Barbara Bellerofonte, 18 anni. Il fidanzato le scarica addosso una raffica di proiettili, lei muore dopo un mese di atroci sofferenze, in coma con una pallottola conficcata nella testa.

Montepaone (Catanzaro) , 27 febbraio 2007
Il fidanzato di Barbara citofona a casa della famiglia Bellerofonte e chiede alla ragazza di scendere. Lei scende, litigano, lui dice per gelosia, lei forse vuole lasciarlo o lo aveva già fatto. Lui fa il bullo ed estrae una pistola alla moda, le scarica addosso l’intero caricatore. Un proiettile si infila nella testa, Barbara entra in coma e morirà il 20 marzo, quasi un mese dopo.

 

 

Luigi Campise, 24 anni, barista nel chiosco dei genitori
Luigi Campise viene condannato in primo grado a 30 anni di reclusione, poi ridotti a 16 in appello, ma torna libero appena due anni dopo, nel 2009, per indulto e buona condotta. Rientra a Montepaone e il padre di Barbara, Giuseppe Bellerofonte, lo vede lavorare nel chiosco. Scrive ai giornali, chiede giustizia, anzi chiede “che giustizia è questa?” Il Ministro Alfano interviene, manda gli ispettori e qualcuno si accorge che per l’omicidio premeditato non si può applicare la buona condotta, così Campise torna in carcere.

 

 

 

Titoli & articoli

Il Fatto Quotidiano
Ci siamo arrivati, finalmente: ora abbiamo gli arresti a furor di popolo e a gentile richiesta del ministro della Giustizia. Nell’ambito della progressiva privatizzazione della sicurezza e della giustizia, è bastato che un giornale, Il Corriere della Sera, raccogliesse il comprensibilissimo allarme del padre di una ragazza uccisa due anni fa …
La storia è quella di Barbara Bellorofonte, assassinata – secondo la prima sentenza – dal suo fidanzato Luigi Campisenel febbraio del 2007 in un raptus di gelosia dopo l’ennesima lite.
Questa la successione degli eventi. Reo confesso, Campise viene subito arrestato. Ma due mesi dopo viene rimesso in libertà perché non ricorre nessuna delle tre esigenze cautelari: né pericolo di fuga (si è consegnato ai giudici), né inquinamento delle prove (ha confessato), né ripetizione del reato (non è un serial killer: ce l’aveva solo con la sua ragazza, che ormai è morta) …
di Marco Travaglio

 

Corriere della Sera
Il pentimento di Luigi, il fidanzato assassino: «Ho ucciso un angelo» … E il Luigi Campise d’un tempo? Il bul­lo che non esita a tirar fuori la pistola in una lite con la fidanzata? «Non esiste più. Una volta mi piaceva vestirmi alla moda, avere uno scooter, andare al cine­ma o in pizzeria. Invece…». Invece? Non compro una maglietta da due anni e mezzo, non vado in pizzeria da quel 27 febbraio maledetto. Non esco più con nessuna ragazza …
di Carlo Macrì

 

 

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