Giovanna De Lucia, 27 anni, mamma. Uccisa con nove coltellate dal marito

giovanna de luciaSan Felice a Cancello (Caserta), 9 dicembre 2012
Giovanna se ne era andata, rifugiandosi dalla madre insieme ai tre figli piccoli. Lui ha tentato in ogni modo di recuperare il rapporto ed è andato a trovarla con un coltello con cui l’ha pugnalata a morte.

 

 

giovanni venturatoGiovanni Venturato, 27 anni, fruttivendolo. Un bravo ragazzo dedito al lavoro.

 

Figli: 3. Di 8, 4 e 2 anni

 

 

Titoli & Articoli

Net 1 News
uccide la moglie a coltellate durante lite: “Non volevo” -Tentativo di riappacificazione finito male per una coppia di 27 anni di Acerra. Giovanni si è recato nella casa materna di lei per farla tornare a casa. Ma poi è scoppiata l’ennesima lite: “Ho perso la testa” ha dichiarato dopo esser scampato al suicidio. Giovanna, 27 anni, però è morta dopo tre ore di agonia.
Voleva ricucire il matrimonio in crisi, ma accoltella la consorte con un coltello lama 20 cm. E’ successo a San Felice a Cancello, nel casertano. Protagonista Giovanni Venturano, 27 anni, padre di tre figli e moglie di Giovanna, moglie coetanea. Tre ore di agonia e poi Giovanna si è spenta, alle 18. Inutili i suoi tentativi di emulare la sorte provocata alla moglie. Il suicidio di Venturano, non è andato a buon fine. Per lui solo ferite all’addome e alla gola. I soccorsi lo hanno salvato e portato al San Sebastiano, il nosocomio caswertano.
Mentre Giovanna de Lucia non ce l’ha fatta. E’ morta durante i tentativi di rianimazione al presidio ospedaliero di Maddaloni. Troppo profonde le ferite provocate durante l’ennesima lite. L’ultima di una lunga serie che aveva portato la donna a decidere di trasferirsi nella casa della madre assieme ai suoi tre figli. Tutti presenti durante l’omicidio. Un delitto consumatosi dopo il tentativo di conciliazione in privé. I due, infatti si erano appartati in una stanza nel tentativo di trovare un accordo. Di trovare una conciliazione alla “fuga” della donna dalla loro casa di Acerra, avvenuta da pochi giorni. Ma durante il tentativo di conciliazione qualcosa è andato storto e sono riniziate le urla. Poi interrotte da un silenzio. Giovanna è stata accoltellata più volte alla schiena, alla gola, al petto. Inutili i soccorsi giunti in via Polvica. Il corpo di Giovanna, che nella vita faceva la casalinga, era già privo di vita. L’assaltore, invece, che nella vita era un fruttivendolo nel mercato di San Felice, è in arresto in ospedale con l’accusa di omicidio volontario.
“NON SO COSA FACEVO” – «Ho perso la testa, non mi rendevo conto di cosa facevo» ha riferito l’omicida nelle dichiarazioni riportate dal “Mattino” di Napoli. Ma la sua scusante non farà breccia negli inquirenti: la sua posizione, infatti, è aggravata dal fatto che nella casa della moglie si era recato con il coltello (e non con un mazzo di fiori) e quindi l’accusa nei suoi confronti potrebbe trasformarsi in omicidio premeditato.

Caiazzo Rinasce
Dopo la tremenda e straziante morte della mamma ed il conseguente ed ovvio arresto del papà, Giovanni Venturano, i bambini sono stati affidati alla famiglia di quest’ultimo…
A quel drammatico litigio loro, per fortuna, non hanno assistito. Erano a casa della nonna paterna, nell’abitazione di frazione Gaudello ad Acerra. Ed è proprio alla madre di Giovanni Venturato che sono stati dati in custodia per il momento i tre bambini della coppia.
Hanno 8, 4 e 2 anni. Troppi piccoli per capire i contorni del dramma che ha distrutto la loro famiglia. Il difficile sarà spiegare i motivi per i quali saranno separati dai loro genitori. E’ proprio questo uno degli aspetti più drammatici di una vicenda che ha accomunato in un unico dolore due comunità.
Quella della frazione Polvica a San Felice a Cancello e del Gaudello ad Acerra. In via Polvica, dove Giovanna De Lucia è cresciuta, si è consumato il dramma. Una comunità sotto choc, dove in pochi parlano. Qualcuno sembra al corrente che la relazione tra i due era in una fase critica e che i litigi erano ormai divenuti frequenti. Il più grave era avvenuto però oltre tre anni fa.
Atmosfera di grande dolore si respira anche nella frazione Gaudello di Acerra, dove Giovanni Venturano e Giovanna De Lucia vivevano coi loro figli.
Gestisce nell’area un negozio di frutta e verdura ed è noto anche per gli stretti legami di parentela con i Venturano, grossisti del settore, con una ditta che sorge proprio in via Marigliano ad Acerra. Nella zona periferica della città tutti descrivono il 27enne come un “bravo ragazzo” dedito al lavoro. Un profilo che combacia con l’ipotesi investigativa del delitto non premeditato, avvenuto probabilmente in un raptus di follia. Nelle ultime ore i carabinieri della Compagnia di Maddaloni, che coordinano le indagini agli ordini dal capitano Giuseppe Nardò hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro l’arma del delitto. Il coltello artigianale, lungo circa trenta centimetri e con una lama di venti, è ora a disposizione delle autorità per gli accertamenti di rito. I militari dell’Arma vogliono comprendere se l’uomo, come pare, sia arrivato ‘disarmato’ a casa della suocera. Nove i fendenti che hanno colpito la sua consorte, due quelli con i quali Venturato ha provato a togliersi la vita. Il corpo di Giovanna De Lucia resta all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Caserta, in attesa della nomina del perito per l’autopsia di rito, disposta dal magistrato. Nella mattinata di domani, invece, Giovanni Venturano comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Sul suo capo pende l’accusa di omicidio volontario.
di Andrea Terracciano

