Anna Poli, 32 anni, mamma. Uccisa dal marito con più di dieci coltellate

Rutigliano, 16 giugno 2008.
Accompagna il figlio a scuola, poi torna a casa e per farle confessare di avere un altro accoltella la moglie con più di dieci coltellate. Va personalmente a costituirsi.

 

Giovanni Calisi, 42 anni, tipografo. Era geloso. Condannato a 20 anni di carcere.

 

 

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La Gazzetta del Mezzogiorno
RAPTUS DI GELOSIA – Il 16 giugno del 2008, a Rutigliano, per un raptus di gelosia, il 42enne Giovanni Calisi – dopo aver accompagnato il figlio a scuola – torna a casa e aggredisce e uccide a coltellate (almeno una decina di fendenti) la moglie, la 32enne Anna Poli, colpendola al collo e al petto. La donna viene rinvenuta sul pavimento del bagno. Dopo il delitto, l’uxoricida raggiunge con la propria auto il comando dei Carabinieri di Bari dove si costituisce e confessa l’omicidio. L’uomo, operaio turnista in una tipografia- scatolificio sulla provinciale Conversano-Castellana, era accecato dalla gelosia. Tre mesi dopo l’uxoricida viene condannato a 20 anni di carcere.

Luca Turi Agenzia fotogiornalistica
E’ un omicidio passionale quello che si è consumato a Rutigliano, nel Barese. Ad uccidere una donna di 32 anni, sarebbe stato suo marito che dopo aver compiuto l’atto estremo si sarebbe consegnato spontaneamente ai carabinieri. “Ho ammazzato mia moglie, andate a prenderla. E’ nel bagno di casa”, avrebbe detto ai militari in stato di shock. E i carabinieri entrati nell’appartamento dei due, nella periferia di Rutigliano, hanno trovato il corpo senza vita di Anna Poli proprio dove il reo confesso aveva indicato. Giovanni Calisi di dieci anni più grande di sua moglie, è un tipografo originario di Avellino e residente a Rutigliano da diversi anni. Secondo quanto si è appreso, la donna sarebbe stata uccisa a coltellate. Calisi era convinto che sua moglie avesse un amante e per questa ragione tra i due era scoppiata una lite. La donna, che avrebbe tentato di rifugiarsi in bagno, è stata raggiunta da più di una coltellata. Al momento dell’uccisione i due erano soli in casa: il figlio della coppia era probabilmente già a scuola. Dopo l’accaduto, l’uomo è uscito di casa e ha raggiunto la caserma dei carabinieri e si è costituito. In casa aveva scritto su un bigliettino le ragioni del suo gesto che ha poi confermato a voce ai militari.

 

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