.
Ma dal carcere l’assassino non solo non mostra segni di pentimento, ma nemmeno pietà per le sue vittime. Il giorno prima della partenza delle salme dall’Italia, aveva autorizzato i figli a prendere parte al funerale e quindi andare con gli zii materni a rendere l’ultimo saluto alla madre. Poi ci ha ripensato e ha negato il permesso. Lo ha fatto su un foglio di carta dove ha scarabocchiato una frase sconnessa ma dal significato chiaro: i figli non vanno in Albania.
Quel foglio è arrivato all’avvocato di parte civile, Guglielmo Santella, che poi lo ha fatto conoscere alla famiglia di Orietta. L’uomo, l’assassino, per una di quelle stranezze della giustizia italiana ha ancora la patria potestà sui figli che sono tutti minorenni. La più grande compirà 18 anni fra 4 mesi. Dunque è lui che decide sui destini dei ragazzi. E lo fa dal carcere come se fosse ancora il padrone delle vite altrui. Orietta (36 anni) e il fidanzato (40 anni)sono stati uccisi il 17 gennaio scorso nel parcheggio di un supermercato a Bazzano, a due passi dal bivio per Paganica sulla strada statale 17. I due, insieme alla madre di lei che Bruno Kapplani (48 anni) ha risparmiato, erano appena risaliti in macchina dopo aver fatto la spesa. È stato a quel punto che l’uomo come una furia si è avvicinato all’auto (una Opel Zafira), ha sfondato con il calcio della pistola il vetro lato passeggero e ha freddato con un colpo alla nuca l’ex moglie. Poi ha sparato anche a Shpetim Hana.
Un gesto meditato da tempo (le minacce alla ex moglie erano diventate frequenti) e progettato nei minimi dettagli tanto che Kapplani aveva acquistato una pistola da una persona che aveva rubato l’arma in una casa inagibile nella zona del Torrione. Per questo l’omicida è accusato anche di ricettazione. Quando i carabinieri lo hanno arrestato ha biascicato: «Le avevo detto di non portare quell’uomo a casa mia dove ci sono i miei figli. Lei non l’ha fatto e l’ho uccisa». La sua schiava si era ribellata e il marito padrone non poteva sopportarlo. Ora l’ha colpita anche da morta, negando ai figli di portare un fiore sulla tomba della mamma.
di Giustino Parisse

Parole chiave