Concetta Milone, 77 anni. Morta sul colpo per una fucilata sparata dal marito da circa un metro e mezzo di distanza dalla schiena che le ha spappolato il cuore.

Mesagne (Brindisi), 19 marzo 2012
La loro casa, una villetta bianca nelle campagne brindisine, era infestata di microorganismi. Così ha detto il marito di Concetta, che ha continuato a giustificare il suo folle gesto affermando che la moglie fosse posseduta dal diavolo. Erano anni che l’uomo era malato di “depressione”, ma invece di ricevere aiuto tutti, compresi i figli, lo evitavano, lasciando anche Concetta sempre più sola.

 

 

Antonio Fina, 75 anni, ex dipendente Asl. È convinto che la moglie fosse posseduta e che la casa fosse piena di microorganismi, invece dell’avvocato chiede un angelo custode.

 

 

 

 

Titoli & articoli

La Prima Pagina
Era convinto che la moglie fosse posseduta dal diavolo, e per questo l’ha uccisa … ha imbracciato il suo fucile da caccia ed ha sparato contro sua moglie (…) uccidendola.

Il bloggatore
“Mia moglie era posseduta dal demonio” – Ormai la sua mente lo aveva convinto che la moglie fosse posseduta dal demonio, così l’ha uccisa.

Brindisi report
L’uxoricida: “Vorrei un angelo custode” – Antonio Fina, è convinto di una cosa: “Io dovevo essere curato prima perché lo so di aver commesso una cosa terribile ma lei aveva il diavolo addosso”. Continua il 75enne a giustificare l’uccisione della moglie in questa maniera, parla di diavoli e contaminazioni nella sua abitazione … L’uxoricida ha risposto con molta calma ed educazione alle domande poste dal giudice e dal suo difensore. Più che di un avvocato in questo momento avrei bisogno di un angelo custode’
di Maristella De Michele

Mesagne News
L’ultimo viaggio di Concetta Milone … una storia che richiama tristemente alla mente altre vicende simili. “Bisognerebbe aprire gli occhi e non ignorare più simili tragedie”, ha detto don Cosimo nell’omelia. Troppo il silenzio attorno alla villetta di piazza Capri, un silenzio che si consumava ogni giorno. “Avevo bisogno di essere aiutato”, ha gridato in un attimo di lucidità ne carcere il marito Antonio Fina. L’uxoricida ha messo il dito nella piaga. Ultimamente i figli residenti a Firenze avevano diradato i ritorni a Mesagne dove, dicono chi li conosceva bene, avessero rapporti solo con la madre. Il padre era diventato un problema. Per Concetta, innanzitutto che pensava, e sperava, di potercela fare da sola. Non si era accorta, però, che la depressione del marito stava diventando così diffusa che aveva raggiunto livelli d’emergenza. E’ accaduto l’irreparabile. Che si sarebbe dovuto e potuto evitare, al punto che il rumore del silenzio si è trasformato in dramma …  Chi ha conosciuto in vita Concetta non riesce a far combaciare l’orrore della morte con l’immagine che aveva di quella donna che aveva sempre assicurato tutti che si sentiva adeguatamente preparata a stare al fianco di Antonio che da tempo aveva dato segni di squilibrio. L’aveva affrontato tanto giorni da sola, faccia a faccia, disarmata. Ma quel giorno l’ha presa alla spalla. E non ha avuto scampo.
“Non si può morir così – diceva ieri chi l’ha conosciuta -. E’ stata sopraffatta dalla violenza, dalla bestia che è nel cuore di chi non ragiona. Un momento di follia. Una vita distrutta. Una delle tante, troppe coppie di anziani soli di questa terra di nuova emigrazione non c’è più.

 

 

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