Giovanna Maffeis, 34 anni, operaia. Uccisa con dieci coltellate dall’ex fidanzato

giovanna maffeisLeffe (Bergamo), 28 maggio 2003
Lei non ne poteva più, glielo aveva detto in tutti i modi. Lui aveva già preso a calci la sua macchina, l’aveva picchiata e minacciata. E infine l’ha uccisa.

 

 

 

logoEnea Manganoni, 30 anni, operaio. Violento, possessivo, dedito all’alcol. Condannato a 30 anni.

 

 

 

 

 

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Corriere della Sera
L’ operaia, 35 anni, non voleva più tornare con lui – Uccisa a coltellate dall’ ex fidanzato Bergamo, l’ ha colpita dieci volte ed è fuggito. Di fronte all’ ennesimo no, ha perso la testa. L’ ha aggredita e l’ ha colpita con almeno dieci coltellate. Poi è risalito in motocicletta ed è scappato, mentre la sua ex fidanzata, Giovanna Maffeis, 35 anni, operaia di Fiorano al Serio, un paese della Val Gandino, nel Bergamasco, cadeva a terra senza vita. Inutili i soccorsi, la giovane donna è morta dopo pochissimi minuti. L’ omicidio, il più classico dei delitti passionali, è avvenuto ieri sera poco dopo le 21 a Leffe, paese già noto alla cronaca nera per il triplice omicidio compiuto dal ragioniere Giovanni Bergamaschi, che quasi vent’ anni fa uccise la moglie di 33 anni, la figlia di quattro e la suocera: quello che venne poi chiamato ” il mostro di Leffe ” fu il primo grande caso giudiziario di cui si occupò con successo Antonio Di Pietro, allora giovane magistrato della procura di Bergamo.
Teatro della tragedia di ieri sera è il piazzale di una filatura dove la vittima lavorava. Secondo una prima ricostruzione sommaria sembra che Giovanna Maffeis stesse finendo il proprio turno quando è stata chiamata all’ esterno dall’ ex fidanzato. Da tempo la loro relazione era stata interrotta.
Quello che sembrava un grande amore con il passare dei mesi si era logorato. Dicono che lei non accettasse più certi comportamenti del fidanzato, certi atteggiamenti. Più volte aveva cercato di fargli capire che il rapporto avrebbe potuto avere un futuro solo se lui si fosse mostrato più attento e sensibile. Specie nelle ultime settimane, i litigi si erano fatti frequenti. Fino alla decisione, difficile, ma ormai non più rinviabile, di troncare la relazione.
Il fidanzato però non ne voleva sapere. E ieri sera ha tentato l’ ennesimo assalto per convincere Giovanna a ripensarci. Si è presentato davanti alla fabbrica, le ha parlato. Prima con modi gentili, poi, vista la sua irremovibilità, ha cominciato a minacciarla.
Lei ha continuato a negare ogni possibilità di riconciliazione. All’ improvviso lui ha estratto dal giubbotto un coltello. Giovanna non ha avuto nemmeno il tempo di lanciare un grido d’ aiuto. Il fidanzato le si è avventato contro e ha sferrato un fendente dietro l’ altro ( dal primo esame del cadavere i colpi sembrerebbero almeno dieci).
La donna è caduta a terra, lui è salito in moto ed è scappato a tutta velocità. Nel giro di pochi minuti, chiamati dai colleghi di lavoro di Giovanna Maffeis, sono arrivati sul luogo dell’ aggressione i carabinieri e un’ ambulanza del 118. Purtroppo per la giovane operaia non c’ è stato nulla da fare. Troppo profonde le coltellate inferte.
I militari si sono messi subito alla ricerca dell’ assassino. In tutta la zona sono stati istituiti posti di blocco. Sono stati anche allertati i parenti dell’ uomo, un operaio di 34 anni di Albino, poco distante dal paese in cui viveva la fidanzata, per tentare di capire dove possa essersi rifugiato. Le ricerche sono proseguite per tutta la notte.
di Zapperi Cesare

Corriere della Sera
L’ ex fidanzato, respinto, l’ ha colpita con dieci coltellate – Bergamo, la madre della donna uccisa «È un pazzo, lei non ne poteva più»
Una storia d’ amore spezzata. A Fiorano tutti ricordano con commozione gli occhi azzurri di Giovanna Maffeis, 34 anni, la bella operaia che l’ altra notte è stata uccisa con dieci coltellate dall’ ex fidanzato respinto e geloso, con il quale aveva rotto, dopo quattro anni di convivenza. «È un matto, un matto furioso. Quindici giorni fa l’ ha anche picchiata, prendendo a calci la sua auto. Lei non ne poteva più». Si sfoga la madre tra le lacrime. Ma i vicini di casa, nella palazzina di Comenduno, una frazione di Albino, non avevano mai avuto nulla da dire su Enea Manganoni, 30 anni, l’ assassino, un giovane che a tutti sembrava tranquillo. «Una persona violenta e possessiva, dedita all’ alcol» dice invece il comandante della stazione dei carabinieri di Gandino, Giovanni Mattarello.

 

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Eco di Bergamo

 

 

 

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