Leggo
E’ sotto choc il paese di San Felice a Cancello nel casertano dove ieri pomeriggio il fruttivendolo di 27 anni Giovanni Venturano ha ucciso a coltellate la moglie coetanea Giovanna De Lucia che lo aveva lasciato di recente trasferendosi a casa della madre con i tre figli.
La donna, secondo quanto accertato dal medico legale, è stata pugnalata nove volte prima di cadere sul pavimento in fin di vita (è poi deceduta qualche ora dopo all’ospedale di Maddaloni, ndr). Venturano, ha poi rivolto verso di sè l’arma dalla lama lunga 20 centimetri, ma non ha trovato la forza di suicidarsi, procurandosi ferite lievi alla gola e all’addome.
Venturano, residente ad Acerra, è noto nella frazione Polvica di San Felice, dove ha il negozio di frutta e dove è ubicata l’abitazione della suocera all’interno della quale si è consumato il dramma. I tre figli della coppia sono ora affidati proprio alla nonna.
Una famiglia sfortunata quella della vittima; dodici anni fa il padre della 27enne, Luigi De Lucia, fu infatti ucciso con un fucile da caccia insieme alla sorella e a due nipoti da un parente, Antonio Gagliardi, per questioni di vicinato, in particolare per la costruzione di un pollaio di cui l’omicida non voleva assolutamente sapere.
AVEVA PORTATO VIA I FIGLI La coppia era in crisi da tempo, tanto che la ragazza aveva lasciato il marito ed era tornata a vivere con la madre, portando con sè anche i tre bambini. La moglie aveva preso la decisione dopo continui e violenti litigi familiari. Intorno alle 15 di oggi Venturano era andato nella casa della madre a trovare la donna.

Il Mattino
Nove fendenti per massacrare Giovanna: colpita anche alla schiena mentre cercava di fuggire. Nove coltellate. Al collo, al petto e poi alla schiena mentre la moglie cercava di sottrarsi alla furia omicida. Così domenica pomeriggio Giovanni Venturano, fruttivendolo di 27 anni ha ucciso la moglie Giovanna De Lucia in preda ad un raputus di gelosia.
I carabinieri della compagnia di Maddaloni, guidati dal capitano Giuseppe Nardò, hanno ricostruito con precisione la dinamica dei fatti e avuto conferma del movente. La gelosia appunto. Lui accusava la moglie di avere una relazione extraconiugale, i rapporti tra i due non erano più buoni da tempo. Per questo Giovanna lo aveva lasciato, trasferendosi a casa della madre con i tre figli.
Domenica, intorno alle 15 il fruttivendolo era andato a trovare la moglie per un chiarimento. Si erano chiusi soli in una stanza per discutere. I familiari di Giovanna erano in cucina. Ad un certo punto hanno sentito delle urla, rumori di mobili spostati, si sono precipitati nella stanza ed hanno trovato la donna a terra completamente coperta di sangue, immobile. Anche lui era ferito.
Immediato l’allarme ai carabinieri che hanno fatto giungere sul posto un’ambulanza del 118. Giovanna appariva in condizioni gravissime. Era stata colpita ripetutamente dal marito con una lama di almeno 20 centimetri alla gola, al petto e poi di nuovo alla schiena mentre tentava di sfuggire alla sua furia.
Anche nel breve tragitto verso l’ospedale di Maddaloni ha continuato a perdere molto sangue. I medici hanno fatto l’impossibile per salvarle la vita ma, purtroppo, intorno alle 18, il suo cuore ha cessato di battere mentre era assistita nel reparto di rianimazione.
Il marito, dopo aver aggredito la donna, ha rivolto la stessa arma contro se stesso ma non ha avuto il coraggio di uccidersi. Si è procurato un taglio alla gola e all’addome e per questo è stato anche lui ricoverato. Dimesso con una prognosi di dieci giorni è stato rinchiuso nel carcere di S. Maria Capua Vetere con l’accusa di omicidio …
di Claudio Coluzzi

 

 

Parole chiave